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26 Giugno 2021 - 16:44
Stefano Scarpetta, Asl To4
L ’ansia per i posti letto in terapia intensiva sono stati una costante per tutta la durata della pandemia da Covid 19. E sono quelli di cui avevamo bisogno e quelli che non c’erano. Quelli che aveva la Germania e i pochi disponibili negli ospedali d’Italia, falcidiati, almeno a parole, da decenni di tagli nella sanità pubblica. Poi come si sa (e ce lo dice il debito pubblico) si tratta di una balla e di soldi, anche in questi anni con il “patto di stabilità” se ne son continuati a spendere un sacco, solo che non sono stati spesi lì ma nelle convenzioni con il privato, nelle disfunzioni, negli appalti, negli acquisti di garze che costavano un euro per un’Asl e 10 euro per l’altra… Tant’è. Tornando ai letti in terapia intensiva nell’Asl To4, i primi numeri erano venuti fuori la scorsa estate, quando irruppe nella scena mediatica il famoso “Piano Arcuri”, per lavori “urgenti”, cioè da mettere in pista subito, per oltre 4 milioni e 200mila euro. Talmente “urgenti” che l’ex direttore Lorenzo Ardissone e il suo successore (commissario straordinario) Luigi Vercellino semplicemente se ne “fotterono”, voce del verbo “fottere”. L’investimento maggiore sull’ospedale di Chivasso, per una somma di 2.387.870 euro. Quindi Ciriè con 1.001.950 euro, infine Ivrea con 828.710 euro. Nell’AslTo4 sarebbero dovuti passare da 19 che erano ad un totale di 32. Cioè 10 in più a Chivasso (erano 6), 2 in più a Ciriè (anche qui 6), 1 in più ad Ivrea (erano 7). Quindi, in totale, 16 a Chivasso, 8 a Ciriè e 8 anche ad Ivrea. Grazie all’utilizzo delle sale operatorie, dove l’impianto per l’ossigeno per ovvie ragioni c’è, a novembre, nei tre ospedali, si contavano 12 posti letto a Chivasso, 10 a Ciriè e 13 a Ivrea. Posti “posticci” e, infatti, finita l’emergenza e liberate le sale operatorie, nei tre ospedali la situazione è ritornata quella di prima. Oggi però ci sono due delibere dell’Asl To4 (fresche di stampa) che fanno ben sperare. Ce n’è una attraverso la quale si approva il progetto esecutivo relativo ai lavori di “Realizzazione di n. 8 posti letto funzionali di terapia intensiva presso il reparto ex day surgery dell’ospedale. di Chivasso”, in base al progetto redatto dall’Ingegner Bruno Sicca dello studio S.P.E., con sede a Collegno per un importo lavori pari a 618.453,75. Segue una seconda delibera con cui si approva un progetto esecutivo per l’implementazione di un posto letto di terapia intensiva e 6 di semi-intensiva presso il reparto di Rianimazione del ospedale di Ivrea, comprendente anche una riqualificazione del percorso d’accesso al Dea, redatto dall’Ing. Stefano Fucci, dello studio “Asia Progetti” di Roletto, per un costo totale dei lavori pari a 1.158.110,00. La denuncia E si tratta, senza alcun dubbio, di un bel passo in avanti sulle cose da fare e che non si sono ancora fatte. Poca roba se consideriamo la denuncia alla Procura regionale della Corte dei conti firmata da tutto il collegio sindacale insediatosi il 17 gennaio del 2019 (Marinella Lombardi, Gianfranco Gallinotti e Marco Meloro) sulla cattiva gestione dell’Asl To4 da parte dell’ex direttore Lorenzo Ardissone e del commissario straordinario Luigi Vercellino. Una denuncia dettagliatissima su una serie di mancate applicazione delle disposizioni di legge in materia di bilanci e di conti consuntivi. Talmente “incomprensibili” che ad un certo punto, tra il 2017 e il 2018, pur di fronte ad un calo di personale che non s’è più fermato, inizia a consolidare una perdita che passa da 3.229.876 a 18.895.742 e che poi diventerà di 24 milioni nel 2019 e di altrettanti nel 2020. Troppi! Nella relazione i tecnici, dopo aver ricordato di aver sempre espresso parere contrario a questo “andazzo” si dicono stupiti della scelta, dell’ex direttore e poi del Commissario, di considerare la perdita “necessaria a garantire l’erogazione dei servizi sanitari in maniera continuativa rispetto al passato, senza ricorrere ad una loro riduzione” . Tra i compiti della Direzione Generale ci sarebbe (non a caso) infatti anche quello (e lo dice il Collegio) “di verificare puntualmente ogni singolo costo preventivato (e non soltanto per macro-voci) al fine di individuare una legittima giustificazione degli stessi”. E parliamo dei contratti di manutenzione, di affitti, di convenzioni, di acquisti… I fiorellini Domanda da una decina di migliaia di euro. Il nuovo direttore Stefano Scarpetta l’avrà controllata, leggendola per filo e per segno, l’ultima delibera sulla manutenzione delle aree verdi “mappate” (così leggiamo in delibera) affidata a tre ditte (Martini Franco, Asso di Fiori e Giardinord) per un costo totale di quasi 78 mila euro? Perchè sia chiaro: con una spesa così i cittadini dovran vedere, soprattutto annusare il profumo di tulipani, ortensie e orchidee un po’ ovunque nei presidi dell’Asl To4. Altra delibera sulla quale un direttore generale (con tutto quello che guadagna) si sarebbe dovuto concentrare è poi quella sulla fornitura di guanti ad uso sanitario per 315 mila euro e anche questa ha fatto capolino sull’albo pretorio in questi giorni. Ecco, di fronte a cifre così, qualche approfondimento in più non guasterebbe se non altro per non deludere le affermazioni del collegio dei sindaci, che sul bilancio di previsione 2020 rilevava un incremento dei costi di circa 12 milioni superiore al valore della produzione che è 5. Che l’azienda in passato sia stata gestita male è poi anche venuto fuori in maniera limpidia e cristallina dal disallineamento dei dati tra le fatture elettroniche caricate nel cassetto fiscale e quelle presenti nella piattaforma gestionale interna, sia per il numero di creditori sia per gli importi. Una “spesa” da considerarsi fuori controllo tant’è che per sei mesi, dal gennaio del 2020 fino al giugno di quello stesso anno, in gran silenzio, quasi si è rischiato di non riuscire a pagare gli stipendi dei 4.200 dipendenti. Se lo si è fatto è solo perchè si è chiesta un’anticipazione di cassa alle banche per circa 10 milioni di euro. I fondi non utilizzati Tra le “reprimende” dei sindaci anche quella sui fondi non utilizzati e destinati al potenziamento delle attività connesse alla gestione del COVID-19, per l’assunzione di infermieri (2.407.705,23 euro), per le poltiche sociali e per la sistemazione alberghiera dei casi in isolamento (1.947.342,00), per l’attività dell’ADI e l’acquisizione della relativa strumentazione, per servizi infermieristici distrettuali (2.894.827,00 euro), per piani aziendali di potenziamento del territorio (2.969.684,00 euro) per i trasporti (72.044,00 euro). Si dice (ma è più di una semplice voce) che all’ufficio ragioneria dell’Asl To4 non abbiano mai saputo di dover predisporre un piano attuativo degli investimenti che, infatti, non c’è. Insomma che qualcuno ricordi a Scarpetta i 10 milioni di euro di investimenti rientranti nel decreto Speranza approvato lo scorso 10 febbraio per lavori che, nella gran parte, si sarebbero dovuti fare entro il 2020. A Ciriè, 2,5 milioni di euro per l’adeguamento degli impianti tecnologici, antincendio e per la sicurezza nei luoghi di lavoro. A Ivrea 1,5 milioni per il rifacimento dei montanti elettrici e anche qui per l’impianto antincendio. A Chivasso, 5 milioni e 928mila euro per ristrutturazione del vecchio ospedale, in questo caso in base a un piano che dovrebbe andare avanti sino al 2025. Con le tempistiche alle quali ci ha abituato l’Asl To4, speriamo di poter vedere qualcosa entro la metà di questo secolo… La speranza (sempre l’ultima a morire) e che Scarpetta riesca ad incidere, cominciando con il tenersi alla larga dalle consulenze, come quella (da denuncia alla Corte dei Conti) sull’organizzazione dei vaccini e dei tamponi affidata a Clemente Ponzetti, ex direttore dell’ospedale di Ivrea, oggi direttore sanitario al Policlinico di Monza, per poi scoprire che uno dei dirigenti più pagati della nostra Asl, la dottoressa Carla Fasson, era stata distaccata al Dirmei (Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive) ad occuparsi proprio di centri vaccinali. E quando parliamo del Policnico di Monza parliamo della stessa società privata che è proprietaria della Clinica Eporediese a cui l’Asl To4 ha assegnato un budget per il 2020 di 17 milioni e mezzo di euro. Il provvedimento firmato da Luigi Vercellino non era passato inosservato ai sindacati…. «È interessante constatare che l’Asl To4 non abbia al proprio interno le competenze necessarie per gestire la pandemia ma debba nominare un consulente esterno, creando la figura del coordinatore – commentava Chiara Rivetti (Anaao Assomed) – È poi curioso che sia stato scelto un dirigente di una clinica privata del policlinico di Monza. Evidentemente il privato ha professionalità che tra i dipendenti pubblici non si trovano: vedremo se la Corte dei Conti avrà qualcosa da dire».
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