Venerdì 22 gennaio gli studenti dell’istituto professionale Albe Steiner si sono fermati davanti alle porte della sede di Lungo dora, manifestando il loro dissenso.
Fin dal primo lockdown l’Istituto si è mosso in maniera incerta e maldestra. Ciò si poteva definire “scusabile” per via dell’incertezza costante in cui navigava il Paese in quel periodo, ma adesso scusabile non lo è più, dato il tempo e l’esperienza avuta in precedenza.
All’inizio del secondo lockdown gli studenti si sono visti nuovamente costretti a rimanere a casa per via dell’alto numero di contagi, riprendendo così la mal funzionante didattica a distanza dopo appena 40 giorni nelle classi.
Sono sorti i primi malcontenti agli inizi di novembre: da una parte c’erano i vari istituti professionali che continuavano a garantire in presenza le ore di laboratorio, e dall’altra lo Steiner, che ha risposto ai suoi alunni, che chiedevano anch’essi i laboratori, con la promessa fittizia che di li a poco li avrebbero avuti. Non è stato così, gli studenti hanno iniziato ad avere la possibilità di praticarli solo dalla settimana dell’11 gennaio.
A incrementare la rabbia è stata l’uscita del nuovo orario che vede suddivise in maniera improponibile per gli studenti le ore in presenza e le ore in DAD. Molti di loro per arrivare a scuola impiegano ore, e l’orario prevede che in alcuni giorni della settimana, dopo aver fatto le ore in presenza al mattino, gli alunni si colleghino neanche due ore dopo in didattica a distanza, non garantendo in questo modo il loro diritto alla disconnessione.
Dopo aver tentato per l’ennesima volta ad avere un confronto con la preside, che li ha liquidati prendendo un futuro appuntamento con i rappresentanti d’istituto, e dopo aver portato possibili alternative per l’orario, gli studenti si sono sentiti dire le medesime cose dette a inizio novembre. Stanchi e frustrati per le finte promesse e il continuo tergiversare si sono presentanti davanti alle porte della sede, mantenendo il distanziamento e manifestando il loro dissenso.
Dopo la protesta la preside si è vista costretta ad anticipare l’incontro con i rappresentati. Fino ad allora gli studenti non si presenteranno alla DAD pomeridiana, in attesa di un esito giusto, e se così non dovesse essere sarebbero pronti a presentarsi nuovamente davanti alle porte dell’Istituto.
Andrea Vargiu
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