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Ivrea

Riunione della Consulta stranieri “agitata”. Dito puntato su Bono e Povolo

Durissima relazione finale del presidente Nekkaz Lekbir e si è tornati a parlare dello Sportello stranieri

Riunione della Consulta stranieri “agitata”. Dito puntato su Bono e Povolo

Nekkaz (Archivio La Voce)

In chiusura di un ciclo, ci si scorda del passato, ci si stringe la mano, ci si dà una pacca sulle spalle e tanti saluti e baci. Non sempre.

In politica, per esempio, ci sono azioni che restano “indelebili” come le macchie di olio sulla camicia.  Poteva esserlo (s’intende una macchia) e lo è stato il modo con cui l’Amministrazione comunale ha trattato in questi anni la Consulta per gli stranieri di Ivrea. 

Tutto scritto  nero su bianco in una bozza di relazione di cui il presidente Nekkaz Lekbir  ha dato lettura durante una riunione (l’ultima dell’era Sertoli) organizzata giovedì scorso. 

Aspra! Forte! Polemica! Talmente dura che un po’ tutti i partecipanti han chiesto di rivedere un pochettino (ma non troppo) i toni.

In sintesi ci si è scagliati contro un’Amministrazione comunale di destra che non ha mai creduto nell’emigrazione ostacolando fin dalla nascita la Consulta e distruggendo di fatto lo Sportello stranieri.

“Era l’unica cosa che avevamo chiesto. Avevate promesso di parlare con Regione e Città Metropolitana ma neanche questo avete fatto...

“Era l’unica cosa che avevamo chiesto. Avevate promesso di parlare con Regione e Città Metropolitana ma neanche questo avete fatto...” ha inforcato il presidente Nekkaz Lekbir con il dito puntato sui soldi spalmati ovunque nell’ultimo bilancio salvo che nell’integrazione. “Si chiedeva una cifra minima e non siete riusciti a trovarla...”.

Duro anche l’intervento di Mario Zanini concentrato sulle politiche di destra, da Meloni e Salvini in giù

Da qui in avanti gli alterchi si sono sovrapposti uno sull’altro. Con la consigliera Anna Bono e l’assessora Giorgia Povolo a difendere il fortino raccontando le tante cose fatte per i profughi ucraini. 

Che poi, come tutti sanno - e lo ha ricordato Pierangelo Monti - un conto è l’Ucraina, un conto tutto il resto e in quel “resto” si contano quei tanti che scappano dalle guerre che affliggono l’Africa e il Medio oriente, anche quelli sui barconi, anche quelli che l’attuale Governo Italiano rimanda indietro…

La consigliera comunale Gabriella Colosso

E diciamoci la verità. Fosse stato per loro, per il centrodestra di Ivrea e per l’ideologa Anna Bono la Consulta non sarebbe mai esistita.  Tra i momenti di maggior sconforto vissuti in questi anni quello in cui Bono chiese e ottenne le dimissioni del presidente  Gabriella Colosso. 

Presenti all’incontro anche la vice Jeanga Maria, Edwin Badea della Comunità dei rumeni, Anna Zanino per il CPIA, Davide Rodda, per il Consorzio in rete, Massimo Fresc e Gabriella Colosso in rappresentanza delle Opposizioni.

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