Cerca

ELEZIONI. Piastra: “Quando ho detto al Pd che il problema erano le correnti mi hanno chiesto di tacere...”

ElenaPiastraAnci

La Sindaca di Settimo Torinese, Elena Piastra

Tutti la vedono in Parlamento, in Regione, ovunque, ma per ora lei sta piantata sulla sua sedia da Sindaco (anche perché qualche collega è pure invidioso o preoccupato: e se la Sindaca facesse le scarpe ad un big?).  Anche da qui, però, i problemi del suo partito sono chiari, chiarissimi, a maggior ragione dopo il pessimo risultato delle elezioni politiche di domenica. L’aveva già detto poco prima delle elezioni e ora la Sindaca di Settimo Torinese, Elena Piastra, lo ribadisce: “Da tempo dico che il PD deve provare a superare il modello delle correnti e oggi prendersela con il segretario nazionale è fin troppo facile, ma non servirebbe a nulla sostituire solo il segretario, se non ripartiamo dal modello. Il Pd perde da molti anni a livello nazionale, mentre governa il 70% delle città italiane. Quando l’ho dichiarato ai giornali, mi è stato chiesto di tacere. Non ci sono soluzioni facili, ma quando si perde, occorre avere l’umiltà di ripartire e sono certa che il PD avrà quella capacità”. Ed eccolo uno dei problemi di un partito che ha perso il contatto con il territorio, ha perso il contatto con i suoi amministratori (che non vengono valorizzati per colpa di scelte che mettono al centro logiche romane) e si è trasformato in un partito di potere.  Un partito utilizzato non per ripensare il paese ma per capire come ricoprire a vita la carica di Ministro. Eppure per la Sindaca di Settimo, personaggio in ascesa nella politica torinese, c’è ancora qualche speranza. “Non credo - precisa - che il PD sia un partito di potere. Credo che come in tutte le crisi occorra aver voglia di ripensarsi con l’umiltà che serve per farlo e sono certa che il Pd che saprà farlo”. Detto della gestione interna del Partito, spesso legata a logiche di corrente, si passa ad un’altra questione centrale per il futuro del Pd: l’identità.  Il Pd è un partito di centro? Di sinistra?  La mancanza di temi e di una chiara matrice ideologica rappresentano ormai, da tempo, alcuni dei temi di discussione per il Partito Democratico. A questo si è aggiunta, nell’ultimo mese, una campagna elettorale disastrosa da parte del segretario nazionale, Enrico Letta. Una campagna fatta all’insegna del “rischio fascismo”, di una divisione tra “buoni e cattivi” che non ha portato bene alla coalizione di centrosinistra. Come spiega Piastra, però, i problemi arrivano da lontano. “Non credo - prosegue - che basti sbagliare una campagna elettorale per avere un risultato come questo e non penso sia una questione di dividere tra buoni e cattivi. il problema sta nell’identità del PD, nel decidere a chi stiamo parlando e quali sono i temi ai quali dedicarci”. E i temi, in campagna elettorale in pochi hanno sentito una proposta del Pd. Non siamo riusciti a essere incisivi - continua la Sindaca - in questo e ci siamo trovati schiacciati tra le proposte di Conte e quelle dell’area moderata di Calenda, senza di fatto riuscire a scegliere”. Ed è anche da qui che bisognerà ripartire: andare verso i 5 Stelle o con Calenda? A sinistra o al centro? Per quanto mi riguarda - commenta - non ripartirei dalle coalizioni, ma dal fare opposizione. Lavoriamo su ambiente, sui servizi per una società che cambia e invecchia e ha bisogno di nuovo welfare, mentre le scelte, anche regionali, vanno nella direzione di mettere sempre più in difficoltà le famiglie”. Nessun “rischio fascismo”, invece, per il paese dopo la vittoria della destra. “Secondo me, - interviene Piastra - il governo della Meloni rischia di segnare un passo indietro soprattutto rispetto ai diritti, ma temo che le difficoltà che dovrà affrontare saranno tra le più gravi del dopo-guerra: si apre un anno (forse due) di grave recessione per il nostro Paese e per l’Europa, crisi che nel 2008 l’Europa aveva vissuto solo in parte”. Ora, dunque, si apre una fase di “ricostruzione” del Partito Democratico.  Un percorso che partirà con il prossimo congresso. Un percorso che vedrà un protagonismo anche della Piastra? Da tempo, ormai, si parla della Sindaca di Settimo Torinese come astro nascente della politica torinese. Proprio la scorsa settimana, infatti, Piastra era a Monza, insieme ad altri Sindaci del Pd, per chiudere la campagna elettorale di Enrico Letta. Per questo, da anni, si parla di lei in chiave regionale e nazionale.  Lei, però, continua a giurare amore eterno a Settimo anche se non chiude le porte al “nuovo” Pd che nascerà da qui a breve. “Io sono un amministratorre locale - spiega - e i prossimi mesi avranno bisogno di mettere a disposizione tutto il tempo e tutta l’energia possibile per garantire la tenuta della situazione locale. Quindi mi dedicherò, come fatto fino ad ora, alla città. Ovviamente sono sempre a disposizione del partito, se riterrà che possa essere utile”. “Utile”, magari, anche per la scelta del nuovo segretario che prenderà il testimone da Enrico Letta. Non mi pare - continua - ci sia fretta rispetto al cambio di persone. il tema è l’identità del partito, non l’elezione dei singoli. Prima serve una riflessione su chi vogliamo rappresentare e poi individueremo le figure che possano essere significative, ma prima viene il progetto”. E si arriva al nocciolo della questione: il Partito Democratico, infatti, secondo un sondaggio pubblicato su Il Fatto Quotidiano l’8 Settembre, rappresente il primo partito solo tra chi guadagna più di 5 mila euro al mese. “Non so quali dati vedano i sondaggi, - interviene la Sindaca - ma francamente mi sembrano quantomeno non veritieri nella nostra realtà. A Settimo ha votato il Pd circa 1 persona su 4, ed escludo che a Settimo siano numerose le persone che guadagnano più di 5000 euro al mese... Il Pd può parlare ai giovani che non hanno votato Meloni perchè non comprendono un programma così retrogrado, può avere il coraggio di essere pronto sui temi ambientali, può parlare di manifattura e lavoro che investa in innovazione e che siano sostenibili”. Molti, ormai, rimprovano al Pd l’eccessiva spinta verso il centro, meglio, dunque, guardare a sinistra? “Io penso - conclude Piastra - che il Pd debba avere come obiettivo la giustizia ed equità sociale. Essere “giusti” da un punto di vista sociale deve guidare le nostre scelte. E non significa rappresentare una sola “categoria”, ma ad esempio sapere che oggi il commercio locale ha enorme bisogno di intervento pubblico, che le nostre famiglie non riescono a far fronte all’invecchiamento degli anziani quando non sono autonomi, che i nostri figli hanno bisogno di una scuola che usi metodi innovativi che li prepari per un futuro diverso da quello che conosciamo. Giustizia sociale è anche intervenire per mantenere in Italia le imprese che investono in innovazione e lavoro sano, una pubblica amministrazione che investa in nuove proposte (dalla settimana più corta, a nuove proposte di conciliazione del lavoro femminile)”. Tutti i nodi presentati dalla Sindaca di Settimo dovrebbero venire al pettine nei prossimi mesi.  Per il Partito Democratico, ormai, questa sembra essere l’ultima chiamata per provare a resuscitare.  In questo, magari, 5 anni all’opposizione potrebbero fare bene e chissà che, tra 5 anni, alle elezioni politiche, tra i candidati non si presenti anche la Sindaca di Settimo, Elena Piastra.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori