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GENOVA. Così l'Italia entra nel gotha del supertraffico

GENOVA. Così l'Italia entra nel gotha del supertraffico

ROBERTO CINGOLANI DIRETTORE SCIENTIFICO IIT

Leonardo installerà uno dei supercomputer più potenti del mondo a Genova, nel primo dei laboratori della rete dei Leonardo Labs, promossa dal colosso dell'industria tecnologica italiana e presentata oggi proprio nel capoluogo ligure. Sarà situato nella torre di sedici piani di Leonardo costruita nel 2006 e che fino al 2015 ospitava la ex Selex del gruppo in zona Fiumara. E sarà operativo già entro fine 2020, ha spiegato Roberto Cingolani, chief technology and innovation officer del gruppo. L'Italia "deve entrare nel club del supercalcolo mondiale, avendo almeno l'1% della potenza di calcolo mondiale - ha spiegato Cingolani -. In Italia in questi anni c'è stata una crescita, mi farebbe piacere che quest'ulteriore investimento contribuisca a portare in alto la nostra potenza di calcolo. Sono incrementi importanti", ha sottolineato. "Vedo comunque di buon occhio che l'Italia si potenzi". Quello che verrà realizzato da Leonardo "in soldoni avrà una grandissima potenza di calcolo e un grandissimo storage che si potrà analizzare". Per il supercalcolatore Leonardo si parla di un certo "range sia da un punto di vista della potenza di calcolo, che dal punto di vista dello 'storage', che della architettura", ha spiegato Cingolani: "La macchina deve avere 10-20 peta byte per iniziare", nell'ordine di grandezza cioè dei miliardi di miliardi di byte. "Sono numeri per addetti ai lavori - ha chiarito -, il punto è che è una macchina molto molto 'grossa'". "Dal punto di vista del calcolo normalmente si usano i flop", le operazioni al secondo: "Questa deve essere una macchina che fa tanti 'peta flop'. Ormai il trend a livello mondiale è fare macchine exaflop (da trilioni di operazioni al secondo, ndr), che non sono ancora raggiunte. Se uno fa decine di peta flop comincia ad entrare nel novero dei grandi". Più in generale, ha raccontato l'ex direttore scientifico dell'Iit, da settembre a capo dell'innovazione in Leonardo, "il digitale va considerato una nuova lingua e ora stiamo traducendo tutto lo scibile nella nuova lingua". 150 Paesi al mondo si dividono il 14% della potenza di calcolo mondiale, gli Stati Uniti da soli hanno il 46%, ha ricordato Cingolani. "Vedendo i dati sulla top 500 dei computer mondiali fa impressione vedere che paesi come la Corea del Sud, India hanno il 2% della potenza di calcolo mondiale e non sono paesi avanzatissimi come l'Italia, ci meriteremmo di più: mi farebbe piacere che questo ulteriore investimento contribuisca a portare in alto la nostra potenza di calcolo".
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