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CLAMOROSO
04 Aprile 2023 - 17:01
La Fiat 500 L del sindaco parcheggiata nel cortile interno di Palazzo Santa Chiara
E poi non dite che fare politica, anche in una piccola città, non abbia i suoi vantaggi. O, meglio, privilegi.
A Chivasso, ad esempio, il 30 marzo scorso il sindaco Claudio Castello s’è fatto una delibera ad hoc per posteggiare l’auto quando gli pare nel cortile interno di Palazzo Santa Chiara.

Claudio Castello sindaco di Chivasso
Quello, per intenderci, che era stato tolto al posteggio delle auto di servizio del Comune per farne una piazza per concerti e spettacoli dall’allora sindaco Libero Ciuffreda: con Castello che, udite udite, all’epoca era assessore e certamente condivideva la decisione del suo “principale”.
Oggi che il “principale” è lui, si è ritornati a com’era ai tempi di Matola solo che, al posto della ghiaia nel cortile c’è il porfido.
Dopo aver violato in una miriade di occasioni le regole che lui stesso aveva fissato per il posteggio dei mezzi nel piazzale del Comune con delibera del 22 marzo 2018 (che individuava 12 stalli di sosta agli autoveicoli di proprietà del Comune, ndr) cinque anni dopo Castello ha deciso di mettersi in regola. Stop.
Cosicché nessuna minoranza possa più accusarlo di parcheggiare impunemente la sua Fiat 500 L sotto Palazzo Santa Chiara. E nessun ausiliario del traffico o vigile urbano si trovi nell’imbarazzo di dover multare proprio il sindaco.
Ben fatto, Castello!
E’ così che si comporta un primo cittadino.
Primo inteso nel senso che prima viene lui, poi tutti gli altri.
Perché d’altronde noi cittadini qualsiasi non riusciamo a comprendere perché un sindaco che va a lavorare possa parcheggiare gratis in centro e trovare sempre il posto libero, anche nei giorni infernali di mercato, e un dipendente della banca SanPaolo, ad esempio, per non dire dello stesso Municipio, debba pagarsi l’abbonamento di 42 euro al mese (abbonamento agevolato per 3 mesi fa 65 euro e per un anno fa 200 euro complessivi, ndr) “smadonnando” nel verso senso della parola alla ricerca di uno stallo libero.
Perché non riusciamo a comprendere che il sindaco può e "noi non può"?
Perché - leggiamo dalla delibera n. 54/2018 - il sindaco (o il suo vice Pasquale Centin, quando lui non c’è) “ha la necessità di raggiungere celermente gli uffici comunali situati all’interno di Palazzo Santa Chiara, così come di presenziare ad eventi, incontri, riunioni, cerimonie che spesso comportano un limitato tempo di accavallamento tra loro e che richiedono spostamenti rapidi tra il Palazzo comunale e le località esterne o viceversa”.
Insomma: vorrete mica mettere l’urgenza di raggiungere in tempo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Unitre piuttosto che la cerimonia della Confraternita del Sambajon e dji Noisette con quella di timbrare un cartellino e magari mangiarsi qualche minuto di permesso?
Ma dai, in che mondo vivete!
Ci sono delle priorità. E il sindaco ne ha un fottìo più di noi.
Tant’è che il resto della piazza rimane ad esclusivo uso pedonale come aveva voluto Ciuffreda, con orari di apertura e chiusura al pubblico: dalle ore 07.00 alle ore 20.00 dal lunedì al sabato; dalle ore 09.00 alle ore 17.00 la domenica.
Restano i dodici stalli - che già Castello aveva individuato - per i veicoli in dotazione agli Uffici e Servizi.
Per tutti gli altri, noi compresi, c’è Mastercard o il nuovo parcheggio di via Brozola. Dista "solo" 10 minuti a piedi dal centro con passo spedito.
Ps: c’è stato anche un tempo in cui i candidati a sindaco di Chivasso - correva l’anno 2006 - firmavano pubblicamente l’impegno ad aprire il cortile interno di Palazzo Santa Chiara al posteggio delle auto per eliminare i privilegi della cosiddetta casta e liberare stalli per i chivassesi. Quell’impegno, però rimase solo sulla carta. Diventata - oggi ancora di più - straccia.
Renato Cambursano, all'epoca candidato a sindaco, nel 2006 fu tra i firmatari dell'impegno ad aprire il parcheggio del cortile interno di Palazzo Santa Chiara
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