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Germagnano
30 Novembre 2022 - 18:01
Il consiglio comunale è stato un incontro di boxe, dove al posto dei pugni c'era la dialettica
Più che un consiglio comunale sembrava un ring. Ieri sera, però, nella sala consiliare di Germagnano non andavano in scena Mohamed Alì, Marcel Cerdan o Jake Lamotta, ma il primo cittadino Mirella Mantini e il suo predecessore, Francesco Airola, che ad oggi siede tra i banchi della minoranza consiliare.
A sostituire i ganci, i montanti e i diretti c'erano le parole, i toni e la dialettica. Come sa chi segue la politica locale, tra i due non corre buon sangue dai tempi in cui i ruoli erano invertiti.
Quando, cioè, Airola faceva il sindaco e Mantini era all'opposizione. I rapporti erano degenerati definitivamente nel corso degli ultimi anni, quando Airola, fuori dal consiglio comunale, aveva cominciato a inviare una serie di comunicati ai giornali in cui criticava l'operato della Mantini.

Mirella Mantini, sindaco di Germagnano
L'ex primo cittadino non sedeva più tra i banchi del consiglio da quando, nel 2017, terminato il suo terzo mandato, aveva deciso di non ricandidarsi più al timone della Giunta germagnanese. Aveva però riannunciato un ritorno di fiamma alle elezioni di quest'anno.
Al match con la Mantini aveva perso. Il sindaco uscente era stato riconfermato, e guiderà il paese fino al 2027. I due si sono ritrovati faccia a faccia a giugno, al primo consiglio post-elettorale, e già da lì si era capito che il rapporto istituzionale non sarebbe stato facile.

Franco Airola, ex sindaco oggi consigliere di minoranza
Ieri sera è arrivata la riconferma. I toni si sono alzati molto facilmente. Soprattutto quelli del sindaco, costantemente sul piede di guerra di fronte alle considerazioni e alle domande della minoranza.
Il consiglio si è aperto con una lettura, da parte di Airola, di alcune dichiarazioni, messe a protocollo, che trattavano tutte questioni interne al consiglio comunale e al rapporto maggioranza opposizione. Questioni come la durata degli interventi dei consiglieri o la designazione fatta dalla Mantini, descritta dalla minoranza come "autoritaria", di Bruno Togliatto come capogruppo.

Il consiglio comunale di ieri sera
Il consiglio, in generale, è stato denso e politicamente rilevante. Le due variazioni di bilancio hanno fatto sobbalzare Mario Rossatto, della minoranza. Le variazioni, secondo la minoranza, sarebbero troppe. Segno dell'assenza di visione politica? Per la Mantini no: "Il bilancio è dinamico e flessibile, e può essere modificato" ha detto il primo cittadino.
All'ordine del giorno c'era anche la conferma delle aliquote Imu e addizionale Irpef. Per quanto riguarda la Tari, invece, la Giunta ha previsto un possibile aumento, indicizzato all'inflazione, del 2,5% per il 2023. "Abbiamo paura che l'inflazione possa generare un aumento anche dell'8%" ha detto il primo cittadino.
La minoranza ha espresso la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di aumento. Anche qui, come per tutti gli altri punti all'ordine del giorno, non sono mancati gli scambi (fin troppo) accesi. A calmare le acque ci ha pensato l'assessore Francesco Alicastro, che ha avuto il merito di saper instaurare uno scambio sereno con la minoranza.

Mario Rossatto
La Giunta Mantini sta lavorando, così come ha lavorato nel corso del primo mandato. La riconferma ha premiato il suo impegno.
C’è però una questione fondamentale ancora tutta da risolvere, che ha a che fare con il suo rapporto con la minoranza, e soprattutto con Airola, il suo avversario di sempre. Ed è la seguente: è pensabile che per cinque anni, ad ogni consiglio comunale, il sindaco levi gli scudi e prepari lo scontro ad ogni minima osservazione della minoranza?
Certo, sindaco ed ex sindaco sono avversari politici da molto tempo, e i loro trascorsi istituzionali non aiutano sicuramente la conciliazione. Ora, però i due sono in consiglio comunale, anche se seduti ai due estremi opposti del parlamentino, per fare il bene del paese.
L’opposizione farà l’opposizione, come è naturale che sia. Farà domande, solleverà dubbi, insinuerà irregolarità, sarà “antipatica”, come è giusto e corretto che faccia in quanto parte del consiglio più dedita a controllare a a criticare l’operato della giunta.
Sono il suo ruolo politico e il suo peso nel gioco democratico a imporglielo. Da parte della Giunta e della maggioranza questo dovrà essere prima o poi accettato. A rimetterci, se no, sarà la salute della vita democratica del paese.
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