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Torrazza Piemonte

"Il sindaco non ci vuol far parlare!"

Opposizione furiosa per le tre mozioni respinte che non verranno discusse nel Consiglio comunale del 18 maggio

"Il sindaco non ci vuol far parlare!"

Non si può piegare la democrazia al volere delle maggioranze o di chi si sente il monarca di turno”.

E’ furibonda la minoranza consiliare di Torrazza Piemonte. E ne ha ben donde. 

Delle tre mozioni presentate sulla scrivania del sindaco Massimo Rozzino qualche giorno fa, nessuna è stata iscritta all’ordine del giorno del Consiglio comunale che si terrà il 18 maggio. 

Il motivo? Banalissimo: hanno sbagliato la carta intestata.

Massimo Rozzino sindaco di Torrazza Piemonte

Una risposta - da parte della maggioranza - che sa tanto di ripicca e di mancata volontà di affrontare seriamente un dibattito. 

D’altronde, Roma non s’è costruita in un giorno, come si suol dire. Ma dalle parti di Rozzino & company, non c’è nemmeno la voglia di parlarne. Come dire: statevene al vostro posto.

Inevitabile la rabbia, la frustrazione, la delusione dei consiglieri Marinella Bracco, Rocco Muscedra e Luigi Corna, affidata ad una dura nota stampa contro l’amministrazione Rozzino.

Le tre mozioni, da iscriversi all’ordine del giorno del successivo consiglio comunale per essere discusse e quindi votate, vertevano su argomenti di interesse quanto mai attuale - inforcano nella nota -. La prima riguardava le iniziative che intende mettere in campo l’amministrazione comunale per contrastare il cambiamento climatico e la salvaguardia dell’ambiente del nostro paese , la seconda il mantenere fede all’impegno preso dal consiglio comunale all’unanimità nell’aprile 2019 di riutilizzare l’immobile finalmente restituito alla collettività in Via Gramsci , oggetto di confisca da parte dell’agenzia nazionale dei beni confiscati alla criminalità organizzata intitolandolo come “Casa della Legalità” a scopi sociali alla medaglia d’oro Avv. Giorgio Ambrosoli vittima caduta sotto il fuoco della mafia-politico economica. Infine, la terza mozione ricordava al sindaco pro- tempore che la conferenza dei capigruppo va convocata almeno per decidere la data del consiglio comunale. In un paese normale, ci si aspetterebbe che il diritto di iniziativa del consigliere comunale, ovvero la presentazione di interrogazioni, mozioni, interpellanze come previsto dallo statuto comunale e dall’art. 12 del regolamento di funzionamento del consiglio comunale (diritto di presentazione di interrogazione ordini del giorno, e mozioni) e articolo 16 dello stesso regolamento, venga rispettato. A Torrazza invece sembrerebbe di no”.

Le mozioni dell’opposizione sono definite “irricevibili” perché scritte su carta intestata del gruppo di minoranza Torrazza Libera a cui non ha aderito formalmente la consigliera Marinella Bracco. Quindi, visto che ci sono tre firme, inclusa quella della Signora Bracco, tutte e tre sono divenute “irricevibili”.

Che dire - prosegue la nota stampa -? Forse gli estensori della lettera di diniego, “effettuata una puntuale verifica” come si legge nel documento, hanno deciso di usare questa formula per argomentare in fretta e furia la loro ferma opposizione alla discussione democratica di quanto noi precedentemente presentato.  La domanda allora sorge spontanea: di quale “puntuale verifica” si è trattano per giungere ad un così granitico irricevibile? Del regolamento del funzionamento del consiglio comunale? Dello Statuto Comunale? Del Testo Unico degli Enti Locali? 

Non vi è traccia di citazioni di norme che impediscano la firma di mozioni su carta intestata di un gruppo a consiglieri che ne condividono i contenuti, anche se non formalmente iscritti a tale gruppo.  Il mistero si fa fitto, ma forse la nebbia che avvolge l’operato di questa maggioranza è facilmente dipanabile.  Il negare la discussione di documenti da noi presentati all’attenzione del consiglio comunale in violazione palese delle norme in vigore è sintomo solo della pavidità e del grave deficit di conoscenza delle minime regole democratiche dell’attuale occupante la carica di sindaco pro-tempore del Comune di Torrazza Piemonte. 

Spiace constare che il ruolo di garante del rispetto delle regole del gioco in capo al segretario comunale, in questo caso è venuto meno”. 

Rileviamo - concludono - altresì l’impegno nell’ostacolare l’azione della minoranza, perdendo ore e ore, mentre sarebbe stato meglio cercare di portare a compimento qualche progetto, se mai la maggioranza ne abbia qualcuno nel cassetto. Al tal proposito, le nostre mozioni proponevano proprio alcuni progetti di facile realizzazione. Ricordiamo anche che avere un avanzo di amministrazione di circa 2.000.000 di euro non è sintomo di buona amministrazione, bensì di totale incapacità progettuale. 

Le strade di Torrazza reclamano da anni una manutenzione straordinaria, ad esempio.  Nel prendere atto dell’“irricevibilità” delle nostre mozioni, ribadiamo la nostra tranquillità e serenità nello svolgere il nostro mandato di consiglieri comunali. Non ci spaventiamo di certo. Semmai queste piccolezze di cui siamo stati vittima, denotano da chi le ha messe in atto solo una grande debolezza dell’azione amministrativa, timorosa del confronto a viso aperto. La prudenza e la cautela nel maneggiare le regole del gioco democratico non è mai troppa, le stesse non si possono piegare al volere delle maggioranze o di chi si sente il monarca assoluto di turno”.

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