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01 Febbraio 2016 - 11:24
Pioggia
Non solo disagi per la circolazione da Milano a Napoli, l'inverno bollente senza pioggia rischia di presentare un conto salato da oltre un miliardo sulle tavole nel 2016 per l'effetto della siccità che colpisce il Made in Italy agroalimentare. E' quanto stima Coldiretti. Gli agricoltori italiani, sottolinea Coldiretti, temono che si ripeta in disastro del 2007 quando ad un inverno particolarmente siccitoso ha fatto seguito un pesante crollo dei raccolti. Ad essere colpita è l'intera Penisola anche se la situazione più grave si registra dal Piemonte alla Lombardia, dall'Emilia al Veneto per il bacino idrico del fiume Po, dove si realizza il 35% della produzione agricola nazionale che è fortemente dipendente dalla disponibilità di acqua. Se gli ortaggi invernali sono già in sofferenza, a preoccupare tra l'altro sono le prossime semine di mais e soia necessarie per l'alimentazione degli animali che producono latte per Grana e Parmigiano, ma anche la ripresa vegetativa delle piante da frutta che senza acqua rischiano di perdere i fiori e di non fare frutti. E' questo il risultato, rileva Coldiretti, ''di un mese di gennaio caldo e secco con il 60% di pioggia in meno della media, dopo un dicembre che si è classificato come il meno piovoso da 215 anni con ben il 91% di precipitazioni in meno rispetto la media in un anno, il 2015, che è stato il più caldo di sempre con 1,42 gradi in più della media''. La situazione, inoltre, è grave anche nei laghi che a fine gennaio si trovano prossimi ai minimi storici del periodo con il lago Maggiore che è al 17% della sua capacità ed il lago di Como che è addirittura sceso al 12%, mentre quello di Garda al 33%. Secondo la Coldiretti bisogna intervenire subito, portando acqua ai laghi e alzando il deflusso minimo vitale per evitare rischi di desertificazione del territorio con gravi ricadute sull'economia agricola e sull'equilibrio ambientale. Ed è necessario, conclude l'associazione, ''sviluppare ogni iniziativa atta all'accelerazione dell'attuazione del Piano di Sviluppo Rurale, in particolare per il riavvio del Piano Irriguo Nazionale''.
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