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Ivrea
22 Gennaio 2023 - 10:20
Tunnel ferrovia Ivrea
Niente da fare. Dopo la Conferenza dei servizi tenutasi questa estate, Italferr (Trenitalia) conferma sia la sopraelevazione di circa 1 metro del piano stradale di corso Cavour sovrastante la galleria, sia del marciapiede di 50 cm. E poi la galleria (circa 40 metri) nel tratto al di sotto di Piazza Perrone e la ricostruzione del cavalcaferrovia.
Questo prevedeva e questo ancora oggi prevede il progetto di elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta.
Chiunque conosca la città sa che il sistema viabile, già compromesso tra la Dora Baltea e la collina, tutto potrebbe sopportare salvo che un “dosso”.
Se n’è parlato di straforo anche l’altra sera, in consiglio comunale.
“La commissione paesaggio del Comune di Ivrea - ha sottolineato il sindaco Stefano Sertoli durante il suo intervento sul piano regolatore - ha espresso parere negativo, ma la Soprintendenza ne ha dato uno favorevole ed essendo un organo superiore non c’è stato nulla da fare...”.
Finita qui?
“Col cavolo che è finita qui - alza il tiro, oggi, il consigliere comunale Francesco Comotto di Viviamo Ivrea - Di questi lavori i consiglieri comunali non hanno ancora visto lo straccio di un progetto. Non sappiamo che cosa si sono detti in conferenza dei servizi. Non conosciamo i tempi. L’assessore Michele Cafarelli e il sindaco ci han parlato di compensazioni ma è tutto molto aleatorio. Qualcuno se lo è chiesto come si gestirà la viabilità durante i lavori? Per la città tutto questa sarà una tragedia...”.
Comotto, che durante un recente consiglio comunale aveva provocatoriamente lanciato l’idea di incatenarsi davanti alla stazione o nei pressi del tunnel, nei giorni scorsi, in qualità di presidente della “commissione assetto e uso del territorio” ha programmato una riunione chiedendo agli uffici di fornire tutta la documentazione in possesso. Si presenterà con un tecnico.
“Il problema di fondo è legato al Pnrr - stigmatizza - Tutto deve essere ultimato entro i 2026 ed è per questo che si sono tirati fuori dal cassetto dei vecchi progetti che non tengono minimamente conto delle nuove tecnologie a disposizione. Non sono consentite modifiche perchè questo comporterebbe un allungamento dei tempi. RFI non se lo può permettere salvo rinunciare ai soldi e all’investimento... Questa è l’unica ragione per cui a mio avviso han detto no a tutto, anche a richieste del tutto ragionevoli... E mi spiego meglio... Il progetto di elettrificazione è vecchio di una ventina di anni e i bimodali sono arrivati dopo. Prima non c’erano e adesso ci sono. Stiamo parlando di un tunnel di pochi metri in cui i convogli potrebbero benissimo viaggiare a batteria. Qualcuno me lo spiega perchè si deve per forza scassare tutto? Perchè si deve mettere a fuoco e fiamme un’intera città? Questa è una porcata!”.

Stiamo parlando di un tunnel di pochi metri in cui i convogli potrebbero benissimo viaggiare a batteria. Qualcuno me lo spiega perchè si deve per forza scassare tutto? Perchè si deve mettere a fuoco e fiamme un’intera città? Questa è una porcata!.
Per la cronaca il valore complessivo dei lavori sarà di 146 milioni di euro del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), di cui 36 per il miglioramento delle stazioni che si trovano sull’intera linea e 110 per l’elettrificazione dei 66 km della Ivrea Aosta.
A fine 2022 si ipotizzava l’avvio della gara (e cosi è stato) con inizio dei lavori nel gennaio del 2024 e conclusione nel giugno del 2026. Sulla tratta, ci saranno 3 cantieri base e 9 operativi. Gli interventi riguarderanno anche le stazioni di Nus, di Hone-Bard, di Montanaro e di Strambino.
Si interverrà in tutto su 18 gallerie (ce n’è anche una a Borgofranco di Ivrea) per le quali si è previsto o l’abbassamento delle rotaie per inserire la «catenaria rigida» della linea elettrica o, come a Ivrea, un «allargamento».
Durante i lavori, saranno previsti percorsi alternativi di viabilità (attraverso un ponte Bailey) e garantita l’accessibilità a ridosso dell’opera attraverso i percorsi pedonali.
Nello stesso periodo verrà attivato un servizio sostitutivo di autobus con un interscambio alla stazione di Ivrea.
Altro capitolo, se vogliamo dai risvolti un po’ amari, fa riferimento alla notizia data da Italferr il 30 settembre. Nell’illustrare in una relazione alla conferenza dei servizi gli esiti delle analisi ambientali condotte a Ivrea, nell’area dove era stata autorizzata l’esecuzione dell’attività archeologica preventiva, ha ammesso d’aver individuato “la presenza di agenti chimici pericolosi che avrebbero indotto gli archeologi a sospendere ogni attività ...”.
Da qui la decisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di prendere atto delle criticità e autorizzare RFI a rimandare le attività di verifica archeologica nell’ambito delle lavorazioni previste in appalto .
“Questa qui dei veleni è veramente grossa - alza la voce Comotto - La Soprintendenza fa le pulci su delle stupidaggini e sui veleni non dice nulla...”.
Ciò che Comotto non sopporterebbe è di essere additato come un “no tunnel” o come un “no all’elettrificazione”.
“Le coste non stanno così e lo dirò in tutte le sedi in cui me lo chiederanno - preannuncia - non è che l’elettrificazione passa sopra la testa di tutti. Esiste un’analisi seria sui costi e sui benefici? Se esiste perchè non è ancora stata resa pubblica. Io non riesco proprio a capire dove stia il problema...”.
C’è chi sostiene - e ormai lo dicono davvero in tanti - che la giunta si sia fatta portare a spasso come la bela maria, facendosi guidare dal miraggio delle “compensazioni”.
“E quali sarebbero queste compensazioni? - passa e chiude Comotto - Una passerella che collega piazza Perrone al Canoa? La verità è che questa Amministrazione ha fallito. Si è interessata troppo tardi al problema e non è riuscita ad incidere per niente. Ha sempre messo la polvere sotto il tappeto e questo è il risultato...”.
Di questo progetto, a Ivrea, l’ultima volta se n’era parlato questa estate, poco dopo un incontro dell’Amministrazione con i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana. Discussioni oltremodo tardive considerando che gli elaborati erano già all’esame del Consiglio Superiore dei lavori Pubblici e nel mese di aprile era stata avviata la Conferenza dei Servizi con gli Enti e le Amministrazioni interessate dal tracciato.
“Abbiamo sostenuto - disse qualche tempo fa il sindaco con l’animo di chi sembrava stesse andando in guerra - che non è possibile sventrare la città e inchiodarla per mesi e mesi. Ci immaginiamo locomotori che vanno anche a batteria per un kilometro e mezzo. Faremo di tutto. Coinvolgeremo la zona omogenea, la conferenza dei capigruppo e la commissione. Vedrete!”.
In verità l’elefante ha partorito un topolino. Di rivoluzioni e reazioni da parte sua di particolari intensità nessuno ne ha mai viste.
Il suggerimento di coinvolgere quanto più possibile i sindaci dei Comuni lungo tutta la tratta era scritto nero su bianco anche in una mozione presentata dai consiglieri comunali Francesco Comotto di Viviamo Ivrea e Massimo Fresc dei cinquestelle.

Le sorelle Rodda
Con il nostro giornale tra le mani e quel “problemino” che le assilla ormai da più di 10 anni. Le avevamo incontrate più o meno un anno fa. Sono le sorelle Maria Rosa e Giovanna Rodda, ex insegnanti. Abitano al civico 1 di via Riva proprio di fronte al ponte ferroviario e al tunnel della Ivrea Aosta, diventato simbolo della lotta di Liberazione e fatto crollare da un gruppo di partigiani nel dicembre del ’44 per evitare il rifornimento di armamenti ai tedeschi. A pochi passi da qui, sul lungo Dora, in base ai progetti di Rete Ferroviarie Italiane, per procedere all’elettrificazione, si dovrà alzare la strada di circa un metro.
Tutto scritto nero su bianco nel progetto definitivo elaborato sulla base del “preliminare” che risale per l’appunto ad una decina di anni fa.
Tant’è! Prendere o lasciare?
“Al dosso ci sono altre soluzioni - commentavano con noi - A Nizza, che conosciamo bene, c’è una linea del tram che va a trazione elettrica e per alcuni tratti procede a batterie. Poi c’è un’altra linea con delle fermate fatte apposta per la ricarica..”. Insomma, per non alzare o abbassare il tunnel ferroviario sotto il lungo Dora basterebbe utilizzare treni a ricarica o con la batteria.
Niente di più semplice.
Tra i problemi che le sorelle Rodda si troveranno presto ad affrontare ci sarà pure quello dei garage sotto casa, proprio nel bel mezzo del cantiere e sono preoccupate anche per la stabilità degli edifici.
Nei giorni scorsi hanno deciso di prendere in mano un computer e scrivere una infuocata email a tutti gli Enti interessati all’opera. Al Ministro, all’assessore regionale ai trasporti, a Ferrovie e pure al sindaco di Ivrea.
Diranno loro che quel “dosso” sfregerà la città per sempre. Glielo diranno parlando con la testa e con il cuore. Un appello disperato. L’ultimo!
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