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ASL TO4. Buco da 38 milioni di euro nel previsionale tecnico per il 2021. Ancora disastri....

E' difficile passare da un disastro all'altro. Ci riesce -  e lo sa fare molto bene - l'Asl To4. Da qualche ora ha fatto capolino sull'Albo Pretorio dell'azienda il bilancio di previsione 2021, non il definitivo, si parla ancora di "Relazione bilancio previsionale 2021". E se le previsioni saranno giuste (incrociamo le dite) e i calcoli corretti, ad oggi ci si trova di fronte un disavanzo di ben 37.990.945 euro, cioè praticamente il doppio del disavanzo accumulato nel 2020 (17.272.731 euro), più del doppio delle perdite del 2019 (circa 16 milioni di euro), quattro volte più di quella che pareva una batosta portata a casa nel 2018 (circa 10 milioni). Insomma le cose vanno male ma c’è già –  e lo si legge tra le righe – una giustificazione.  Tutta colpa del Covid “che oltre ad impegnare duramente le strutture e gli operatori sanitari lascerà un significativo segno anche sui conti economici degli enti ospedalieri…”. Di certezza sui finanziamenti e sui ricavi? Neanche una…! “L’attività sanitaria tradizionale – scrive Vercellino – è stata nel corso del 2020 di molto ridotta, in alcuni mesi praticamente azzerata, si pensi ad esempio alle prestazioni ambulatoriali sospese durante la prima fase Covid 2020. Anche le strutture sanitarie private convenzionate e contrattualizzate con la nostra ASL hanno contratto vistosamente, ben al di sotto dei valori di budget loro assegnati ad inizio 2020, le proprie prestazioni ambulatoriali e di degenza, ospitando pazienti Covid e non Covid. In conseguenza di tali fattori, il Conto economico 2020 dell’ASL ha assunto una configurazione alquanto diversa rispetto a quella degli esercizi precedenti, tanto che risulta difficilmente raffrontabile voce per voce ….”. Però si è aumentato il budget della Clinica Eporediese Epperò, nonostante si sapesse tutto questo si è aumentato il budget alla Clinica Eporediese (Policlinico di Monza) di un milione di euro per il 2020 (da 16,5 a 17,5) e la Regione Piemonte ha concesso ai privati, quindi anche al Policlinico di Monza di cui la Clinica Eporediese fa parte, di poter recuperare quel che si è perso quest’anno nei prossimi due anni. Anzi no, si è fatto addirittura di più  e, con una delibera regionale risalente al 10 marzo scorso, “considerato lo stato di grave emergenza determinato dalla diffusione del COVID-19” si è sottoscritto un Protocollo d’intesa con le Associazione di categoria AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e  ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari) attraverso il quale i privati, per non lasciare vuoti i posti letto li hanno messi a disposizione dell’emergenza, senza prevedere una qualche forma di controllo puntuale e preceiso. Ad agosto poi si è aggiunta una ulteriore DGR (Delibera di giunta regionale) in base alla quale si è deciso di erogare ai privati, a titolo di acconto, e salvo conguaglio a seguito di apposita rendicontazione, un corrispettivo, nel limite del 90 per cento, di quanto dovuto per l’anno 2020.  Si aggiunge  che nel saldo, tutti i pazienti Covid ricoverati verranno remunerati con un 15% in più rispetto al budget assegnato non senza una specifica delle maggiori spese sostenute. Insomma l’Asl To4 va male, per non dire malissimo, ma ha i soldi per salvare la “Clinica Eporediese” che in teoria dovrebbe essere un concorrente. Un regalo che per il 2020 e per tutto il Piemonte viaggia all’incirca intorno ai 791 milioni di euro. Sui costi del personale e sulla mobilità passiva Quali saranno i risvolti della pandemia nel corso dell’esercizio 2021? Quanti mesi durerà ancora, prima che si raggiunga nuovamente la normalità?  Domande non prive di senso se si pensa che dalle loro risposte dipendono gran parte dei costi che l’ASL sosterrà nel corso del prossimo esercizio. E sono due gli aspetti di particolare rilevanza della relazione 2021.  Il primo fa riferimento ai “costi del personale” che si vorrebbero aumentare di non meno di 18,9 milioni, il secondo fa riferimento alla mobilità passiva (pari a 184.304.706 milioni di euro), di cittadini che si rivolgono cioè ad altre strutture, perlopiù fuori dal territorio o convenzionate. Basterebbe agire su quest’ultima, migliorando le prestazioni e modernizzando gli ospedali,  per rimettere in sicurezza i conti.
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