I piani per il rientro degli studenti nelle classi, dal prossimo 7 dicembre, in molte Province sono già pronti, i ragazzi entreranno dalle 8 alle 10, alcune stanno anche pensando di modificare l'orario di ingresso negli uffici pubblici. Il ministero dell'Istruzione vuole riportare i ragazzi in classe dopo la Befana, e scongiurare le voci secondo le quali sarebbero possibili modifiche al Dpcm del 3 dicembre nel quale si stabilisce che le scuole, tutte, riapriranno in presenza dal 7 di gennaio. La ministra Lucia Azzolina lo ha ribadito anche oggi: "Abbiamo un dovere come paese, riaprire le scuole superiori. Più saremo responsabili e cauti durante le vacanze, più quell'obiettivo sarà realizzabile".
A darle man forte è il presidente del Comitato tecnico scientifico, "il 7 gennaio dobbiamo riaprire", ha detto oggi, aggiungendo di sperare "fortemente che i tavoli prefettizi trovino le soluzioni. L'idea che la dad possa sostituire la presenza è una idea rimasta nella testa di qualcuno che ha tutto l'interesse a dire che la didattica a distanza va bene". E anche per il Commissario all'emergenza Domenico Arcuri "se passeremo un Natale buono (rispettando le restrizioni, ndr) penso che scongiureremo che la recrudescenza dei contagi metta in discussione la riapertura della scuola" il 7 gennaio. Tuttavia proprio oggi il presidente della Commissione Istruzione del Senato, Riccardo Nencini, ha scritto alla ministra Azzolina per evidenziarle che nutre "una forte preoccupazione per i ritardi che si stanno accumulando, tali da compromettere il raggiungimento dell'obiettivo previsto.
Genera perplessità il fatto che i tavoli coordinati dai prefetti, in particolare per organizzare il sistema trasporti, salvo che in poche realtà locali, non siano stati ancora convocati oppure si confrontino ancora su incerti dati statistici. Eppure non c'è più molto tempo". In Piemonte per esempio il tavolo prefettizio, a quanto si apprende, sarebbe stato rinviato a lunedì prossimo dopo gli esiti del confronto Regioni-Governo di queste ore, e per avere un quadro di riferimento più chiaro. "Per riaprire le scuole, la ministra dell'Istruzione o il presidente Consiglio non devono scrivere letterine a Babbo Natale ma mantenere la decisione presa con Dpcm del 3 di dicembre nella quale si stabilisce che le scuole, tutte, riapriranno in presenza dal 7 di gennaio", ha affermato Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera E tra i governatori c'è chi, come il campano Vincenzo De Luca nutre scetticismo sulla possibilità che si tornerà in classe. "Se riprenderà l'anno scolastico come si prevede, cosa per la quale io ho i miei dubbi, lo decideremo a inizio gennaio", ha detto oggi. Gli studenti invece proseguono le loro mobilitazioni: oggi, da vari quartieri di Roma, sono convogliati a Termini "per richiedere al governo un piano di investimenti coraggiosi sulla mobilità pubblica in vista del rientro nelle classi".
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