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Chivasso
03 Marzo 2023 - 11:15
Da cittadino Debernardi si batteva per difendere aree verdi e lepri. Da assessore brinda alla cementificazione di quella che definiva uno "scrigno naturalistico"
Sicuramente non passerà alla storia come il “ragazzo della via Gluck”. Piuttosto, se questo è il trend, se lo ricorderanno come “Mr Double Face”.
Delle due, l’una: o è stato folgorato sulla via di Damasco, pardon di Palazzo Santa Chiara, oppure ha una doppia personalità.
Crediamo più alla prima che non alla seconda ma chissà.
Fabrizio Debernardi - l’assessore che in pochi mesi è salito alla ribalta delle cronache per le perculate ai cittadini su Facebook che si lamentavano delle strade innevate piuttosto che per quanto fatto per la città - stupisce ancora. Senza fare nulla.
Basta andare a ritroso nel tempo e ricordarsi di quel che era Fabrizio Debernardi prima di approdare in giunta come capolista di “Chivasso Ecologista”.
E sì che nel suo passato Debernardi ecologista lo era per davvero, non solo per l’incarico ricoperto nel cda di Seta.
Nel 2019, infatti, per l’esattezza il 21 febbraio, alla notizia di un fantomatico e mai portato avanti progetto di realizzare di una pista per le moto all’ex collaudo Lancia, sulla direttrice tra Chivasso e frazione Betlemme (zona Cappuccini), omaggio al campione delle moto Francesco Pecco Bagnaia, lo stesso Debernardi tirò su le barricate.
Il comunicato stampa del cittadino Debernardi pubblicato nel 2019
Con una nota stampa, molto chiara, l’ecologista di sinistra spiegò il suo pensiero su quella che definiva una “piccola riserva di biodiversità a Chivasso”. Non certo una pista per le moto.
“Non sono un esperto, ma un’area di questo tipo meriterebbe di essere custodita come un prezioso forziere”, scriveva.
“In Chivasso le zone sono poche, c’è qualcosa lungo l’asta del Po, ma non si tratta di zone così adatte alla piccola fauna selvatica…”
“Questo angolo, a dispetto dell’industria pesante e del commercio di massa, ha resistito finora indisturbato e sarebbe bello che continuasse ad essere. Un piccolo patrimonio di biodiversità in città, non già da vivere come parco pubblico, ma proprio come scrigno naturalistico”, aggiungeva.
L'area che sarà interessata dall'intervento
“L’area è in disuso almeno parziale da quasi trent’anni e totale da più di dieci. Nel frattempo la natura ha fatto il suo corso, la vegetazione è cresciuta, con un buon campionario di piante, acacie, gelsi e molte altre varietà”.
“Anche il regno animale ha trovato un suo angolo di paradiso protetto; volpi, tassi, minilepri, rapaci, aironi, oltre ad una miriade di altre specie di uccelli”, spiegava.
“Sarebbe interessante capire il suo valore in termini di fauna e flora, magari con uno studio specifico . Valorizzarlo come dovuto e preservarlo nel migliore dei modi, perché quel posto è un presidio sanitario per tutti quanti”.
E ancora: “Sono sicuro che l’amministrazione attuale possa muoversi efficacemente per ottenere questo traguardo, di un’area naturalistica di rilievo a due passi dal centro cittadino”.
Ottimo.
La successiva amministrazione però non ha fatto quello che Debernardi auspicava tre anni prima.
Anzi.
Nonostante lo stesso assessore, udite udite, ne faccia parte con la delega, tra le altre cose, nientepopodimenoche all’Ambiente.
Il pensiero dell'assessore Debernardi in contrasto con il pensiero del cittadino Debernardi
“A Chivasso si gettano le basi per la realizzazione del nuovo grande polo logistico che sorgerà nell'area ex Lancia. Sottoscritta lunedi la convenzione tra il Comune e il gruppo francese APRC. Traguardo storico per la città, economia locale, posti di lavoro, opere compensative”.
Et voilà. E tanti saluti alle volpi, ai tassi, alle minilepri, ai rapaci, agli aironi, ecc… ecc…
Il 20 dicembre scorso, con un post su facebook, l’assessore all’Ambiente brindava all’accordo che porterà là dove c’era uno “scrigno naturalistico” una bella colata di cemento e un via vai quotidiano di camion e traffico vario.
Ma come?
Debernardi ha cambiato idea rispetto a qualche anno fa? E in nome di quale santissimo dio?
Chissà. A noi una risposta non la darà, ma ai suoi elettori qualcosina dovrebbe dire.
Non foss’altro per togliergli il dubbio di essere stati presi per il culo.
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