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Sanità
18 Maggio 2023 - 16:38
Neanche fosse stata colpita da una maledizione? C’è chi lo pensa considerando che da qualche tempo a questa parte non c’è più nulla che funzioni come dovrebbe. Parliamo dell’Asl To4. Oltre alle notizie che giungono dalla Procura della Repubblica di Ivrea e dai reparti che non funzionano più come dovrebbero, in queste ultime ore se ne aggiunge una che fa davvero venire il latte alle ginocchia e sta abbassando a livelli inverosimili il morale dei dipendenti. Fa riferimento ai famosi “ticket restaurant”, cioè a quei buoni, in questo caso del valore di 6,50, dati come benefit da spendere in bar o nei supermercati, considerati indispensabili quando non esiste una mensa.
Da qualche giorno è infatti cambiato il “fornitore”. L’azienda si è rivolta a Gm Lunch ma, stando a quel che stanno denunciando i sindacati le carte consegnate sono inutilizzabili e lo saranno almeno fino a quando i gestori non installeranno i POS necessari. Si sarebbe potuta utilizzare l’App che si chiede ai dipendenti di scaricare ma, di fatto, anche quella non funziona.
S’aggiungono i problemi riscontrati dagli esercenti di bar e ristoranti che vorrebbero convenzionarsi, chiamano da giorni i numeri indicati sul sito internet senza ricevere risposta alcuna.
Tutt’altra la premessa considerando che Ep Spa, l’azienda titolare dei Gm Lunch, si promuove con uno slogan che non prevede sorprese. “Buono come nessuno...” dicono.
“Al link indicato nella intranet aziendale - spiegano Gian Livio Lembo e Barbara Cortese della Uil, ma anche Giuseppe Summa del Nursind - compaiono gli stessi locali caricati anche 3-4 volte alcuni dei quali, opportunamente consultati, dicono di non aver mai aderito ad alcuna convenzione e di non conoscere la nuova ditta fornitrice delle card per il pasto....”.
Insomma oggi le comiche...
“Alcuni indirizzi che compaiono nel suddetto elenco - aggiunge la Uil - sono errati e fuori dal territorio dell’ ASL T04 mentre mancano quasi del tutto, supermercati e negozi, indispensabili soprattutto in caso di intolleranze, allergie alimentari e diete particolari da seguire...”.
Cosa chiedono i sindacati oggi?
Il rimborso con semplice esibizione degli scontrini di pagamento fino a quando il sistema non sarà efficiente.
“Una soluzione - spiegano - provvisoria e transitoria, in quanto è necessario che le tessere siano effettivamente utilizzabili al fine di evitare anticipi mensili di denaro che per molti Lavoratori possono arrivare a pesare intorno al 10% dello stipendio percepito...”.
A stretto giro di posta la risposta dell’Asl To4...

“L’Azienda ha aderito a una convenzione Consip obbligatoria - precisa il Direttore della struttura complessa Acquisizione e Gestione Logistica Beni e Servizi, Ugo Pellegrinetti - Convenzione a cui è immediatamente seguita la richiesta alla nuova ditta della fornitura delle card, che sono state recentemente consegnate e subito distribuite al personale. Inoltre, l’Azienda ha fornito alla nuova ditta l’elenco degli esercizi precedentemente convenzionati, richiedendole di adoperarsi in merito al convenzionamento per garantire la massima fruibilità del servizio sul territorio aziendale, e l’ha sollecitata alla consegna dei pos necessari alla lettura delle card. Stiamo verificando che tale consegna avvenga regolarmente; infatti, l’uso dell’app è soltanto una modalità alternativa di utilizzo del servizio...”.
E poi ancora: “Per consentire ai propri dipendenti di fruire comunque del buono pasto, l’Azienda ha poi anche diffuso al personale specifiche informative sulla possibilità di utilizzare i buoni pasto eventualmente ancora presenti sulle vecchie tessere elettroniche fino al prossimo 30 giugno e, qualora ciò non fosse possibile, di consumare il pasto presso qualsiasi esercizio, anche precedentemente non convenzionato, richiedendo successivamente il rimborso nei limiti previsti...”.
Una difesa debole, da qualunque parti la si guardi. E poco importa di Consip, della velocità con cui si sono distribuite le tessere. Poco importa la proroga.
“Tutta colpa della lentezza burocratica dell’azienda - ribattono Giuseppe Summa del Nursind e Serse Negro della UIL - Quando ci si impiega troppo tempo ( circa un anno) e si arriva all’ultimo i risultati sono questi. Purtroppo a pagarne le conseguenze sono sempre i dipendenti Di fronte a queste situazioni, sarebbe auspicabile che alcuni Dirigenti, per correttezza rassegnassero le dimissioni..”
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La EP S.p.A. è un’azienda di ristorazione collettiva che nasce a Napoli, negli anni ‘70, dall’estro e dalla concretezza di Pasquale Esposito la cui esperienza confluisce nel 1999 nell’attuale marchio. Da allora l’attività dell’azienda, giunta oggi alla seconda generazione, si è estesa alla fornitura di buoni pasto aziendali e ricevimenti ed è ormai diffusa su tutto il territorio nazionale e, dal 2013, anche all’estero, con sedi a Cracovia e Dubai.
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