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ASLTO4. Appalti “facili” nella sanità, c’è un’altra misura cautelare

ASLTO4. Appalti “facili” nella sanità,  c’è un’altra misura cautelare

Guardia di finanza foto di repertorio

Nuova misura cautelare nell’ambito dell’operazione ‘Molosso’, che nei mesi scorsi ha fatto emergere episodi di corruzione e frode nelle forniture delle Asl piemontesi. La guardia di finanza ha notificato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia nei confronti del legale rappresentante della società aggiudicatrice della fornitura di un costoso prodotto farmaceutico alla Città della Salute e della Scienza di Torino, il 42enne Giovanni Capello della Medix srl. Nel corso delle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Enrica Gabetta e dirette dal pm Giovanni Caspani della Procura di Torino, sono emersi nei confronti dell’uomo ulteriori gravi indizi di colpevolezza. Avrebbe infatti corrotto con la consegna di somme di denaro un dipendente della Città della Salute e della Scienza di Torino che falsificava le richieste d’ordine del farmaco, un sostituto osseo.

L’inchiesta

Il nuovo provvedimento cautelare, emesso dal GIP presso il Tribunale di Torino, scaturisce dalle ulteriori risultanze delle indagini che, lo scorso mese di novembre, aveva portato la guardia di finanza ad eseguire quindici ordinanze di misura cautelare nei confronti di pubblici dipendenti, commissari di gara ed agenti e rappresentanti di alcune imprese accusati, a vario titolo, di corruzione, turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture. L’indagine riguardava un giro di appalti ‘facili’ da 3,5 milioni di euro: gioielli, pietre preziose, ma anche denaro prelevato dai bancomat e consegnato in cambio di informazioni per vincere gare e bandi delle Asl piemontesi.

Nel mirino degli inquirenti, tre gare bandite da Asl To4, A.O.U. Maggiore della Carità di Novara, Asl di Asti e di Alessandria e dall’Azienda Ospedaliera di Alessandria. Per l’AslTo4, le anomalie riguardavano una gara per la fornitura di camici chirurgici sterili monouso.

La consigliera

Tra gli indagati spicca il nome di Anna Vasciminno, 54 anni, coordinatrice infermieristica all’ospedale di Ciriè, consigliera comunale di maggioranza con il ruolo di capogruppo della lista “Più Ciriè”. Secondo la procura Vasciminno, membro della commissione aggiudicatrice della gara per i camici sterili, avrebbe favorito una delle imprese partecipanti. Impresa che dall’infermiera avrebbe ottenuto le valutazioni della commissione sulla qualità dei prodotti offerti e sulle società offerenti escluse, il tutto nel corso della gara. In sede di valutazioni dei camici, inoltre, avrebbe privilegiato i prodotti di un’impresa nell’attribuzione dei punteggi per la qualità. Tutto ciò in cambio di oggetti preziosi per un valore di circa 200 euro: orecchini che i militari hanno trovato a casa sua nel corso di una perquisizione e che le sarebbero stati regalati a Natale del 2019. Vasciminno è stata sottoposta alla misura dell’obbligo di firma: deve presentarsi tre volte la settimana in caserma.

Gli altri indagati

Tra gli indagati a vario titolo ci sono altre figure del mondo della sanità territoriale.  A partire dall’infermiera caposala del nosocomio di Cuorgnè, Loredana Miglietta, 52 anni, residente a Lessolo, come Vasciminno membro della commissione di gara. Nei guai anche la caposala della chirurgia dell’ospedale di Ivrea, l’eporediese Giuseppina Angela Frola, classe ‘59, che avrebbe mantenuto contatti con i membri della commissione aggiudicatrice pur non facendone parte. Sia Frola sia Miglietta sono sottoposte all’obbligo di firma.

Anche a loro sarebbero stati regalati orecchini per favorire un’impresa nella gara. Le foto di quegli orecchini sono state ritrovate a casa di Giulio Solerio di Casale Monferrato, classe 1951, legale rappresentante della Solerio PMC sas. In un’intercettazione Solerio agisce nelle vesti di agente della Paul Hartman spa.  Rispetto alla fornitura di camici da effettuare alla Asl To 4, dice espressamente di poter contare sull’appoggio di quattro capo sala: “La cosa fondamentale, cioè io sia i camici sulla To 4 le quattro capo sala che ci sono le ho tutte abbastanza in mano mi sento tranquillo”. E aggiunge circa la condotta tenuta nei suoi confronti “più che pronte e disponibili, allineate…”.

La sua preoccupazione primaria è quella di avvicinare i membri della commissione aggiudicatrice e convincerli ad attribuire un punteggio adeguato ai vari aspetti che concorrono a determinare la voce qualità. “[…] c’erano sei ditte alla gara precedente per i camici va bene, grazie alle mie due della To 4 l’hanno mandata deserta, sono riuscite a mandarla deserta, che è un’impresa quasi impossibile eh…”, dice Solerio in una conversazione intercettata. E ancora: “Sui camici della To 4 le quattro capo sala che ci sono le ho tutte abbastanza in mano mi sento abbastanza tranquillo” tanto da poter far andare deserta la precedente gara. Ed ora ribadisce: “Io con le mie caposala, ne ho quattro quindi non posso sbagliare”.

Nell’inchiesta è coinvolto anche Francesco Guzzi, 54 anni, residente a Chivasso. Guzzi, difeso dall’avvocato Marco Ottino, collaboratore amministrativo  presso il Cto di Torino, avrebbe contraffatto gli ordini di acquisto del Bon Alive (un riempitivo osseo usato nelle sale operatorie). Secondo le accuse avrebbe sottratto merce destinata alle sale operatorie per un valore di 288.362,4 ricevendo in cambio 12500 euro tra il gennaio del 2016 e il luglio 2018.

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