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Nucleare. Vigna: "Una decisione politica, non tecnica"

Nucleare. Vigna: "Una decisione politica, non tecnica"

Alessandro Giglio Vigna (Lega)

Alessandro Giglio Vigna, deputato della Lega, nel suo intervento in aula ha ricordato che «la Sogin, tenendo conto dei criteri previsti nella Guida tecnica n. 29 di Ispra, sulla base degli standard dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha definito la proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a ospitare il Deposito nazionale e il parco tecnologico. La proposta è stata valutata dall’Isin, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e, successivamente, dai Ministeri.

Parto da questo punto e dico: no non è una decisione tecnica; la decisione è assolutamente politica, ogni decisione che viene presa è una decisione di tipo politico.

Ne stiamo parlando qui ma manca un passaggio, ovvero il dibattito fra i cittadini: perché in questo periodo di pandemia è impossibile aprire il dibattito in modo vero, in modo costruttivo, in modo fisico, quindi uscendo da quella che è la logica dei social network, delle riunioni sulle varie piattaforme. I cittadini non possono confrontarsi in modo reale, in modo fisico, nelle comunità, nei loro auditorium; i sindaci non possono convocare o invitare le popolazioni, le associazioni. Anche noi, ovviamente, rappresentanti del territorio, abbiamo delle limitazioni nell’andare a parlare con i sindaci, gli amministratori, i cittadini e le associazioni.

Quindi è sbagliato aprire il dibattito in questa fase; un tema del genere non può essere trattatose non con un contatto reale fra i vari attori dei territori. In questo momento non si può fare e quindi è sbagliato. E poi è sbagliato anche perché, con la scusa della secretazione, non sono state coinvolte le Regioni. Le Regioni e gli enti locali vanno coinvolti prima. Non si può, nella notte fra il 5 e 6 gennaio, buttare sulla rete un elenco di possibili siti e dopo dire: “Beh sì, adesso è ora di aprire il dibattito”. Ecco, noi non ci stiamo - questo è un primo punto, che io voglio sottolineare in modo fermo e in modo serrato -, noi non ci stiamo al fatto che le Regioni e gli enti locali vengano scavalcati in questo modo. Questo Governo ha dimostrato, con questa pubblicazione, un rigurgito di centralismo come non se ne avevano in questo Paese da perlomeno settant’anni. Le Regioni e i Comuni sono stati calpestati».

«Noi chiediamo - ha concluso Giglio Vigna - che questa discussione venga posticipata a dopo la pandemia: almeno 180 giorni dopo la fine dello stato di emergenza. Quello sarà il momento per aprire un vero dibattito a livello nazionale, con regioni, enti locali, sindaci, associazioni e cittadini».

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