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Salizzoni vs Lorusso e “quello stron..." di Chiamparino!”

Salizzoni vs Lorusso e “quello stron..." di Chiamparino!”

Sergio Chiamparino

Secondo un sondaggio elaborato da Winpoll e commissionato da “Scenari politici” , il re dei trapianti Mauro Salizzoni, se si dovesse candidare alla carica di sindaco di Torino, batterebbe, senza troppo fatica, l’imprenditore Paolo Damilano.  Gode, infatti, della fiducia dell’86 per cento del campione. Segue l’ex assessore regionale del Pd Gianna Pentenero al 54%, il vicepresidente del consiglio comunale di Torino Enzo Lavolta (PD) e l’imprenditore Paolo Damilano al 53%, quest’ultimo candidato in pectore per il centrodestra, quindi il consigliere regionale (PD) Daniele Valle al 49, il capogruppo in consiglio comunale a Torino Stefano Lo Russo e il deputato azzurro Claudia Porchietto al 42, il presidente dei radicali Igor Boni al 35 e il presidente del CESE Luca Jahier al 33. La notizia, e questi numeri, non potevano non scatenare una serie di reazioni tra chi nel Pd tifa per il medico e chi lo considera troppo vecchio. E per surriscaldare gli animi si è aggiunta, qualche giorno dopo una petizione su change.org lanciata e subito firmata da 21 persone.  «Leggendo le sue parole abbiamo ritrovato una idea di città che ci piacerebbe contribuire a realizzare, da cittadine e cittadini consapevoli delle enormi sfide che la pandemia ha posto di fronte a noi» , scrivono i firmatari, parlando di Salizzoni come di un alto «profilo politico, culturale e professionale. È persona stimata e molto nota».  Insomma per i sostenitori «Salizzoni “rappresenterebbe la persona più adatta a ricreare una base comune di lavoro per ecologisti e progressisti». Tra i promotori tanta, ma proprio tanta, società civile. C’è Luca Sardo portavoce dei Fridays For Future, il musicista Gipo Di Napoli, i professori universitari Alessandro Ferretti e Alessandra Quarta, Roberto Mezzalama del Comitato Torino Respira, il poeta Guido Catalano, Tullia Todros (ex primaria), Francesca Lonardelli, la coordinatrice del Torino Pride Giziana Vetrano e il direttore esecutivo di Nesta Italia, Marco Zappalorto. Simpatico è simpatico Vero è che uno come Salizzoni non può non risultare simpatico.  Tra i tanti che fan politica è sicuramente uno dei pochi che la fa per passione, tant’è che, salvo un paio di parentesi a Ivrea, prima di scendere in campo ha aspettato di avere il tempo necessario e l’età della pensione. Salizzoni, contrariamente a molti è uno che non deve dire grazie a nessuno, semmai in tanti devono ringraziare lui. Ingenuo, molto simile nei comportamenti ad un pesce fuori dall’acqua, ha un unico grande difetto conosce la strategia politica ma non la pratica e in mezzo a tanti squali potrebbe finire fagocitato.  Ed è come se lo vedessimo, lì, seduto con le mani tra i capelli di fronte a quell’articolo pubblicato su La Stampa qualche giorno fa in cui l’amico di tante cene e tante passeggiate Sergio Chiamparino, anzichè promuoverlo lo “sfancula” a tutto vantaggio del concorrente Stefano Lorusso. “Stronzo” deve aver pensato.  E poi ancora: “Stronzo, stronzo, stronzo”. Il classico “stronzo” che si dà agli amici. Lo ha pensato e gli è scappato a microfoni accesi (evidentemente pensava che non lo fossero) durante una seduta online della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte.  Quando si è accorto della gaffe non ci ha pensato un attimo e da signore qual è, ha subito preso la parola per chiedere scusa. “Non ce n’era bisogno”, è stata la replica di Chiamparino a stretto giro, ma ormai il danno era fatto. Amici che vanno e che vengono, in suo favore si è espresso il deputato Stefano Lepri leader dell’ala CattoDem. Sua la proposta di un ticket tra Stefano Lo Russo e Mauro Salizzoni con Salizzoni sindaco e Stefano Lo Russo capolista, che sta esattamente agli antipodi rispetto a quella suggerita da Sergio Chiamparino, con Lo Russo candidato a sindaco e Salizzoni capolista e cacciatore di voti. Quest’ultima considerata irricevibile da Salizzoni non fosss’altro che lui neanche è tesserato del Pd. Oltre a Lepri, a favore di Salizzoni, si sono espressi anche il segretario regionale Paolo Furia, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis, leader dell’ala che a Roma si riconosce nel segretario Zingaretti, la vicepresidente del Senato Anna Rossomando e, non in ultima, il deputato ex renziano Davide Gariglio, il che significa anche il consigliere regionale Alberto Avetta. Con Stefano Lorusso c’è Sergio Chiamparino, quindi Piero Fassino, ma anche il segretario provinciale Mimmo Carretta e soprattutto il potente deputato Mauro Laus.  Nella proposta di Lepri, oltre alla delega da vicesindaco a Lorusso già ci sarebbe un posto in giunta per gli altri candidati alle infattibili primarie Enzo Lavolta e Gianna Pentenero. «Ci sono elementi di ragionevolezza in questa proposta: la figura più popolare tiene compatta la coalizione e quella più competente può svolgere un ruolo alla Carpanini -  ha commentato Gariglio  - Temo però che questa opzione sia difficilmente risolutiva». Chi vivrà vedrà. Tutti gli scenari sono aperti compreso quello del terzo che tra i due litiganti gode. E il terzo potrebbe essere lo stesso Sergio Chiamparino o perchè no Andrea Giorgis o Davide Gariglio. Non è infine escluso che se il Pd locale non riuscisse nell’intento di trovare un candidato unitario, sia la segretaria nazionale a decidere. Liborio La Mattina
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