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Elezioni 2023 Ivrea

Sertoli: “I partiti stavano scavandomi la terra da sotto i piedi...!”. Le confessioni di un sindaco

Il sindaco uscente al dibattito organizzato da La Voce al Movicentro

Stefano Sertoli

Stefano Sertoli

In questi anni ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di dimettermi ...”. Così l’altra sera il sindaco uscente Stefano Sertoli al dibattito organizzato da questo giornale nell’atrio del Movicentro ribattezzato “tana del lupo”. 

Quasi una confessione su come va la politica, sul perchè non è stato ricandidato dal centrodestra, su alcune delle decisioni prese in questi anni, finanche sul siluramento dell’ex vicesindaca Elisabetta Ballurio. 

“Non è stato per il carnevale e lei lo sa. Ci siamo spiegati... Oggi ho capito che bisogna arrivare sempre ad un compromesso per un senso di responsabilità verso i cittadini”, ha confidato.

Un Sertoli decisamente diverso da 5 anni fa. Se vogliamo più maturo, meno pimpante e baldanzoso. 

“Quando ho annunciato che mi sarei ricandidato e che avrei auspicato di ripartire dalla stessa coalizione - ha spiegato - è venuto fuori che da sei mesi stavano  scavandomi la terra da sotto i piedi. La mia colpa? Essere andato ad una manifestazione in favore del sindaco di Rivarolo condannato  per un signore morte in un sottopasso... Per dovere e per rispetto dei cittadini, continuerò ad essere civico, i partiti hanno le loro dinamiche e il centrodestra ha preferito concentrarsi su Pianezza e su Orbassano ma non su Ivrea. Non interessa. E’ secondaria...”.

E qualcosa, Sertoli, straconvinto com’è che sarà lui ad andare al ballottaggio (se ci sarà!) l’ha detta pure sui contrasti di questi anni con la vicesindaca Elisabetta Piccoli e sul consiglio comunale che l’ha sfiduciato non votando la sua relazione sulle aziende partecipate.

“Non ce l’avevano con me ma con Costanza Casali. In maggioranza abbiamo avuto diversità di vedute ma quando abbiamo capito cosa stavano facendo i partiti per rispetto alla città e ai cittadini. abbiamo deciso di tornare a lavorare insieme...”

E poi ancora, con il viso rivolto al candidato del centrodestra Andrea Cantoni: “Se Costanza Casali non fosse stata coerente oggi saresti in lista come consigliere. Hanno cercato disperatamente un altro candidato...”.

Da qui in avanti c’è il racconto sul Pnrr. Ci sono quei 33 milioni di euro di investimenti per il castello (dal cortile all’ascensore per collegare la parte bassa dalla parte alta della città), per Palazzo Giusiana (con la gran parte dei locali assegnati al Liceo Botta), per la sala Cupola e per il Nido Olivetti.

Come intenda il ruolo del sindaco Sertoli lo ha detto chiaro e tondo: meno riunioni e più contatto diretto.

“Sono quello delle pacche sulle spalle, quello che va in giro e che non deve mettersi la fascia per farsi riconoscere. Sono anche uno che ci ha sempre messo la faccia - ha spiegato - Sono stato un sindaco raggiungibile sempre ed è una cosa a cui tengo moltissimo. Sul fronte sanitario non penso di aver fatto il massimo (massimo non esiste) ma ho fatto il possibile e forse di più. Abbiamo avuto la pandemia... Il consiglio comunale ha votato un odg e una mozione per chiedere che il nuovo ospedale sia costruito nell’area ex Montefibre. Dopodichè nella famosa conferenza dell’Asl to4 (che dite che non convochiamo mai, anche perchè i sindaci se li chiami una volta al mese non vengono e in tre occasioni  ci siamo trovati senza numero il numero legale) è saltata fuori una nuova proposta per l’area Ribes. La senatrice ha proposto l’area di Scarmagno. Poi è arrivata Italvolt ed è finita com’è finita. Infine è stato commissionato lo studio Ires che è incompleto. Il governatore Cirio mi ha detto prima di Natale che l’ospedale si fa a Ivrea e che se lo sarebbe giocato in campagna elettorale....”. 

Evidentemente si riferiva alle regionali del 2024.

Tutto bene? Quel che emerge chiaramente da una lettura del programma è infatti la retromarcia su una lunga serie di posizioni a cominciare dalla Centrale Unica di committenza che è stata smantellata ma che adesso Sertoli vuole ricostruire (“C’era un problema di personale. Eravamo felici perché con Biella avevamo trovato una soluzione...”) sul mancato finanziamento del “portierato sociale” a Bellavista (“Ho votato contro, ma quando sei in maggioranza o ti adegui o te ne vai. Sono convinto che sia fondamentale..”), sui Centri anziani a cominciare dall’Auser e sullo “sportello stranieri” che non c’è più. 

“Assolutamente sì, lo rivoglio - ha asserito - Basta leggere i verbali e che cosa ho dichiarato alle riunioni...”.

E poi Ivrea Parcheggi: “Si può mettere in discussione ma c’è in mutuo....”.

E poi le manutenzioni: “Si può sempre fare di più ma quanti dipendenti abbiamo trovato in comune quando siamo arrivati? Tre! Ti trovi a sbatterei il muso contro una realtà che è  incredibile. Ci vogliono tre mesi per mettere un cartello, non basta comprarlo e attaccarlo...”.

E poi sulla rete comparsa come un fungo in un terreno di proprietà dei Flecchia ad ostruire un sentiero intorno al lago San Michele: “Esiste un problema di sicurezza per quello che avviene in quel vecchio pub. Succede di tutto e le forze dell’ordine intervengono spesso...”

Detto questo il sindaco ha annunciato che un sentiero che gira intorno al lago è irrealizzabile, salvo la costruzione di passerelle come alle Cinque Terre. 

“Esiste un problema di roccia a strapiombo e poi c’è una parte paludosa. Stiamo raggiungendo l’accordo per la cessione di un’area privata per un percoso fino a canton Gabriel...”.

Un po’ qua e un po’ là braccio di ferro con Cantoni. 

Sull’idea di un ospedale del Canavese a Scarmagno.

“Come lo togli l’amianto che hanno trovato? - lo ha rincorso - Come spieghi ai lavoratori che la più grande azienda di Ivrea se ne va a scarmagno?”

Sulla fontana di Camillo recentemente riaccesa: “Probabilmente andrea era distratto. Era stata spenta per motivi economici...”.

E con tono decisamente più roboante sul nuovo impianto luci in piazza Ottinetti: “Il tricolore per rispetto dei morti del 25 aprile...”.

Insomma, questo è Sertoli, quello delle pacche sulle spalle ma anche quello che considera gli ordini del giorno in consiglio comunale delle “bombette avvelenate” gettate nel dibattito dalla destra e dalla sinistra. 

“Io li abolirei. Ma a me che cosa me ne frega? Siamo stati eletti per amministrare la città, mica per consigliare al Ministro di scrivere al presidente turco Erdogan...”.

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