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Settimo Torinese
07 Maggio 2023 - 01:34
Chi ha partecipato alla manifestazione di interesse all’acquisto dell’ospedale di Settimo Torinese indetta il 23 dicembre 2021 e poi annullata?
Se lo chiedono in un esposto del 24 aprile scorso all'anti corruzione (è il secondo, ndr) l’ex sindaco di Settimo Torinese Aldo Corgiat e l’ex assessore alle partecipate Sergio Bisacca.
Una domanda non tanto campata per aria considerando che, la società Saapa in liquidazione avrebbe negato la visione dei documenti ad alcuni consiglieri comunali che ne hanno fatto richiesta in sfregio ai più elementari principi di trasparenza.
“La mancata qualificazione e messa a disposizione dei risultati – scrivono Corgiat e Bisacca - potrebbe in futuro prefigurare, specie nel caso siano intercorsi anche successivamente contatti diretti tra le società partecipanti e i soci o gli amministratori della società, una ingiustificabile asimmetria di informazioni messe a disposizione dei partecipanti alla nuova asta e comunque il dubbio di una sostanziale opacità nella conduzione della stessa.”.
Da qui la seconda richiesta di immediata sospensione della vendita dell'ospedale per 50 milioni di euro comprensivi di circa 6 milioni e 250 mila euro del valore del terreno su cui sorge il fabbricato di proprietà dell'Asl To4 e di un altro milione e mezzo abbondante per la rinuncia dell'Asl To4 al diritto di uso esclusivo e a tutti i diritti discendenti sui circa 1.100 metri quadri dell'immobile "in proprietà superficiaria", cioè quegli spazi in cui si esercitano una serie di servizi territoriali. Per la cronaca le domande dovevano pervenire entro il 5 maggio.
Il dito è proprio puntato su questi 50 milioni di euro a fronte di una valutazione di mercato (e di bilancio) di circa il 50% in meno. Una cifra che, a detta di Corgiat e Bisacca renderebbe l’asta priva di interesse di mercato.
Tutto inizia con una delibera della Giunta Regionale del 2 agosto 2021 con la quale si decreta la conclusione della Sperimentazione gestionale a fronte di perdite del primo trimestre 2021 pari a 1,1 milioni di euro.
Nelle considerazioni si legge che “le perdite del primo trimestre 2021 sommano a 1,1 milioni di euro” e che le stesse “sono imputabili solo parzialmente alla gestione della emergenza COVID”. Si certificava in tal modo che le scelte di gestione dell’Amministratore Unico e quelle strategiche operate dai Soci nell’ultimo anno di gestione avevano di fatto condotto la SAAPA ad un disavanzo in controtendenza rispetto agli utili del triennio precedente.
Segue il 7 settembre dello stesso anno la messa in liquidazione di SAAPA e il 23 dicembre il bando per raccogliere manifestazioni di interesse a partecipare ad un’asta pubblica che ha come base di partenza un finanziamento ancora da rimborsare al Monte dei Paschi di Siena – Capital Service, pari a 26.285.000 euro a cui si aggiungerà il valore dell’impresa da stimare al momento dell’invito ai soggetti interessati.
Si presentano in 18 di cui 15 in possesso dei requisiti. Peccato che mancasse una stima del valore della struttura e delle attività di SAAPA a cui si provvede (solo il 18/3/2022) affidando un incarico al professor Alain Devalle per 40 mila euro.
Nella sua “perizia” la valutazione dell’immobile è contenuta in una forchetta che va da 22.519.052 euro (metodo reddituale) a 24.159.897 (metodo misto).
Di perizie ce n’è però anche un’altra, approvata il 17 ottobre 2022 dal Direttore Generale dell’ASL TO4 che fissa il valore dell’immobile in 27.700.508 euro cioè più o meno quanto indicato da Devalle.
E si scopre che in realtà l’immobile non è interamente di proprietà di SAAPA ma un pezzo, circa mille metri quadri, è di proprietà ("superificiaria") dell’Asl To4.
La domanda a questo punto è: perché i liquidatori, nel secondo bando, hanno fissato come valore a base d’asta la cifra di 50 milioni di Euro senza giustificarla?
Per Corgiat e Bisacca un’unica risposta: rendere l’asta pubblica poco interessante per gli operatori.
Nell’esposto si aggiungono poi una lunga serie di domande su alcuni contratti sottoscritti dalla Società SAAPA per i locali posti al piano terra e utilizzati dall’ASLTO4 per l’attività di radiologia, per il programma di “Prevenzione serena”, per la Guardia Medica, il Consultorio e alcuni ambulatori specialistici. E poi dalla Fondazione Comunità Solidale partecipata e controllata dal Comune di Settimo. Dalla Fondazioen Ecm per gli spazi adibiti a biblioteca. Altro problema il parcheggio ceduto al Comune di Settimo (il contratto è scaduto) in diritto d’uso allo scopo di non dover sostenere gli oneri di manutenzione e i costi di illuminazione. Infine una porzione di qualche centinaio di metri quadri dell’area interna ceduta in diritto di superficie alla società Engie per la realizzazione di un impianto di cogenerazione.
C'è da dire che molte delle osservazioni Corgiat le aveva già più o meno dette sulle pagine di questo giornale qualche tempo fa...
"L’Ospedale vale 50 milioni? In fondo chiedere non costa nulla recita un vecchio detto popolare - aveva commentato - E invece in questo caso costa, perché tra salti e giravolte, incarichi legali, notarili, fiscali, consulenziali, gestionali se ne sono andate centinaia di migliaia di Euro pubblici. 50 milioni investiti da un privato per comprare un’attività che quando funzionava faceva 14 milioni di fatturato e, al netto degli ammortamenti, generava valore aggiunto per 1,5 milioni di Euro. Ma dove lo vanno a trovare questo benefattore? Senza essere dei fini analisti finanziari per remunerare 50 milioni di capitale investito da attività sanitarie occorrerebbe avere ricavi tra i 60 e i 100 milioni di Euro (da sei a 10 volte quelli attuali). E poi perché 50 milioni e non 60 o 40? Può essere arbitrario il prezzo posto a base d’asta per un bene pubblico? E se non trovassero l’acquirente? Cosa capiterebbe? Altri incarichi legali, altre consulenze, altre proroghe ai liquidatori e agli amministratori, altro tempo concesso ai partiti (in vista della campagna elettorale del 2024) per far finta di accusarsi a vicenda sulle responsabilità del fallimento. E i cittadini lì a pagare per avere servizi sempre più scadenti. Oppure nelle 15 buste segrete c’è già la soluzione all’enigma e spunterà un cavaliere bianco che dopo uno sconto milionario si renderà disponibile a farsi carico delle macerie lasciate sul campo? A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca era il saggio monito di Andreotti, uno che di mali pensieri se ne intendeva."
Una considerazione a parte, sempre di Corgiat e Bisacca, sulle attività di SAAPA. Di quali attività può dirsi davvero titolare una società in liquidazione, che non possiede nessun requisito cedibile?
Finita la sperimentazione resta infatti solo l’accreditamento regionale che non è trasferibile, né cedibile, né tanto meno valorizzabile, in quanto rilasciato sulla base di requisiti specifici posseduti dall’operatore.
“Com’è possibile - si chiedevano Corgiat e Bisacca nel primo esposto - mettere all’asta un bene, in questo caso una abilitazione ad esercitare attività sanitarie, di cui non solo non si conosce il valore ma che non è neppure cedibile. Occorre chiedersi, a nostro avviso, se in tale comportamento si possa intravedere una volontà dei liquidatori e dei Soci di alterare il valore del bene in cessione o comunque di nasconderne la sua reale natura....”.
L’Ospedale Civico di Settimo Torinese è stato realizzato alla fine degli anni ’90 da una società francese (SIAS Italia) su autorizzazione della Regione e su un’area di proprietà dell’ASL data in concessione. Dopo lunghe discussioni, e il concreto rischio di definitivo fallimento della società e abbandono dell’edificio, la Regione Piemonte autorizza (Legge Regionale 12/2008), su proposta del Comune di Settimo, una sperimentazione gestionale, rinnovabile ogni 5 anni, per la gestione di servizi sanitari di post acuzie: dimissioni protette, lungo degenze, recupero e riabilitazione funzionale.
Nel 2008 si costituisce la Società per Azioni SAAPA S.p.A. (a controllo pubblico) per la gestione di tali servizi sanitari. Contestualmente la Regione Piemonte sottoscriveva con il Monte Paschi di Siena (Istituto di credito già prestatore della società SIAS Italia) un prestito di circa 30 milioni di euro di durata pari a 33 anni (scadenza 31/12/2041). Inizialmente l’Ospedale Civico di Settimo viene inserito dalla Giunta Regionale nella rete ospedaliera pubblica come Ospedale di post acuzie, successivamente (2015) viene assimilato alle “strutture sanitarie private accreditate”.
Dal punto di vista economico finanziario, dopo i primi tre - quattro anni di perdite (circa 7 milioni di euro) SAAPA raggiunge il pareggio e poi consolida un utile di esercizio di circa 200 mila euro all’anno, rispettando l’obiettivo della sperimentazione gestionale di restituzione del debito finanziario e dei relativi interessi per circa 1,5 milioni. Dal 2017 al 2019 la gestione della società produce un surplus di oltre 1,8 milioni annui.
I problemi cominciano nel giugno del 2020 in contemporanea con la nomina del nuovo Amministratore Alessandro Rossi e la trasformazione di due piani (dei 3 esistenti) in reparti COVID per casi non gravi. Tutto questo produce costi aggiuntivi, solo parzialmente riconosciuti dalla Regione Piemonte.
Concludendo? Anche a causa di una parziale occupazione dei posti letto disponibili per altre specialità di post acuzie, si genera una perdita di circa 3,5 milioni di euro.
Da qui la decisione di vendere senza neanche prendere in considerazione le possibilità concesse dai decreti Covid emanati dal Governo in cui si riconosce la possibilità di ammortizzare le perdita in 5 esercizi consecutivi senza obblighi di ricapitalizzazione della società.
E' in corso un'indagine della Procura di Ivrea che coinvolge tutta l'Asl To4. Tra le ipotesi investigative una finisce diritta all’ospedale di Settimo Torinese gestito dalla Società SAAPA che ha come soci l’Asl Città di Torino, l’Asl To4, il Comune di Settimo, la Cooperativa Frassati e Patrimonio S.r.l.
E' indagato Alessandro Rossi, l'Amministratore, ma anche direttrice Anna Maria Ghiberti (per frode in pubbliche forniture) e l’avvocato Mauro Milan consulente dal 1 agosto 2020 al 31 luglio 2021, in concorso con il liquidatore e con altre tre persone, per turbativa d’asta, per aver dato un parere positivo sulla possibilità di prorogare il contratto, nelle more di un un contenzioso fra Saapa e la cooperativa Frassati, alla Cm Service.
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