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Ivrea

Condomini di 7 piani nell’area ex Montefibre. Nuovo Prg la città scende da 30 a 25 mila abitanti

Dibattito. Il consiglio comunale ha adottato il “progetto preliminare”. 60 giorni per le osservazioni

Condomini di 7 piani nell’area ex Montefibre. Nuovo Prg la città scende da 30 a 25 mila abitanti

Paglia Giancarlo

Si è trattato di un lavoro complesso che è stato svolto con grande spirito di collaborazione e presenza....”. 

A ruota libera il sindaco Stefano Sertoli, l’altra sera, in consiglio comunale, ha raccontato il nuovo piano regolatore che verrà con una certa aria di soddisfazione.

A suo dire il progetto preliminare altro non è che un affinamento della proposta tecnica adottata due anni fa arricchito da un centinaio di pareri e altrettante osservazioni.

“Ci troviamo ormai da quasi un decennio di fronte ad un forte calo demografico e ad una forte stagnazione edilizia - ha poi riassunto - Abbiamo ritenuto più giusto ridurre le previsioni espansive e tutelare il suolo agricolo...”. 

Sempre Sertoli sul ruolo che gioca e giocherà Ivrea come centro di servizi indispensabili per un vasto ambito territoriale a cominciare da quelli offerti dal vecchio e dal nuovo ospedale.

E poi Ivrea come centro attrattore per il turismo e per la cultura “anche se a tutt’oggi l’offerta ricettiva è deficitaria aldilà della qualità”.

Sertoli ha anche parlato, misurando ogni sua parola come un attore di teatro, dell’elettrificazione della linea Ivrea - Aosta che rischia di bloccare la città per mesi e di impattare sulla qualità paesaggistica. 

“La commissione paesaggio del Comune di Ivrea - ha specificato - Ha dato parere contrario, purtroppo la Soprintendenza ai beni archeologici si è espressa favorevolmente e la Soprintendenza vince sulla commissione paesaggistica...”.

Il suo sogno?

“Una città più parsimoniosa e attenta nell’utilizzo delle risorse naturali a partire dal suolo. Più impegnata nella gestione dell’esistente. Più accogliente verso nuove attività imprenditoriali. In una parola: più vivace....”.

A raccontare come si è arrivati sino a qui ci ha pensato l’Assessore Michele Cafarelli. E tutto comincia nel 2017 quando l’Amministrazione guidata da Carlo Della Pepa indice la gara per una variante strutturale poi vinta dallo Studio Boeri. 

Nel team anche il piemontese Aldo Besate che poi è mancato nell’agosto del 2019.

Il problema principale - ha osservato Cafarelli - nasce in questo momento. Si era affidato il compito di redigere una variante strutturale che non era adatta per recepire il piano paesaggistico regionale e la messa in salvaguardia della zona Unesco....”. 

E detta così sembra quasi che abbia ragione lui.

In verità “canta” la cronaca e questa ci dice che le linee guide generali sono state presentate ai cittadini da Massimo Giuliani (Studio Boeri) il 20 marzo del 2018 e che da quel giorno, fino all’altra sera quel che si aveva in mano era una semplice “proposta tecnica del progetto preliminare”, approvata il 22 gennaio del 2020 con i soli voti della maggioranza e, praticamente “bocciata” dalla Regione Piemonte. 

Seguì il 10 febbraio la pubblicazione della “Proposta” con tanto di invito ai cittadini a presentare osservazioni e proposte, dapprima entro il 10 marzo e poi, a causa di alcune informalità e per  il Covid 19,  con scadenza 25 luglio. La Conferenza di Copianificazione si concluse il 26 novembre 2020 con una lunga serie di rilievi.  Poi il “nulla” condito da “niente” per mesi e mesi fino al settembre del 2021 con l’annuncio, in consiglio comunale, che a luglio s’era definitivamente rotto, con una triplice fattura da 5 mila euro l’una (emesse da Massimo Giuliani, Giovanni Sciuto e Marco Tosca) il rapporto con lo Studio Boeri. 

Boeri dello Studio Boeri

Chiuso un capitolo se n’era subito aperto un altro con una variazione di bilancio di 55 mila euro riguardante l’affidamento di un “incarico per la variante generale di piano regolatore…” allo studio dell’architetto Gian Carlo Paglia di Agliè. Sarebbe stato lui, da lì in avanti, ad occuparsi della parte urbanistica. 

Si sarebbero aggiunti il geologo Daniele Chiuminatto, il naturalista Diego Marra e lo specialista dell’acustica Stefano Roletti. Tutti a lavorare a capo chino e in staff coordinati dall’Ufficio tecnico.   

L'assessore Michele Cafarelli

Nell’ambito di una commissione “assetto e uso del territorio” poi,   Cafarelli si lanciò in un crono programma che prevedeva, già entro l’agosto del 2022, un progetto preliminare. 

In molti fecero su è giù con la testa ma in verità la prima impressione fu che si stesse completamente stravolgendo il progetto preliminare tecnico. 

Per esempio gli “ambiti strategici” non c’erano più, sostituiti da “ambiti di rigenerazione urbana”. 

Già in quell’occasione Cafarelli disse che entro il mese di dicembre avrebbe voluto discutere e approvare il progetto preliminare.

“Se dobbiamo parlare di un ritardo - s’è giustificato Cafarelli - è da imputare al tempo dedicato per riuscire a trovare una soluzione che alla fine è arrivata con la rescissione del contratto con Boeri. Non era possibile fare diversamente. Poteva anche scattare il contenzioso...”. 

Morta qui... La parola all’architetto Giancarlo Paglia.

“Ciò che mi preme sottolineare - ha messo le mani in premessa -  è che il progetto preliminare si muove in continuità rispetto alla proposta tecnica. Non è un cambiamento di rotta ma un approfondimento richiesto dalla conferenza di copianificaizone...”.

E nella variante ci si muove attraverso 10 obiettivi strategici, due ambiti strategici e 5 progetti strategici.

In sintesi (dice Paglia) una grande attenzione al contenimento dell’uso del suolo e ad un territorio particolarmente delicato, con l’ottica di “tirare un po’ i remi in barca sulle previsioni espansive..” anche considerando il decremento demografico degli ultimi 10 anni, con un aumento del numero delle famiglie e un invecchiamento della popolazione.

Poche modifiche alle regole del vecchio piano sul centro storico “E’ bello e curato per merito di una regolamentazione azzeccata. Insieme a quello di Torino e inserito in Fascia ...”

Quindi l’industria pesante a San Bernardo, la conferma del traforo di Montenavale, l’aggiunta del casello autostradale a San Bernardo e il peduncolo riveduto e corretto.

Tutto bene? Non tanto. Quel che non s’è riuscito a capire è il perchè si vuole concedere nell’area ex Montefibre una capacità edificatoria fino a 25 metri. Un errore già fatto con il nuovo Poliambulatorio considerato sotto tutti i punti di vista un vero e proprio pugno in un occhio...

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