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I Fratelli d'Italia mandano "a quel paese" il sindaco Sertoli.

L'ira di Fabrizio Bertot: "I patti non erano questi! Più che una fuga in avanti sarà una fuga in solitaria!"

I Fratelli d'Italia mandano "a quel paese" il sindaco Sertoli.

Sertoli Stefano, sindaco di Ivrea

L’operazione è stata costruita, caparbiamente, passo dopo passo dal segretario cittadino del Pd Luca Spitale. Ci ha creduto fin dal primo giorno. Voleva le primarie di coalizione e così sarà. C’è l’accordo e non si torna più indietro. Serviranno ad individuare un candidato a sindaco tra Matteo Chiantore, Francesco Comotto di Viviamo Ivrea e Enrico Giacopelli di Laboratorio Civico. Restano fuori, per il momento, i Cinquestelle ma non è detta l’ultima parola.

Si terranno il 26 febbraio in contemporanea con il Congresso del Pd per l’elezione del segretario nazionale.

“Sono soddisfatto. Ci siamo già messi tutti a disposizione di Matteo Chiantore per conseguire il miglior risultato politico...” sintetizza Spitale.

Ma non è ancora finita qui. Nonostante il Carnevale qualcosa si sta muovendo pure a centrodestra. Ieri sera, infatti, il sindaco Stefano Sertoli ha radunato tutti (consiglieri e assessori) per annunciare che ha già pronta una sua lista civica e che si candida per il secondo mandato, ben contento di rappresentare anche Lega, Fratelli d’Italia, Partito liberale e Forza Italia. Della serie: “Chi mi ama, mi segua...!”

Per qualcuno si sarebbe trattato di un vero e proprio contropiede, per molti altri la prima vera mossa azzeccata da quando s’è seduto sullo scranno più importante del Comune che evidentemente non è il cocchio.  

E siccome la politica sotto le rosse torri (lo abbiamo già detto più di una volta) non è una scienza esatta, la prima reazione alla notizia non è arrivata nel "day after", ma due minuti fa, subito dopo la pubblicazione della prima pagina del giornale, in edicola domani. E' del coordinatore provinciale dei Fratelli d'Italia Fabrizio Bertot che proprio di lunedì solitamente si riunisce con gli iscritti.

Fabrizio Bertot

Ci si rivede per il ballottaggio ed è sicuro che ci andremo noi. In quell'occasione valuteremo un eventuale apparentamento

Come l'ha presa? Male, molto male.

"Lui ha fatto le sue scelte e noi faremo le nostre, buona fortuna -  ci dice -  Più che una fuga in avanti sarà una fuga in solitaria. Ci si rivede per il ballottaggio ed è sicuro che ci andremo noi. In quell'occasione valuteremo un eventuale apparentamento. La verità è che le fughe in avanti non mi sono mai piaciute. Solo pochi giorni fa ne avevo parlato con Alessandro Giglio Vigna (deputato Lega) e con Roberto Rosso (deputato Forza Italia). Quello che è successo non corrisponde a quello che ci siamo detti. Avevamo una rosa di nomi da cui scegliere, tra cui Sertoli, ma anche Costanza Casali e Elisabetta Piccoli. Nessun pregiudizio. Avremmo appoggiato il candidato in grado di mettere in piedi una lista civica di spessore e con validi innesti della società civile...".

Solo in finale il commento di Bertot si fa più accondiscendente: "Quando vorrà parlarne (s'intende Sertoli) lo aspetto nella nostra sede... Se lo vorrà!"

 

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