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Elettrificazione linea ferroviaria: sindaco con le traveggole

Martedì la conferenza con Rete Ferroviaria Italiana

Elettrificazione linea ferroviaria: sindaco con le traveggole

Abbandonato dal centrodestra. Abbandonato dalla Regione Piemonte “assente ingiustificata”. Abbandonato dalla sua giunta in tutte altre faccende affaccendata (zac!, prgc, mostre, consiglio comunale...). Sì! E’ vero! C’era l’assessore Michele Cafarelli da Torino, seduto in prima fila con le orecchie basse. C’era ma non ha detto una parola.

Insomma più che una conferenza per spiegare e, soprattutto dibattere sui lavori per l’elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta e sull’innalzamento di un metro del tunnel sul Lungodora, l’ennesimo autogol del sindaco Stefano Sertoli.

Il primo cittadino Stefano Sertoli

Nei disegni il prima e il dopo. Ben visibile di quanto "sprofonderà" la casa delle sorelle Rodda

Adesso non ci sono più dubbi: lui non conta una cippa, non se lo fila nessuno, può parlare quanto vuole, dire che si considera ancora “in battaglia” ma non si è capito quando, come e dove si sia messo l’elmetto. E poi in “battaglia con chi”?

Esiste almeno una pec, una lettera, una raccomandata in cui ha “mandato a quel paese” qualcuno? Ve lo diciamo noi: “no!”.

Si è svegliato in ritardo. All’ultimo minuto, nonostante i tanti nostri articoli sull’argomento. Lo ha fatto quando la Conferenza dei servizi era già stata convocata. Si è presentato al Ministero dei trasporti accompagnato dall’allora deputato Davide Gariglio del Pd e contento come una pasqua s’è fatto dare una pacca sulle spalle. Lui l’ha ricambiata ed è finita lì, con un “marameo”!

Glielo ha detto chiaro e tondo pure il vice presidente della Regione Valle d’Aosta con delega ai trasporti, Luigi Bertschy (sarebbe stato meglio non invitarlo, sigh!). E’ intervenuto parlando di “occasione da non perdere”, sostenendo che l’opera è fondamentale per tutti e che la si deve fare così com’è nei progetti, in buona sintesi, chiedendo agli eporediesi di digerirla nei tempi, nei modi e nella forma che “San Pnrr” vorrà.

Il vice presidente della Regione Valle d’Aosta con delega ai trasporti, Luigi Bertschy 

E quando si parla di Pnrr, bene ricordare, che si fa riferimento ai 200 miliardi di spesa autorizzati dall’Europa per opere pubbliche da mettere in cantiere e inaugurare (salvo proroghe) entro e non oltre il 2026. Guai a dire che l’elettrificazione si fa solo perchè non c’erano altri progetti già pronti su cui investire, che i disegni erano lì, in un cassetto, che stavano marcendo. Immaginatevi la scena con Tizio che parla a Caio seduti l'uno di fronte all'altro nello stesso ufficio. Uno che naviga su internet e l'altro che si mangia un panino con due fogli A4 sulla scrivania per raccogliere le briciole.

"Hai qualcosa?". “Sì! Ecco! Trovato! Facciamo questo…?”. E poco importa se il progetto è vecchio e antiquato come il cucco (risale al 2011). Poco importa se ci sarebbero altre soluzioni, non in ultima quella dei treni di ultima generazione con batterie al litio per evitare di sventrare la città. 

Di questo s’è parlato martedì scorso alle Officine H. Al microfono l’ingegnere Luca Bassani, responsabile del progetto per Rete ferroviaria italiana, Rfi. “Io - ha subito messo le mani avanti - Mi occupo solo dell’infrastruttura…”. 

Luca Bassani

Morale? La scelta di evitare i lavori sul Lungodora con treni elettrici a batteria, bimodali o trimodali, «è politica» ma, per l’appunto, la politica non c’era. E’ anche di Trenitalia che gestisce il parco mezzi attraverso accordi con le Regioni, ma anche Trenitalia (guarda caso) non c’era.

Sveglia! Giù dalle brande! Ma chi l’ha organizzata sta cavolo di riunione inutile per raccontare cose che in una città che vanta la più alta presenza in Italia di giornali locali (addirittura quattro per 23 mila abitanti, senza contare i siti internet) non c’è uno che non sappia già praticamente tutto?

Un paio di cose però, a dire il vero, le si sono apprese e sono “cose” che ci fanno tirare un mezzo sospiro di sollievo. La prima: non si innalzerà il ponte sulla statale 26. “Si abbasseranno i binari” e questo eviterà il blocco del traffico e il gran casino sulla città. 

La seconda: i lavori sul lungodora, su via Riva e piazza Perrone, procederanno a tappe. Prima una corsia. Poi la seconda corsia. Infine il marciapiede.

“Ci vorranno circa sei mesi… e si comincia nel 2024” ha rimarcato Bassani. E come tutti sappiamo, i 6 mesi è facile che diventino 8 o anche 10, o anche di più. I lavori di elettrificazioni, invece, cominceranno nel dicembre 2023 e andranno avanti per tre anni lungo tutti i 66 km di linea.

Nella skyline che verrà  si vede un strada che diventa collinetta, s’alza e poi degrada a partire dalla fontana di Camillo Olivetti e sino alla fine di piazza Perrone che, insieme alla casa delle sorelle Rodda (poverette loro) si infossa di circa un metro rispetto al piano stradale.

Ad animare il dibattito ci ha pensato Gianni Ambrosio della Cgil. 

Gianni Ambrosio della Cgil

“Non la voglio buttare in caciara - ha argomentato - Non mi convince che su un investimento di 100 milioni di euro non c’erano possibilità alternative….” E poi, sempre lui, a ironizzare sulla Valle d’Aosta: "Hanno lavorato benissimo. Hanno ottenuto che i treni per recuperare qualche minuto non si fermassero più a Montanaro e a Strambino. Abbiamo chiuso tutte le stazioni a nord del territorio. Dovremmo diventare tutti valdostani…”. Applausi a scena aperta.

Altro capitolo le compensazioni già approvate da Rfi. E saranno una nuova passerella  sulla Dora che porta al Canoa e la risistemazione di tutti i locali sottostanti il lungodora a cominciare dall’ex Tipografia. Inutile insistere sul “raddoppio” della linea Chivasso - Ivrea o anche solo sulla realizzazione di progetto. Ci han provato, inascoltati, in tanti.

Alberto Avetta, consigliere regionale del Pd

Tra il pubblico i consiglieri regionali  Alberto Avetta del Pd e Sarah di Sabato  del M5s. 

«Come vice presidente della Commissione trasporti - ha dichiarato Avetta - mi impegno a portare questo tema all’attenzione dell’assessore e sicuramente faremo una commissione su questo». 

E se Massimo Fresc, consigliere comunale di M5s ha sottolineato che “strategico sarebbe stato avere in un cassetto il progetto del raddoppio della linea ferroviaria Ivrea Chivasso: se oggi lo avessimo avuto, probabilmente, con il Pnrr avremmo potuto portare a casa questa opera importantissima”, il consigliere comunale di Viviamo Ivrea Francesco Comotto ha puntato diritto sul progetto che non è per niente definitivo e continua ad avere parecchie “imprecisioni”. Come loro, convinta che si potesse ottenere molto di più, anche Cadigia Perini candidata a sindaco di Unione Popolare.

Massimo Fresc, consigliere comunale del Movimento 5 stelle

Dal canto suo il candidato a sindaco del centro sinistra Matteo Chiantore si è concentrato sui treni elettrici a batteria  e sulla “vetustà” del progetto nel suo insieme che “non tiene conto del progresso tecnologico che c’è stato in altri Paesi come la Germania”. 

Francesco Comotto, consigliere comunale di Viviamo Ivrea

E poi rivolto a Bassani: “Sapeva che non sarebbe andata a tarallucci e vino…. Ci manda a casa senza una risposta. Se voi vi occupate solo delle reti, perchè non c’è la Regione e non c’è Trenitalia. Abbiamo perso tutti…”.

Un cittadino si sfoga sui disegni che a suo dire non corrisponderebbero alla realtà. Questione di "prospettive" gli risponde Bassani. Già le prospettive. Ognuno ha la sua ma lui, mica abita a Ivrea.

Colpo di scena il giorno dopo con una email dell’Amministrazione comunale.

“Si precisa che, in occasione del recente incontro pubblico tenutosi a Ivrea in data 14 marzo u.s sul progetto di elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta, la Regione Piemonte non ha potuto partecipare non avendo ricevuto l’invito contrariamente a quanto pubblicamente dichiarato a seguito di un disguido tecnico. Il Sindaco, che ha coordinato l’incontro si scusa con i diretti interessati….”.

Insomma, sindaco smemorato o con le traveggole.

Siamo davvero alla frutta. Anzi no, al “pusacafè”.

Rita Munari ha ricordato che sotto il lungodora non ci sono solo i locali della vecchia tipografia

Un cittadino ha messo in dubbio i disegni

Il candidato a sindaco della coalizione di centro sinistra Matteo Chiantore

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