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Ivrea

Bilancio o “programma elettorale”? Cose scritte da una mente perversa!

Vivace consiglio comunale, ma ai 33 milioni di "investimenti" le Opposizioni non ci credono...

L'assessora Casali e il capogruppo del Pd Perinetti

L'assessora Casali e il capogruppo del Pd Perinetti

Si è accorta che in passato la spiegazione del bilancio di previsione in consiglio comunale è sempre stata una cosa difficile da stare ad ascoltare fino in fondo. Noiosa e lunga come la quaresima.  

Morale? L’altra sera, in premessa, la vicesindaca Elisabetta Piccoli ha messo le mani avanti. “Questa volta - ha preannunciato - utilizzerò un approccio diverso e meno noioso...”. Vatti a fidare... Da qui in avanti, con le repliche delle Opposizioni ci sono volute più di due ore abbondanti e si è di nuovo finiti a dopo la mezzanotte, quasi l’una. L’ultima -  si spera - maratona consigliare di questa legislatura e finanche l’ultimo sproloquio. Per il resto “nothing to declare”, verrebbe quasi da dire considerando che l’illustrazione del Bilancio e del Documento unico di programmazione, più che un elenco delle opere in programma, è sembrata la lettura “plastica” del programma elettorale. Cose dette, ridette, trite e ritrite, tutte ancora da fare, incrociando le dita e sperando nei miracoli.

Elisabetta Piccoli, vicesindaca

Un po’ qua è un po’ là, i complimenti a sè medesima che è poi la cosa che le riesce meglio.

“La macchina si è mossa e ora comincia a girare... Il bilancio era solido ma l’abbiamo migliorato ... Ci siamo  messi pancia a terra per portare avanti alcune cose  ..”.

Ebbasta! Insomma tante cose da fare e tra queste molte che non vedranno mai la luce, di sicuro non nei prossimi tre anni.

Tra le cifre segnalate da Piccoli quei  soliti 33 milioni di investimenti di cui 23 milioni di euro di finanziamenti in gran parte piovuti da Dio “Pnrr” (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Sono i soldi di cui parla tutte le volte che gliene danno l’occasione

“Non vorrei dilungarmi”, dice, ma si dilunga, citando una per una le opere da fare, anche quelle già fatte, anche le più insignificanti, a cominciare dal castello, passando per la riqualificazione dell’asilo nido, alla risistemazione di Palazzo Giusiana. E poi il certificato anti-incendio della biblioteca, la demolizione dell’ex Cena, il nuovo polo culturale, la pista di atletica, le case Atc, gli orti urbani, il parco della Polveriera, il viadotto XXV aprile, il secondo ascensore dell’ospedale, l’area mercatale, eccetera, eccetera, eccetera...

“Ringrazio l’ufficio e tutta la giunta, quel che abbiamo costruito consentirà alla nostra città di cambiare faccia....” ha commentato.

Un solo problema: la spesa corrente che “imbriglia il bilancio”.

E tra i “bubboni” Piccoli segnala l’asilo Nido (entrano 228 mila euro e ne escono 760 mila), la piscina (292 mila euro di entrate e 447 mila di uscite), il Museo (115 mila euro in entrata e 393 mila in uscita) non in ultima il servizio autobus della Conurbazione di Ivrea (800 mila euro di costi in questi ultimi anni) le scuole materne e elementari  (575 mila euro), dulcis in fundo il riscaldamento, passato da 959 mila euro a più di un milione e trecento mila euro.

Poteva mancare il racconto, sentito e risentito almeno una cinquantina di volte, dei tanti soldi incassati, grazie a lei, con le azioni di recupero. Certo che no!

Poteva mancare il “grosso lavoro portato avanti con le associazioni sfrattate dall’ex Caserma Valcalcino” e tutte, o quasi, ricollocate?  Figuriamoci...

Infine l’elenco dei beni da alienare che vanno dall’ex Camera di commercio, all’eredità Pautasso, dall’ex casa del custode, all’ex Banca d’Italia e al Valcalcino. 

Polemico il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti, per intanto perchè ha rilevato che molti dei suoi suggerimenti bocciati negli anni passati sono stati inseriti qua e là.

“Me li sono ritrovati paro paro, parola per parola”  ha evidenziato. Sul ruolo di Ivrea, sull’Unione dei Comuni, sulla necessità di una nuova piscina in parternariato con i privati, sull’ipotesi di ristrutturazione del bocciodromo (“Per quattro anni mi avete detto che non vi interessava...”), su un confronto con le Componenti del Carnevale (“E’ da tre anni che ve lo chiedo”) e sul mercato a chilometri zero in piazza Gioberti

“Mi sento preso in giro” ha rimarcato Perinetti che ai 23 milioni di investimenti (20 milioni nel 2023, 9 milioni nel 2024 e 3 milioni nel 2025) assolutamente non ci crede.

“Non è un previsionale credibile. Sono 34 anni che sono qua. Questa città non ha le capacità tecniche e economiche per sopportare più di 4 milioni all’anno. Ancor peggio se non c’è il supporto di un ufficio tecnico. Oltretutto molte delle opere di cui parlate sono finanziate dalla vendita di immobili di proprietà del Comune...”.  Che è un po’ come dire campa cavallo..

E poi sui risparmi che l’assessora dice di voler fare (“Avete speso 103 mila euro per acquistare un prefabbricato da utilizzare come archivio con tutti gli edifici vuoti

che ci sono. Assessore ma di che risparmi sta parlando?”) con il dito puntato su “Ivrea parcheggi” che ha come  unico scopo quello di guardare se i cittadini pagano il parcheggio: “un po’ come “andare a prendere il pane con la Ferrari e non con la bicicletta”.

Soprattutto Perinetti si è concentrato sui costi di Ivrea capitale del libro.

“500 mila euro del ministero, più 100 dalla Regione e 40 dalla CCIAA, fanno 640 mila. Era il caso che il Comune ci mettesse altri 100 mila euro. Non bastavano? E perchè non 900 o un milione? Con due mostre in meno avremmo risparmiato 100  mila euro. Che poi a queste mostre (io ci sono stato) erano sempre i soliti. Il dubbio è che tra due o tre anni nessuno si ricorderà che siamo stati Capitale del libro. Si sarebbero dovute coinvolgere di più le scuole e i quartieri.  Un’occasione sprecata vista l’entità dei fondis pesi ...”.

Dal Pd a Viviamo Ivrea, da Perinetti a Francesco Comotto che è ritornato sull’assenza di visione. 

Francesco Comotto, consigliere comunale Viviamo Ivrea

“Si è corso dietro ai bandi però il Dup ci ha stupiti. E’ il documento che ci saremmo aspettati di leggere il primo anno. E’ una sorta di programma elettorale per gli anni a venire e chi ci sarà vedrà. Leggo che c’è stato un rapporto collaborativo tra tecnici e i diversi riferimenti politici. Ma di che cosa state parlando...? Non c’è onestà intellettuale...”.

Sempre Comotto sull’Ente Gestore del patrimonio Unesco che secondo quanto si legge deve essere messo in piedi il più presto possibile (“A chi lo state dicendo?”), sulla necessità di una nuova piscina (“E’ scritto in tutti i programmi elettorali”) sul secondo lotto dello stadio canoa (“che l’Amministrazione non è stata in grado di fare”), sul  bocciodromo di San Bernardo che oggi c’è ma fino a ieri non interessava, sul ponte che stava per crollare e adesso si prevede di sistemare nel 2024 .

“23 milioni di euro di investimenti  - ha stigmatizzato - fan tremare i polsi. Dite che li avete portati a casa, ma non è vero! Per portarli a casa bisogna  prima fare i progetti e i lavori... Parlate della necessità di un confronto tra Fondazione Comune e Componenti, ma ci prendete in giro? Sembrano cose scritte da una mente perversa... Cos’avete fatto con il territorio. Ho letto una delibera di giunta che parla di Chivasso capofila di Canavese e eporediese sulla programmazione strategica. Non volevo crederci... Di parole ne abbiamo sentite tante, ridondanti e da campagna elettorale. Continuate a vendere la pelle dell’orso ma non l’avete ancora ammazzato.  Nel bilancio del 2023 si poteva esser più concreti e realistici.  Difficile trovare elementi di credibilità. Alcune cose buone sono state pensate, fatte poche...”.

Ciliegina sulla torta le “priorità” che nel piano delle opera pubbliche non coincidono con il livello di progettazione e ci si ritrova con investimenti “urgenti” per i quali mancano i soldi o il progetto, finanche lo studio di fattibilità. 

Attacco frontale e a muso duro poi alla vicesindaca che ha abbandonato la riunione dei capigruppo propedeutica al consiglio comunale sul bilancio (“è stata una mancanza di rispetto”) sui 103 mila euro spesi per acquistare i container che gridano vendetta (“Ci avete detto che sul mercato si vendono bene, neanche fossimo commercianti di container”), sui  75 mila euro dati all’Associazione Pifferi e Tamburi (“Sono allibito”) e sulle incompiute a cominciare dal sottopasso di via Verdi, passando dalla fogna di canton Gabriel.

Un po’ meno critico il grillino Massimo Fresc. Riconosce qualcosa ma anche secondo lui è mancata la visione, condizionata dal covid, dai fondi del Pnrr e dalle divisioni interne nella maggioranza. 

Il grillino Massimo Fresc

Tra le promesse sparite da tutti i radar Fresc cita il palazzetto dello sport, l’Ente gestore del sito Unesco, lo studio sulla viabilità che sarebbe stato molto utile per capire cosa fare quando inizieranno i lavori al tunnel ferroviario. Ci aggiunge lo studio delle bollette elettriche e del riscaldamento che in altri Comuni ha dato risultati economici eccezionali e la pista ciclabile (“non si è costruito un metro in più”).  Infine sulla debolezza di Ivrea come capofila di un territorio. “Alle assemblee dei sindaci si sarebbe potuto fare di più - ha sottolineato -  Ma le sinergie non si creano nel momento del bisogno...”

Anche Fresc è convinto che molti dei fondi acquisiti dal Pnrr resteranno sulla carta perchè gli uffici non sono attrezzati.

Di tutt’altro avviso il sindaco Stefano Sertoli. Ha rimbrottato Comotto che “chiedeva onestà intellettuale” perchè lui “non ha mai preso in giro nessuno”. Ha ricordato che ci sono stati due anni di pandemia e che prima di loro, quando Comotto attaccava il Pd, sulla biblioteca non era stato fatto nulla.  Infine si è giustificato sul campo Pistoni rimasto chiuso a lungo (“Abbiamo trovato l’amianto e non è stato semplice rimuoverlo”) sulla piscina che vive una situazione difficile (e anche lui concorda sul parternariato) e sulla barriera mobile del canoa (“E’ vero che è stata rimandato ma non va dimenticato che l’anno scorso è stata sfondata la paratia”).

IL sindaco Stefano Sertoli

In questo caso però la verità sta nel mezzo e Perinetti ha ricordato a tutti che nel testamento di Guelpa c’era anche il Museo e quello mica l’ha aperto Sertoli...

E se l’assessora Giorgia Povolo ha puntato il dito sul Consorzio In.rete ricordando che fu lei nel lontano settembre del 2019 a puntare il dito sullo statuto che ha bisogno di una revisione e su un presidente (Ellade Peller) che sta lì dal 2003 e avrebbe ostacolato in tutti i modi un dialogo con Ivrea,  l’assessora Costanza Casali si è concentrata sui 100 mila euro tirati in ballo da Perinetti perchè “erano fondamentali”.

“Senza quei 100 mila euro - ha puntualizzato - non sarebbero arrivati gli altri. Nel nostro dossier di candidatura abbiamo scritto che avremmo messo 100 mila euro. Dovevamo dimostrare che ci credevamo. E meno male che c’erano. Senza quei soldi non avremmo saputo come fare ad iniziare e, invece, abbiamo iniziato subito, celebrando la giornata del libro e della poesia, partecipando al salone del libro e contrattualizzando i professionisti. Il Cepel ci ha fatto i complimenti per la quantità e il livello delle manifestazioni. E sono stati più di 250 eventi, di cui 40 organizzati direttamente dal Comune, 80 patrocinati e 120 sostenuti dai bandi...”.

E poi il “Manifesto per il futuro del libro”, la catalogazione del Fondo Olivetti, il progetto Groma, la rigenerazione urbana, dell’edicola e di Palazzo Giusiana, il Distretto di commercio, le fioriere disegnate da Ugo Nespolo. 

“Oggi caro Perinetti - ha concluso - Ivrea ha una reputazione a livello nazionale di reputazione...”

In finale, colti sul vivo dalle opere finanziate con oneri di urbanizzazione e alienazioni, gli assessori Elisabetta Piccoli e Michele Cafarelli hanno confermato tutto, perchè a sentire loro gli immobili (Banca d’italia, ex Valcalcino, casa Pautasso, ex CCIA) sono appetibili e perchè stanno partendo una serie di urbanizzazioni 

“Eravamo partiti senza progetti e senza risorse - ha ribattuto Cafarelli - Non vedremo nulla ma non lasceremo solo la visione...”.

L'assessore Michele Cafarelli

E poi sempre Cafarelli sul viadotto XXV aprile. “Ho sempre detto che l’indagine diagnostica era stata rassicurante, che si era definito un intervento prioritario della sella gerber, che è in piedi un ricorso contro l’impresa “La Magia” e si dovrà rifare il bando. 

Gran finale con il consigliere Donato Malpede: “Grazie per lo spettacolo...”.  

Applausi a scena aperta agli attori.

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