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31 Dicembre 2022 - 01:25
Matteo Salvini, segretario della Lega
Mentre Matteo Salvini si cimenta più o meno nell'unica cosa che è stato in grado di portare avanti senza far danni, e cioè mangiare e bere in giro per l'Italia a favore di fotocamera e cazzeggiare su TikTok, c'è una sezione della Lega dove pare che, negli ultimi tempi, ci sia un po' di maretta.
Già prima del congresso cittadino, che si è tenuto il 24 luglio scorso, si vociferava di possibili fratture interne alla sezione rivarolese del partito, e nello specifico si faceva il nome di Roberto Bonome. Si diceva che il consigliere di minoranza di Rivarolo fosse in rotta di collisione col suo partito. La voce, al momento, non è mai stata confermata, ma neppure smentita.

Roberto Bonome
C'è poi una questione più recente, salita negli ultimi giorni agli onori della cronaca. In consiglio comunale a Favria, infatti, si è votato nelle scorse settimane per dare il via libera all'amministrazione di Vittorio Bellone a proposito dell'accordo che il Comune ha stretto con Mgl Gest, ex gestore della casa di riposo di proprietà comunale con cui da anni andava avanti un contenzioso legale.
Tutto ruotava attorno a un pasticcio (e probabilmente non si trattava di una svista...) fatto dall'ex sindaco del paese, Serafino Ferrino. Ferrino aveva firmato una transazione da 1 milione e 300mila euro malcontati con Mgl Gest per rimborsare la cooperativa delle migliorie apportate nella casa di riposo durante il periodo di gestione.
Un debito che Ferrino aveva contratto fuori bilancio e senza passare per il consiglio comunale, come avrebbe imposto la normativa, e tra l'altro a pochi giorni dalle elezioni, a cui Ferrino non si era ricandidato. Un'operazione che, secondo l'assessore ai lavori pubblici di Favria Silvio Carruozzo, Ferrino avrebbe fatto per "bloccare il bilancio del Comune" e impedire all'amministrazione successiva di lavorare in pace.

Il giuramento di Vittorio Bellone al primo consiglio comunale del mandato
E proprio grazie al lavoro di Carruozzo, quella transazione era stata prima annullata dal tribunale, e la cifra era stata gradualmente ridotta fino a giungere ai 500mila euro di accordo finale. Per approvare questa nuova transazione si è dovuti passare in consiglio comunale.
A quanto pare, però, non la pensava così Paolo Frija, segretario della Lega rivarolese che siede come consigliere di maggioranza a Favria con Bellone. Bellone che, anche se negli ultimi anni non ha più assunto cariche di rilievo, è ancora iscritto alla Lega, dopo aver ricoperto, prima di Frija, la carica di segretario.
Ebbene, quando si è trattato di approvare la transazione sulla Casa di Riposo, Frija non ha seguito i suoi, ma ha preferito astenersi. Il suo voto, così, è stato lo stesso dei consiglieri di minoranza Francesco Manfredi e Ilenia Scandale.

Frija che dà gli auguri di buon natale...
Interpellato in merito, Frija replica la stessa motivazione che aveva già dato ai giornali nei giorni scorsi: "Non è una questione di pertinenza del consiglio comunale". Il segretario invita poi ad andare a ripassare il Testo Unico degli Enti Locali. Insomma, una questione procedurale, che non avrebbe nulla a che fare col contenuto della proposta di deliberazione.
Ecco, diciamo che, a voler dirla tutta, come motivazione sembra un po' debole. Non si è mai visto mezzo politico locale che si astiene su un tema così importante (sulla Casa di Riposo la Giunta Bellone ci ha scommesso molto, anche in termini di reputazione) per mere ragioni di procedura e di formalità.
Ma Frija nega tutto. Certo, pare strano che lui, segretario della Lega di Rivarolo, voti diversamente da Bellone, che nella Lega è ancora iscritto e che nel partito ha ricoperto un ruolo di rilievo. Non si sono parlati? Non hanno cercato di convincersi a vicenda della propria versione delle cose? "Ho comunicato al capogruppo Morena Zaccaro la mia decisione - spiega Frija - prima del consiglio comunale".

Il consiglio comunale di Favria
Resta ancora la domanda delle domande: ma perché se la questione non doveva passare per il consiglio comunale, come dice Frija, la Giunta si è presa questo mal di pancia inutile? Carruozzo l'ha detto chiaramente in consiglio: fosse stato per lui la delibera l'avrebbero pure passata di Giunta. Meno litigi con la minoranza, meno tempo perso a discutere.
"La Lega non c'entra nulla - dice ad ogni modo Frija - la lista con cui siamo entrati in consiglio comunale è una lista civica". Insomma, la divergenza con Bellone non sarebbe, dice il segretario, dovuta a qualche schermaglia interna al partito. Questo non è che plachi poi troppo gli animi, perché si tratterebbe comunque di un problema interno a Vivere Favria...
Non c'entrerebbe nulla, ad ogni modo, il profilo basso che Bellone sta tenendo da qualche anno a questa parte in merito alla sua tessera di partito. Il sindaco di Favria non rilancia sui social network i post del suo partito, non strilla la sua appartenenza politica in nessun modo; insomma, pare quasi che si vergogni...

Alcuni militanti della Lega rivarolese
Più probabilmente, questo profilo basso non è altro che una mossa di opportunità politica, che si accorda all'ethos ormai consolidato tra i primi cittadini, e cioè quello di essere "il sindaco di tutti". Espressione odiosa che indica quell'ecumenismo francescano, quella volontà di piacere un po' a tutti senza troppe distinzioni. Ecco, probabilmente Bellone vuole essere "il sindaco di tutti", e non il sindaco della Lega.
Insomma, la Lega a livello nazionale cala a picco vertiginosamente, cannibalizzata dai cugini di Fratelli d'Italia. I parenti serpenti meloniani l'hanno fatta franca in Canavese anche alle elezioni politiche del settembre scorso. La Lega in Canavese ha quantomeno portato a casa l'elezione di Alessandro Giglio Vigna (e grazie, era candidato all'uninominale...), che però a Ivrea, la sua città, ha preso una batosta clamorosa persino da un PD in coma irreversibile.
L'unico che suona la fanfara della rivoluzione come se il vento fosse ancora in poppa è il consigliere regionale Claudio Leone, anche lui nel direttivo rivarolese, che ormai pensa solo ai cinghiali e agli ambientalisti. Intanto, sulla sua sezione paiono aggirarsi diversi spettri che non fanno presagire nulla di buono.
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