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ROMA. Zika: rischi focolai zanzara tigre, costa 150mln anno

Costa già 150 milioni l'anno la disinfestazione contro le zanzare, messa in campo delle amministrazioni pubbliche, ai quali si aggiungono quanto speso da privati e condomini. Per ogni cittadino vengono riversate nell'ambiente 3 chilogrammi di sostanze ma si calcola che solo una quantità piccolissima, lo 0,1% riesca a raggiungere l'obiettivo. La zanzara tigre, la Aedes albopictus, comparsa in Italia nel 1990, con l'epidemia del virus Zika nelle America, diventa sempre di più ''una sorvegliata speciale'', considerato che potrebbe diventare il veicolo per la formazione di focolai anche nel nostro paese, avvertono gli infettivologi. E proprio il nostro paese e' quello che l'insetto predilige in Europa.

Un rapporto dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la prevenzione e la ricerca nell'ambiente, mette pero' in guardia da un eccesso di trattamenti di disinfestazione che potrebbero diventare a loro volta pericolosi per le contaminazioni chimiche ambientali ma anche per la distruzione negli habitat dei predatori naturali. Per combattere le zanzare, amministrazioni pubbliche, aziende private e singoli cittadini svolgono ripetuti interventi antiparassitari, riversando ingenti quantitativi di pesticidi nell'ambiente.

La diffusione di grandi quantitativi di sostanze chimiche di sintesi e la contaminazione degli ecosistemi ha ridotto drasticamente i naturali predatori delle zanzare (pipistrelli, uccelli insettivori, libellule, gechi) col paradossale risultato di una sempre maggiore presenza di zanzare e altri fastidiosi parassiti, emerge dallo studio di professori e ricercatori delle Università di Parma, Padova, Firenze e Roma (Sapienza) e dell'ISDE (International Society of Doctors for the Environment, Società Internazionale dei Medici per l'Ambiente), che hanno prodotto una pubblicazione unitaria sugli insetticidi utilizzati contro le zanzare. La Aedes albopictus e' ormai presente in tutto il Paese e l'Italia e' quello più colpito in Europa. ''La zanzara tigre e' dello stesso genere Aedes che in Brasile sta veicolando Zika - ha spiegato Pietro Genovese dell'Ispra, coordinatore di un gruppo internazione di ricerca - ed esiste quindi un forte rischio che possa essere fattore di trasmissione. Del resto e' portatrice già di 20 agenti virali fra i quali la dengue e la chikungunya''. E se da un lato gli interventi di disinfestazione sono necessari e hanno permesso di debellare ad esempio la malaria anche in Italia, osserva, ''e' necessario fare grande attenzione e lavorare anche sulla prevenzione''. Un nuovo regolamento europeo detta infatti le norme per cercare di contenere proprio l'arrivo non desiderato di specie 'aliene' che possono compromettere l'equilibrio dell'ambiente.

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