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06 Marzo 2023 - 14:16
l’Autostrada Torino Quincinetto
Sul ponte di collegamento tra il casello autostradale di Quincinetto e la statale 26, da qualche giorno è in vigore un’ordinanza che vieta il passaggio dei mezzi con massa superiore alle 26 tonnellate. Una questione sicurezza essendo stati riscontrati dei problemi sui giunti delle travi su cui poggiano i piloni.

Lo stato di degrado in cui versa il ponte di Quincinetto

“Ci vorrebbe un nuovo ponte - s’infervora il sindaco Angelo Canale Clapetto - E’ da anni che lo chiedo...”.
Il Comune di Quincinetto ha anche chiesto a Città Metropolitana di predisporre un semaforo con fotocellula ma dell’intervento non c’è traccia.
In ogni caso, è un disastro. Soprattutto ci si dovrà inventare qualcosa il giorno in cui SAV (Società Autostrade Valdostane) dovesse decidere di chiudere l’Autostrada A5 per un qualche movimento franoso. Come potrebbero i mezzi pesanti raggiungere la statale 26 se il ponte che la collega all’autostrada sarà loro interdetto?

Fosse solo questo il problema. La verità è che per i Tir e per il traffico in generale, un’alternativa vera all’autostrada proprio non c’è o meglio c’è ma è piena di pericoli, con ponticelli che stanno in piedi per miracolo, sottopassi troppo bassi perchè possano passare i camion, strade strette, o senza le necessarie fondamenta. La verità è che Ivrea e Aosta distano tra loro poco meno di 70 km ma hanno strade da terzo mondo.
Il motivo? Nè la Valle d’Aosta, nè la Regione Piemonte hanno mai investito due euro nel sistema viario. Nè loro, men che meno la Città Metropolitana di Torino priva dei fondi sufficienti per accontentare tutti.
Insomma è dai tempi della ex Provincia di Torino che non si vede una pala.
Prima di quest’ultima ordinanza, il ponte di Quincinetto poteva sopportare il passaggio di mezzi pesanti fino a 44 tonnellate a patto che tra un Tir e l’altro ci fosse un distanziamento minimo di 50 metri e che non superassero i 30 chilometri orari.
Il ponte era già stato oggetto di lavori di “messa in sicurezza sismica” appaltati da Ativa (la società che gestisce l’autostrada), in quanto uno dei tralicci risultava ammalorato. Per consentire quei lavori la portata massima era scesa fino alle 3, 5 tonnellate. Tutto successe all’improvviso e solo perchè il sindaco Angelo Canale Clapetto, il 13 agosto 2018, cioè il giorno prima del crollo del ponte Morandi di Genova, aveva inviato una sollecitazione al Prefetto di Torino denunciando lo stato di pericolo e chiedendo di intervenire per la sua sistemazione.

il sindaco Angelo Canale Clapetto insieme all'Ingegner Manzone
Senza quel ponte la vita degli automobilisti sarebbe impossibile. Per raggiungere Ivrea, infatti, dovrebbero passare da Borgofranco dove le strade sono piccole, strette e senza marciapiede, imbottigliarsi nel traffico, quindi spostarsi su Quassolo (ma anche qui c’è un ponticello a rischio), infine mettersi in coda nell’imbuto di Baio Dora.
Anche a pensare di dirottare tutto il traffico su Ivrea, quindi sulla sponda destra della Dora, sarebbe impensabile considerando che c’è un limite di portata (le solite 26 tonnellate) sul terzo ponte.
Un calvario...
Il 13 marzo è in programma un incontro con Città Metropolitana proprio sua questo argomento e il sindaco Angelo Canale Clapetto si presenterà con una mappa di tutte le disfunzioni. Gliel’ha disegnata l’ingegnere Giuseppe Manzone con spirito collaborativo.

“Non si tratta di uno studio di fattibilità solo di un elenco delle problematiche - ci dice - Quel che si dovrebbe fare e mettere giù un piano con tutte le soluzioni alternative e il loro costo e i tempi di realizzazione”.
Tra le tante una: l’adequamento del ponte di Montestrutto per spostare il traffico su Quassolo e in direzione del casello di Ivrea. Dirigersi direttamente al casello, peraltro è da considerarsi una priorità considerando che anche in centro a Ivrea esiste un limite di 26 tonnellate, oltre il quale c’è il rischio che frani tutto il lungodora.
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