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09 Aprile 2023 - 21:47
Il tema dell’oratorio è tornato d’attualità a Brandizzo dopo che è stata firmata la convenzione tra la curia di Torino e il comune che acquisirà dalla prima, proprietaria dell’immobile, il diritto di superficie per 30 anni al fine di realizzare un progetto per il quale ha già ottenuto un finanziamento di 80.000 euro.
Vedremo – al di là di quanto finora il sindaco ha dichiarato – in che cosa consisterà tale progetto, tenuto conto dell’imponenza dello stabile e di tutti i problemi ad esso legati in un’area che è centrale e strategica per il territorio e la viabilità.
Se però vogliamo sapere che cosa è stato l’oratorio di Brandizzo per i suoi cittadini dobbiamo tornare ad una pubblicazione che lo storico Claudio Anselmo realizzò nel 1996 in occasione del trentennale dell’inaugurazione. Si tratta di un supplemento al bollettino parrocchiale intitolato appunto «Trentennio Oratorio Gesù Maestro di Brandizzo» in cui si ripercorrono le fasi ideative e costruttive di quello che «il sogno» del parroco di allora, l’indimenticabile don Luigi Manassero che fin dal 1960, quando era arrivato a Brandizzo come vicario coadiutore con diritto di successione del pievano don Luigi Febraro, aveva concepito una grande struttura per la formazione cristiana dei giovani: “Il nostro Oratorio passerà alla storia come l’inizio di un’epoca nuova, vale a dire, di un rinnovamento cristiano per tutti i Brandizzesi”.
Cominciarono così gli appelli ai fedeli perché contribuissero alla costruzione di quell’edificio che – mano a mano che cresceva ad opera dei volontari e senza troppe e complicate autorizzazioni – stupiva tutti per la sua grandiosità, tipica di quegli anni Sessanta, gli anni dell’ottimismo e del boom demografico ed economico.
Le offerte arrivarono generose e copiose, i nomi dei benefattori venivano incisi sugli scalini.
Già nel 1964 furono inaugurate le fondamenta e la struttura poi, dopo ancora altri notevoli sforzi economici, il 9 ottobre 1966 l’arcivescovo di Torino, Michele Pellegrino veniva a benedire l’oratorio, pressoché completato e intitolato a Gesù Maestro.
Don Manassero sintetizzava quel giorno con una terzina dantesca il suo stato d’animo: “E come quei che con lena affannata uscito fuor dal pelago alla riva si volge all’acqua perigliosa e guata” (Inferno I,22).
Iniziavano da allora gli anni d’oro per quel complesso - all’ epoca moderno - con un cinema teatro enorme e che pure si riempiva per gli spettacoli e i musicals messi in scena dai giovani stessi , con i saloni per i giochi, il bar, i cortili per il calcio, le aule del catechismo: “Teatro, musica, calcio, campeggi e…Vangelo”. Soffiava anche il vento del 68 e del post Concilio e allora ecco i dibattiti e le discussioni…Nel 1972 arriva don Antonio Albano altra figura mitica per Brandizzo il quale, mentre alcuni lasciavano, diventò il punto di riferimento per una nuova generazione di ragazzi e ragazze.
Intanto, dopo i fatti del cinema Statuto, il teatro dovette chiudere per un certo tempo riaprendo poi una volta messo a norma.
Negli anni Novanta, l’oratorio viveva la sua ultima grande stagione di vivacità e iniziative.
Il clima sociale e culturale generale però era cambiato e don Antonio sarebbe mancato nel 1995 dopo aver lasciato le sue sostanze per la costruzione dell’oratorio dei Chiappei.
Nel 2005 anche don Manassero - l’infaticabile fondatore di tutto - partiva per il Cielo e per la sua prima creatura iniziava un periodo di decadenza con la struttura sempre più bisognosa di radicali e onerosi interventi e sempre meno animata da volontari per i pochi frequentatori.
Considerate le gravi carenze strutturali, il nuovo parroco don Mario Perlo nel 2020 prendeva la sofferta decisione di chiudere l’oratorio che intanto entrava nel degrado.
Poi, dopo vari tentativi andati a vuoto per un uso alternativo, la proposta di vendita bloccata infine dal comune che si sobbarcherà l’onore di progettare per quell’oratorio, dove generazioni di giovani si sono formati, una nuova vita.
Articolo realizzato grazie
al materiale raccolto dallo storico Claudio Anselmo
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