Fiat-Chrysler sceglie Wall Street per la quotazione del nuovo gruppo post-fusione, dove punta a debuttare entro il primo ottobre ma non lascia Piazza Affari, dove il titolo Fiat verrà ritirato dal listino per fare posto, in un secondo tempo, alle nuove azioni di Fca. E' lo scenario proposto dal Cda di Fiat per il dopo fusione con Chrysler. Il piano riserva agli azionisti del Lingotto ''un'azione di Fca di nuova emissione per ogni azione Fiat posseduta'' e le azioni poi ''saranno quotate al Nyse, con un'ulteriore quotazione sull'Mta di Milano''. Un termine, quello di 'ulteriore quotazione', che secondo un responsabile di sala operativa non dà adito a dubbi: si tratta - secondo l'operatore - di una quotazione secondaria e la prova starebbe nel fatto che la nota ufficiale di Fiat definisce la ''quotazione al Nyse'', come una delle condizioni determinanti per il completamento della fusione, mentre non fa altrettanto per l'approdo sull'Mta di Milano che ''avverrà dopo l'inizio della quotazione al Nyse''.
Comunque "Speriamo di arrivare alla quotazione a New York entro il primo ottobre, stiamo lavorando", ha detto l'ad Sergio Marchionne durante la conference call.
Il percorso è diverso da quello compiuto a suo tempo da Fiat Industrial e Cnh, sfociato nella quotazione lo scorso 30 settembre sia in Piazza Affari che a Wall Street. In quel caso si era trattato di una quotazione è paritetica - spiega un operatore - sul modello di Stm, quotata a Milano, Parigi e New York, oppure di Luxottica, presente sia a Milano che a New York.
Cnh - ricordano nella sala operativa - ha debuttato lo stesso giorno sia a Milano che a Wall Street, mentre Fca sarà quotata prima solo a New York e in un secondo tempo anche in Piazza Affari.
Il piano di Sergio Marchionne prevede poi la distribuzione di ''azioni speciali con diritto di voto'' riservate agli azionisti di Fca che ''avranno detenuto le loro azioni ordinarie per 3 anni'', ma che vengono azzerate in caso di vendita dei titoli.
158 stabilimenti, 16 brand
Il nuovo gruppo nato dall'unione della casa torinese e di quella di Detroit si chiamerà Fiat Chrysler Automobiles (Fca l'acronimo contenuto nel nuovo logo).
Avrà sede legale in Olanda, residenza a fini fiscali in Gran Bretagna e sarà quotata a New York, oltre che a Milano, entro la fine dell'anno.
Il nuovo gruppo si colloca al settimo posto nella top ten dei costruttori d'auto nel mondo con 4,4 milioni di vetture vendute.
Ha un giro d'affari 2012 di 84 miliardi di euro, un utile della gestione ordinaria di circa 3,8 miliardi di euro e destina quasi 3,3 miliardi alle attività di ricerca e sviluppo. Realizza il 54% dei ricavi nell'area Nafta (Usa, Canada e Messico), il 14% in America Latina, il 9% in Italia, il 15% in Europa (esclusa Italia) e l'8% nel resto del mondo.
Il gruppo, che opera anche nel settore dei componenti con Magneti Marelli e Teksid e nel comparto dei sistemi di produzione con Comau, conta 158 stabilimenti: 48 nel Nord America, Canada e Messico, 19 in America Latina, 44 in Italia, 33 in Europa (esclusa Italia) e 14 nel resto del mondo. I dipendenti sono 215.000, il 34% nell'area Nafta, il 29% in Italia, il 22% in America Latina. il 12% in Europa, il 3% nel resto del mondo. Sono 77 i centri di ricerca, la maggior parte (37) in Italia), seguita da Nafta (16), Europa (15), America Latina (5) e resto del mondo (4). I brand sono 16: i marchi generalisti Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Abarth e Fiat Professional, quelli Ferrari e Maserati per le automobili di lusso e sportive. La gamma prodotti include vetture dei marchi Chrysler, Jeep, Dodge, Ram, Street and Racing Technology e i servizi aftersales di Mopar. Ci sono poi i marchi del business dei Componenti e dei Sistemi di Produzione: Magneti Marelli, Teksid e Comau.
Il gruppo ha accordi commerciali con 140 Paesi, dalla Turchia alla Serbia all'Ungheria, dalla Cina all'india al Giappone. Tra i partner ci sono la Tata in India, la Gac in Cina, la Mazda con cui il gruppo ha un accordo per lo sviluppo e la produzione della nuova Alfa Romeo Spider in Giappone, la Psa per i veicoli commerciali.
Fca verso fusione e Borsa. Tappe 'scalata' 5 anni. Dal fallimento pilotato all'acquisizione completa di Chrysler
E' nell'arco di tempo che va da giugno 2009 a al 21 gennaio 2014 che Sergio Marchionne completa la conquista del 100% di Chrysler. Oggi l'annuncio della struttura del gruppo: la nuova holding si chiama Fiat Chrysler Automobiles (Fca), con sede legale in Olanda e sede fiscale in Gran Bretagna. Prossime tappe fusione e quotazione, entro l'anno, a New York e Milano.
- 20 GENNAIO 2009. Fiat e Chrysler firmano l'accordo preliminare: il Lingotto s'impegna a rilevare il 35% di Chrysler, controllata da Daimler (19,9%) e da Cerberus capital management. - VIA ALLA BANCAROTTA. Fiat firma l'accordo con il sindacato canadese Caw e con Uaw per ridurre il costo del lavoro. Il presidente Barack Obama annuncia l'accordo e spiega che Chrysler farà ricorso a una bancarotta 'chirurgica'.
- GIUGNO 2009. Fiat e Chrysler ufficializzano l'intesa.
Marchionne diventa ad. A fine anno il primo piano industriale dell'era Marchionne: prevede il lancio di 16 nuovi modelli. - PRIMAVERA 2010, PRIMI DATI POSITIVI CHRYSLER. Il primo trimestre 2010 si chiude con un utile operativo di circa 143 milioni di dollari (le perdite ammontavano a 197 milioni di dollari). Marchionne annuncia il lancio della Jeep Grand Cherokee, simbolo della rinascita di Chrylser (prima vettura firmata da Fiat).
- GENNAIO 2011: FIAT AL 25%. Fiat sale dal 20 al 25% in Chrylser, bonus per aver raggiunto obiettivi di innovazione tecnologica.
- APRILE 2011: FIAT SI RAFFORZA. Nella primavera del 2011, Fiat rafforza la presenza nell'azienda Usa e il 12 aprile acquista un altro 5% come bonus per aver raggiunto gli obiettivi di innovazione tecnologica e poi ancora il 16%. Restituisce i prestiti di 7,6 miliardi di dollari ai governi di Usa e Canada.
- RAGGIUNTI OBIETTIVI ACCORDO. Chrysler raggiunge altri obiettivi previsti. Il 21 luglio 2011 Fiat sale al 53,5% acquisendo l'1,5% dal Canada e il 6% dal Tesoro americano.
- GENNAIO 2012: IL LINGOTTO AL 58,5%. A inizio 2012, Fiat sale al 58,5% grazie al raggiungimento del terzo obiettivo (un'auto su piattaforma Fiat con consumi pari ad almeno 40 miglia per gallone e produzione in Usa).
- GENNAIO 2014: FINE DELL'OPERAZIONE. Il primo gennaio 2014 Fiat acquista il 41,5% della quota detenuta dal fondo Veba. Il closing è del 21 gennaio. Oggi 29 gennaio l'annuncio della nuova struttura del gruppo.
- 2014. Entro l'anno sarà completata la fusione e il titolo sarà quotato a New York e a Milano.
Dopo 115 anni da Fiat a Fca, addio a sede Torino. L'11 luglio 1899 atto nascita, poi 5 traslochi sempre in città
Dopo 115 anni Fiat (Fabbrica Italiana Automobili Torino) cambia il nome e diventa Fca, acronimo di Fiat Chrysler Automobiles. La nuova società trasloca all'estero e lascia Torino, città dove l'11 luglio 1899, in una sala del palazzo residenziale dei Bricherasio, viene firmato da un gruppo di nobili e borghesi, appassionati di automobili, l'atto di nascita della società. Quando il documento viene redatto la società si chiama Fia, la T viene aggiunta qualche mese dopo, per il legame con Torino o forse su suggerimento di un socio a cui piaceva l'analogia con il fiat latino (sia fatto). La sede in questi 115 anni è cambiata più volte, ma è sempre rimasta dentro le mura di Torino. La prima, provvisoria, stabilita presso l'Ufficio dell'Ingegner Marchesi, in corso Re Umberto 11, poco dopo la fondazione della società. Poi la prima vera sede nella Palazzina Liberty di corso Dante, non lontano dal Po. Dal 1923 al 1939 il quartiere generale dell'azienda si sposta al Lingotto e, negli anni successivi fino al 1953, a Mirafiori. Quindi, per 43 anni nella mitica palazzina di corso Marconi: nell'ufficio all'ottavo piano Gianni Agnelli regnò per trent'anni da presidente della Fiat. Qui vennero prese decisioni su strategie aziendali, acquisizioni, vendite, bilanci, ricapitalizzazioni, matrimoni e divorzi societari. Poi nel settembre del '97 la sede ritorna al Lingotto, edificio ristrutturato dall'architetto Renzo Piano. Già quel cambiamento comportò una piccola rivoluzione anche sul piano linguistico perchè fino allora 'corso Marconi' era sinonimo di Fiat, così come fino ad oggi lo è 'il Lingotto'. Niente a che vedere con il trasloco di oggi all'estero. Un passaggio cruciale che suggella l'integrazione con la casa di Detroit, ma anche la fine di un lungo capitolo della storia del più grande gruppo industriale italiano. La sede legale, quella che compare nei documenti della società e nei biglietti da visita, non sarà più in via Nizza 250, dove si trova il Lingotto, ma in una strada olandese. Soprattutto non ci sarà più, per la prima volta, Torino.
Nasce Fiat Chrysler Automobiles (Fca), sedi Olanda e Gb. Quotata a New York e Milano. No dividendi, titolo giù
Dopo oltre un secolo Fiat cambia nome e lascia Torino. La nuova holding che controlla la casa di Torino e quella di Detroit, si chiamerà Fiat Chrysler Automobiles, avrà un nuovo logo con l'acronimo Fca, la sede legale sarà in Olanda, la residenza fiscale in Gran Bretagna. La società sarà quotata a New York, forse già entro il primo ottobre e a Milano. Il consiglio di amministrazione alza il velo sul nuovo gruppo e vara una riorganizzazione che "non avrà alcun impatto sull'occupazione", in attesa del piano industriale che sarà presentato a maggio negli Usa. "La nascita di Fiat Chrysler Automobiles segna l'inizio di un nuovo capitolo della nostra storia", commenta il presidente John Elkann. "Il giorno più importante della mia carriera", afferma l'amministratore delegato Sergio Marchionne, che ribadisce l'intenzione di restare per altri tre anni e di scegliere il successore all'interno del gruppo. Per il premier Enrico Letta, che già ieri aveva incontrato i vertici Fiat, "la sede legale è una questione secondaria, contano i posti di lavoro, il numero di auto vendute, la competitività e la globalità". La Fiom parla, invece, di "disimpegno sull'Italia" e la leader della Cgil, Susanna Camusso, esprime preoccupazione per la scelta di pagare le tasse in Gran Bretagna. Un punto questo che aveva già suscitato polemiche per l'analoga scelta di Cnh Industrial ma come in quel caso la Fiat spiega che "non ci saranno effetti sull'imposizione fiscale cui continueranno ad essere soggette le società del gruppo nei vari Paesi in cui svolgeranno le loro attività". Per quanto riguarda invece lo spostamento della sede legale in Olanda la decisione è dovuta alla possibilità di adottare un sistema che assegna diritti di voto doppi ai soci stabili, agevolando il mantenimento del controllo da parte di Exor,holding della famiglia Agnelli che ha circa il 30% di Fiat.
Ai segretari generali della Cisl, Raffaele Bonanni, della Uil, Luigi Angeletti e della Ugl, Giovanni Centrella, e dei sindacati metalmeccanici, che vede in serata al Lingotto, Marchionne assicura che gli impegni in Italia saranno mantenuti, ma non dà le attese indicazioni su Cassino e Mirafiori.
Il cda approva anche i conti dell'esercizio 2013, chiuso con un utile netto di 1,9 miliardi di euro, un utile di gestione a 3,4 miliardi contro i 3,8 del 2012 e i 3,6 previsti dagli analisti, mentre il fatturato cresce da 84 a 86,6 miliardi.
L'indebitamento è pari a 6,6 miliardi, ma è destinato a salire fra 9,8 e 10,3 miliardi a fine 2014 per l'acquisizione del 41,5% di Chrysler dal fondo Veba. Per conservare la liquidità agli azionisti non sarà distribuito dividendo, una decisione che con i dati al di sotto delle attese fa perdere al titolo, sospeso per eccesso di volatilità e poi rientrato alle contrattazioni, il 4,11% a 7,23 euro. E' Chrysler, che vara un'operazione di rifinanziamento per 4,7 miliardi di dollari per rimborsare integralmente il prestito obbligazionario non convertibile emesso a favore del Veba trust il 10 giugno 2009, a registrare anche nel 2013 la maggior parte dei profitti: oltre 3 miliardi di utile della gestione ordinaria e ricavi in crescita del 10% a 72 miliardi di dollari.
Diminuiscono le perdite del gruppo in Europa (da 737 a 520 milioni), cala l'utile operativo in America Latina. Positivi i riscontri per la strategia premium del gruppo: Maserati in Particolare consegna 15.400 vetture (+148%) e chiude con ricavi pari a 1,65 miliardi, più che raddoppiati. A Torino, dove la Fiat ha sempre avuto sede nei suoi 115 anni di vita, le decisioni assunte dal cda suscitano preoccupazione senza un eccessivo allarme. "Adesso mi auguro che il bravo capitano sia anche coraggioso, e faccia subito ripartire Mirafiori", afferma il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, mentre per il sindaco di Torino, Piero Fassino, "l a sede fiscale a Londra o la sede legale in Olanda non corrispondono ad alcun investimento produttivo del gruppo in quei Paesi. Quel che conta è che siano confermate le scelte di investimento e, in particolare, che Torino e l'Italia continuino a essere l'headquarter europeo del gruppo". Anche per l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, "l'importante è che a Torino rimangano i centri di progettazione e ricerca che hanno maturato, in oltre un secolo, una cultura dell'automotive di livello mondiale".
Marchionne a sindacati, confermiamo impegni Italia.
Fiat Chrysler Automobiles manterrà gli impegni per l'Italia e non ci saranno impatti sull'occupazione, in particolare degli impiegati dei centri direzionali del gruppo in Italia. Ribadisce la volontà di andare avanti l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, nell'incontro con i sindacati al Lingotto, al termine di una lunga e intensa giornata. Non ci sono però anticipazioni sull'investimento a Cassino, dove la cassa integrazione ordinaria scade a fine febbraio nè indicazioni su Mirafiori e neppure rassicurazioni sul non facile rinnovo del contratto del gruppo. Date dei futuri investimenti e nuovi modelli si conosceranno con il piano triennale che all'inizio di maggio verrà presentato alla comunità finanziaria negli Usa.
"Gli investimenti negli stabilimenti italiani sono confermati e le produzioni saranno finalizzate in particolare all'export.
Produrre in Italia per vendere al mondo è la migliore garanzia per la stabilità dell'occupazione in Italia. Il cambio di sede non ci preoccupa e non influisce sull'occupazione in Italia", afferma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. "Non c'è alcun trasferimento all'estero. A noi non interessano la sede legale e quella fiscale, ma le progettazioni e queste resteranno in Italia", osserva il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, mentre per il numero uno della Ugl, Giovanni Centrella, "la cosa più importante non è dove sarà la testa della nuova Fca, ma dove staranno braccia e gambe, ovvero investimenti e produzioni che possano garantire l'occupazione".
"Una giornata importante - sottolinea il numero uno della Fismic, Roberto Di Maulo - per la conferma degli investimenti e le garanzie sull'occupazione in particolare degli impiegati dei centri direzionali del gruppo in Italia. Il trasferimento della sede non ha ripercussioni negative, mentre la sinergia sempre più forte con Chrysler aiuterà l'occupazione". Per Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim, "c'è la conferma del piano per l'Alfa Romeo che al centro Cassino".
Vanno, invece, all'attacco Fiom e Cgil, che non partecipano all'incontro. "Fiat fa un altro importante passo verso il disimpegno nei confronti dell'Italia", afferma il coordinatore nazionale per la Fiom Cgil del gruppo Fiat, Michele De Palma, mentre la leader della Cgil, Susanna Camusso, critica la decisione di pagare le tasse all'estero. "Nonostante il clima di aspettativa, che come sempre viene ad arte creata, purtroppo oggi - sottolinea il segretario generale della Fiom torinese, Federico Bellono - non è successo nulla che non si sapesse già: la Fiat non è più un'azienda italiana e per quanto riguarda gli investimenti nelle fabbriche italiane è tutto rinviato".
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.