L'obiettivo confermato è far tornare in aula dal prossimo 7 gennaio il 50% degli alunni, per arrivare al 75% nell'arco dei giorni successivi, con un'apertura differenziata scuola per scuola, paese per paese. Del resto, come conferma il rapporto appena pubblicato dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), il ritorno nelle aule a metà agosto, coinciso con un generale rilassamento delle altre misure restrittive in molti paesi europei, non appare essere stato un motore di contagio nella seconda ondata di casi ad ottobre in Europa.
Il problema vero sono i trasporti e le altre attività che ripartono. La parola d'ordine sarà, come ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, "flessibilita': e' l'unica possibilita' che abbiamo per evitare criticita' che si concentrano anche sui trasporti". Lo stesso direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha ribadito, pochi giorni prima di Natale, che la riapertura delle scuole "e' stato sempre uno dei primi obiettivi che ci si e' dati. Particolare cura, evidenzia Rezza, "va posta sulle attivita' extrascolastiche" che si rimettono in moto.
"La preparazione pero' alla riapertura delle scuole mi sembra piuttosto accurata. È chiaro che quando si riaprono le scuole non si teme tanto la trasmissione all'interno dell'ambiente scolastico quanto il fatto che si rimette in moto tutta una serie di attivita' e di persone". Non sembra essere sulla stessa linea il governatore della Campania, De Luca che oggi ha richiamato alla gradualita', prima verifichiamo dati", ha detto.
"Il ritorno nelle aule scolastiche a metà agosto - spiega pero' l'Ecdc - è coinciso con un generale rilassamento delle altre misure restrittive in molti paesi, e non appare quindi essere stato un motore di contagio nella seconda ondata di casi osservata in molti Stati europei ad ottobre. Nel documento, che non considera l'impatto della variante inglese, di cui al momento non si hanno dati disponibili, si spiega che la chiusura delle scuole può contribuire ad una riduzione dei contagi da SarsCov2, ma da sola non basta a prevenire la trasmissione in comunità in assenza di altri interventi per limitare i raduni di massa.
La chiusura delle scuole, come misura per limitare i contagi da SarsCov2, conclude l'Ecdc, deve essere usata come ultima risorsa e per un tempo limitato, dato che l'impatto negativo a livello di salute fisica, mentale ed educativa, oltre che economica, supera i benefici". I dati di sorveglianza indicano che tra 1 e 18 anni, i bambini ammalatisi di Covid-19 hanno avuto un tasso più basso di ricoveri, di complicazioni gravi durante il ricovero e di morte rispetto a tutti gli altri gruppi d'età. I bambini di tutte le età sono suscettibili e possono trasmettere il coronavirus, anche se i più piccoli appaiono meno suscettibili all'infezione, e quando contagiati, portano meno spesso a contagi in casa rispetto ai bambini più grandi e agli adulti. Studi condotti in Germania e Italia suggeriscono che se un bambino è contagiato da un adulto, è più probabile che ciò sia avvenuto a casa che a scuola.
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