Chi la conosce sa tutto di lei.
Per esempio che ha trovato
Stefano Sertoli, uno di sinistra, e gli ha fatto fare il sindaco. Ma anche che è una grande amica dell’assessore
Michele Cafarelli e del vicesindaco
Elisabetta Piccoli molto attiva sui social dove riesce a esprimersi al meglio, passando da un approfondimento sull’economia e sulla finanza, all’elogio della verdura appena raccolta nel suo orticello e finendo con una corsetta in tuta da ginnastica, a piedi o in bici qua e là. Una, insomma, che sa il fatto suo. Per gli altri è la donna di “Ico-Valley”. Una “visionaria” capace di mettere intorno ad un tavolo i big dell’industria italiana, le Università e le Istituzioni. Bravura? Amicizie consolidate? Fortuna? Parliamo dell'eporediese
Virginia Tiraboschi, 55 anni. La sua storia, fatta anche di amicizie, è lei stessa a raccontarla in più di una intervista.
Nasce a Ivrea. Voleva fare il liceo linguistico ma siccome a Ivrea non c’era si trasferisce a Torino. Il tempo passa. Sogna di fare la hostess sulle navi da crociera. Si sveglia e, come per magia, eccola lì, dopo essersi iscritta al primo anno di università alla facoltà di “Economia e commercio”, pronta ad imbarcarsi per lavorare sull’ammiraglia di Costa Crociere. A darle un ultimatum ci pensa la mamma. Della serie: o dai gli esami o sbarchi.
Poco male. All’università scopre la sua passione per la politica che lascia lì per un po’, almeno fino al 2018 quando Forza Italia la candida e lei si aggiudica un posto al Senato della Repubblica.
Dopo l’Università, però, c’è l’Africa. Ci sta nove mesi. Al ritorno viene assunta dal Comune di Ivrea come funzionario dell’area Economico, Fiscale e Gestionale. Non gli piace granché e lo dice spassionatamente. Si salva (e anche questo lo dice lei) grazie ad un articolo che scrive per Il Sole 24 Ore sul “recupero Ici delle Aree Edificabili”. Lo lessero molti addetti ai lavori e anche l’ex Vicesindaco di Torino, Carpanini. E fu proprio quest’ultimo (dice sempre lei) a volerla con lui.
Tiraboschi accetta, nonostante le condizioni contrattuali non prevedessero un’assunzione a tempo indeterminato. Poco male. A Torino, infatti, in men che non si dica vince un concorso e passa dall’area fiscale alla Promozione Turistica, Appalti, Acquisti ed Ict. Nel 2010 entra in Regione come direttore generale Cultura, Turismo, Sport, fino al 2014.
Le cronache di quel tempo non le sono molto vicine, complici le sue poco valutate esternazioni. La prima in cui rivendica di aver fatto la campagna elettorale a
Michele Coppola, la seconda in cui sostiene che le attività culturali siano da sostenere solo sulla base del successo di pubblico, indipendentemente dalla qualità delle stesse.
S’aggiunge circa un anno dopo l’annuncio a giornali unificati che negli organici dei settori di cui era responsabile ci sarebbe stato un esubero di 90 dipendenti. Immaginatevi la reazione della politica e dei sindacati. Peraltro a quei tempi l’assessore allo sport era
Alberto Cirio, cioè l’attuale governatore regionale.
Morale? Nel 2014, stanca e delusa lascia tutto. Riparte da zero. O meglio lascia il pubblico per il privato. E da chi si fa sedurre Tiraboschi?
Da
Pier Domenico Gallo patron della San Maurizio Spa e proprietario del Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo (Cn). Ex banchiere, braccio destro di
Giovanni Bazoli nella nascita del Nuovo Banco Ambrosiano (oggi Banca Intesa) che ha amministrato dal 1987 al 1992.
Per inciso
Gallo ha anche pubblicato un libro proprio sulla crisi del Banco Ambrosiano, su Calvi, sugli intrecci che condussero al crack e su come lo rilanciò da protagonista nell’economia italiana. Passò poi a Meliorbanca con la carica di presidente, una merchant bank per la quale è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aggiotaggio e poi assolto. Di recente
Gallo è però finito, insieme ad altri 9, tra gli indagati per una serie di fallimenti e un buco di 60 milioni di euro del Gruppo Scanu in Sardegna. Altra cosa su Gallo
è una commissione parlamentare di inchiesta, riguardante una serie di aiuti finanziari della filiale di Atalanta (Usa) del Banco Ambrosiano all’Irak di Saddam Hussein, ai tempi della guerra con l’Iran, in cui si fa il suo nome come autore di una “relazione”. Tornando a Tiraboschi, che per la cronaca è residente a Lugano in Svizzera, non si può non notare l’effervescenza. Dal 2014
in avanti ha messo in piedi una serie di attività oltrechè a Lugano anche a Monaco e in Lussemburgo.
Nel 2018 era titolare del 100 per cento delle quote della FRANVI con sede in Lussemburgo, ma anche amministratore e liquidatore della Trouffle Gourmet srl e della San Maurizio Gourmet, quindi amministratore unico della Tenuta San Maurizio Srl, consigliere della Fondazione Gallo, Amministratore unico della San Maurizio 1619 Ragusa srl, della San Maurizio 1619 Luxembourg e consigliere della società Agricola Villa Catene. E sono talmente tanti gli incarichi che a leggerli sulla sua dichiarazione dei redditi, pubblicata sul sito del Senato abbiamo fatto una discreta fatica a ricapitolarli. Nessuna fatica, invece, a leggere, nella storia degli ultimi anni la grande amicizia con
Pier Domenico Gallo a cui tutto sommato deve gran parte delle sue fortune.