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Rondissone
06 Maggio 2023 - 15:44
Il Paolina Bosio di Rondissone
Chi vuole comprare il “Paolina Bosio”?
Negli ultimi mesi si sono susseguite le voci che alcuni imprenditori si sarebbero interessati della vecchia struttura abbandonata che si trova all'incirca a metà dell'omonima via, in uno stretto vicolo e che rappresenta un lascito della benefattrice che gli dà il nome.
Per risalire alle sue origini è utile leggere le notizie contenute nel libro “Rondissone tra Monferrato e Canavese dal 1163 al 1861”, scritto dall'ex consigliere comunale Armando Bua, membro della Società Storica Chivassese: “La congregazione di carità di Rondissone era stata istituita nel 1710, durante il regno di Vittorio Amedeo II, con Regio Editto (era composta dal Presidente, il Parroco Don Bartolomeo Cometti, dal sindaco Giovanni Angiono, e dai membri eletti Michele Ausello, Gioanni Pecoraro, Giuseppe Bosio, Giovanni Occhiello)...Dai verbali conservati in archivio si evince che oltre ad occuparsi dell'assistenza agli indigenti di Rondissone la congregazione partecipava anche alla solidarietà per gli abitanti di altri luoghi, in caso di calamità naturali o epidemie. Sarà la congregazione di carità che, previa la donazione della signora Paolina Bosio Rigassio, darà avvio alla costruzione dell'omonimo ospedale con deliberazione del 30 marzo 1912...”.

L'ingresso della struttura in centro paese
Alla sua morte, la Bosio lasciò la struttura al Comune, con il vincolo che questo venisse usato per scopi sociali, in favore della comunità.
Nella seconda metà del Novecento, “l'Ospedale” venne usato con diverse finalità, ospitando per alcuni anni la scuola materna, mentre si ristrutturava l'edificio di via Marino Sella, il Circolo Pensionati ed Anziani, gli ambulatori dei medici di famiglia, la sede di diverse associazioni quali Avis e Vita Tre.
Negli anni la struttura ha poi presentato i suoi limiti, con la necessità di interventi sempre più consistenti soprattutto per quello che riguardava l'abbattimento delle barriere architettoniche e l'adeguamento alle norme di sicurezza.
Ci fu anche l'idea di destinarla all'uso di residenza per anziani, un'ipotesi, un progetto presentato dall'ex sindaco Bruno Actis Perinetti, primo cittadino per due mandati, dal 1985 al 1995, che aveva pensato di utilizzare il vecchio “Ospedale” come casa di riposo, con 14 posti a disposizione degli ospiti, con un costo dell'opera che all'epoca si stimava in un miliardo di vecchie lire, somma che era già stata individuata.
Del progetto non se ne fece nulla e successivamente il sindaco Maurizio Martin decise, insieme alla sua maggioranza, di realizzare la residenza per anziani in via Marconi, in un vasto terreno ai margini della campagna.
Oggi l'interesse intorno alla struttura, che rimane di proprietà del Comune, sembra essersi riacceso, anche se il suo utilizzo è comunque condizionato da alcuni vincoli, come ad esempio quello dell'entrata principale, che si trova in uno stretto vicolo che si diparte dalla principale via Paolina Bosio, mentre l'entrata secondaria, che non è più stata utilizzata da decenni, si trova su di un altro vicolo che afferisce su via Bosio, ma privato.
Se l'interesse verso la struttura fosse reale e legato a progetti realizzabili, per il paese si tratterebbe di un evento positivo poiché si arriverebbe al recupero di uno degli edifici più ricchi di storia che fanno parte del patrimonio architettonico rondissonese.
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