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ROMA. Antimafia: uno "screening" sugli impresentabili

ROMA. Antimafia: uno  "screening" sugli impresentabili

Rosy Bindi

Fino ad oggi c'era anche la sorella di un killer della malavita foggiana, Vincenzo Cenicola, 30 anni, condannato per un omicidio, tra i candidati al consiglio regionale in Puglia. C'era, perché oggi Carmela Cenicola, 42 anni, dietro alle pressioni di Sel ha ritirato la propria candidatura. Sempre oggi è stato chiesto il rinvio a giudizio del presidente del Consiglio regionale della Campania, Pietro Foglia, candidato Ncd alle prossime elezioni, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Napoli su presunte irregolarità nell'erogazione di rimborsi ai rappresentanti dell'assemblea regionale campana. La Campania è anche la Regione in cui il candidato del Pd Vincenzo De Luca, oltre a rischiare di essere sospeso, se eletto, in conseguenza della legge Severino, è sostenuto "da un potpourri di impresentabili, trasformisti, opportunisti", come hanno detto alcuni esponenti del Pd. Ma il tema "impresentabili" non riguarda solo la Campania: un avviso di garanzia per il mancato allerta per l'alluvione del 9 ottobre scorso pesa su Raffaella Paita, candidato del Pd alla presidenza della Regione Liguria. Alle primarie che la videro prevalere sul diretto concorrente Sergio Cofferati, ex numero uno della Cgil ed ex sindaco di Bologna, questi la accusò di aver ricevuto voti anche da destra e di brogli. Sempre in Liguria, oggi, Daniele Comandini, candidato M5S al consiglio regionale, si è ritirato dalla competizione elettorale dopo le polemiche per la sua amicizia con il figlio di un presunto boss mafioso. Proprio per tentare di porre un freno a tutte queste imbarazzanti condotte la Commissione parlamentare Antimafia, nell'ultimo ufficio di presidenza, ha deciso di vagliare le candidature per le regionali, specialmente quelle nelle Regioni sotto la lente d'osservazione, per "fare, per la prima volta, una fotografia preventiva dei candidati alle elezioni e metterla a disposizione degli elettori", come ha spiegato il vicepresidente della Commissione, Claudio Fava, che ha proposto l'iniziativa. "Rientra nei compiti che si è data la Commissione Antimafia nella legge istitutiva - spiega Fava - in più abbiamo approvato un Codice di autoregolamentazione all'unanimità in cui i partiti si impegnano ad alzare la soglia di tolleranza: noi abbiamo infatti ritenuto di proporre un impegno più virtuoso di quello previsto dalla Legge Severino, escludendo dalle candidature anche coloro che sono stati rinviati a giudizio e non solo i condannati e di prevedere che non solo ci si impegni a non candidarli ma anche a non sostenere candidature in liste collegate". "La politica dovrebbe arrivare prima della magistratura a selezionare la propria classe dirigente", ha osservato la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi. Dal Pd arriva il plauso all'iniziativa, dai senatori Vaccari e Albano e al deputato Mattiello "la qualità dello Stato non viene minata soltanto dalle condotte che costituiscono reati, ma anche da quelle condotte che alimentano la diffidenza dei cittadini". Ma anche all'interno del partito, c'è chi storce il naso: la senatrice Rosaria Capacchione fa notare che "bisognava farlo un pò prima". Ancora più duro il Cinque Stelle Mario Giarrusso, secondo il quale "è una buffonata, tanto più perché fatta a 10 giorni dalle elezioni". Parla di un "utile approfondimento anche sulla qualità "giudiziaria e morale" del candidato", il deputato An-Fdi Marcello Taglialatela, che cita il caso di un consigliere regionale uscente, condannato in primo grado a 4 anni e tre mesi per abusi sessuali, ora ricandidato con De Luca. Intanto oggi il premier Matteo Renzi ha ribadito che "il Pd non ha candidati impresentabili alle regionali, anche in Campania. Ci sono alcune liste con candidati impresentabili, che avrei francamente evitato di mettere. Ma sul Pd sono pronto alla prova del nove e allo scanner".  

Codice etico,con rinvio a giudizio niente candidatura

  Impegnare partiti e movimenti politici affinchè non vengano candidati soggetti coinvolti in reati di criminalità organizzata, contro la pubblica amministrazione, di estorsione ed usura, di traffico di stupefacenti, di traffico illecito di rifiuti e di altre gravi condotte. Il Codice etico approvato all'unanimità dalla Commissione Antimafia nel settembre del 2014, vedrà proprio con il prossimo election day del 31 maggio la prima, concreta applicazione. Auspicio dichiarato della Commissione che lo ha varato era di trasformare questo Codice in un disegno di legge che vada a integrare la legge Severino. "Penso che riusciremo a presentare un disegno di legge - disse la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi nel presentarlo - certo, ho visto quanta fatica abbiamo fatto a approvare la legge Severino. Immagino, quindi, che il percorso sarà molto più impegnativo". Il nuovo Codice etico non ha valore sanzionatorio ma è un invito morale alle forze politiche a presentare persone che rispondano a precisi requisiti. "In politica vanno compiuti gesti e scelte che la rendano inattaccabile e impermeabile ai poteri mafiosi", ha sottolineato in più occasioni Bindi, che del Codice è stata la relatrice. Il Codice etico è stato esteso ad una serie di reati che prima non venivano presi in considerazione come quelli contro la pubblica amministrazione; prevede poi un invito a non candidarsi al momento del rinvio a giudizio (e non al momento della condanna, come prevede la legge Severino); stabilisce la incandidabilità per almeno una tornata elettorale di coloro che siano stati sindaci in comuni sciolti per mafia e prevede che questa autoregolamentazione valga non solo per partiti, movimenti, liste per la designazione dei candidati alle elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali, ma anche per i candidati sindaci delle città metropolitane e i presidenti delle Regioni e delle Unioni delle Province. Vengono infine estese queste regole alla designazione degli organi di amministrazione di enti pubblici, del consiglio di amministrazione dei consorzi, del consiglio e delle giunte delle unioni dei comuni, consigliere e presidente delle aziende speciali. Sulla base di questi principi la Commissione Antimafia farà nei prossimi giorni uno "screening" delle candidature in vista delle regionali del 31 maggio.
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