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14 Novembre 2014 - 10:33
scuola
Scuole vecchie e senza agibilità, alcune esposte a rischi sismici e idrogeologici, altre con carenze igieniche e sanitarie. Su tutto l'urgenza di intervenire nel Paese in almeno 3 strutture su 10. Un quadro che lascia l'amaro in bocca quello disegnato dal nuovo rapporto di Legambiente, 'Ecosistema scuola', l'indagine con cui si scrivono sulla lavagna i buoni e i cattivi per la qualità dell'edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi, e che incorona come città migliore Trento, all'opposto Sassari, ultima in classifica.
Il report di Legambiente - costruito sui dati relativi alle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado in 94 città - parla chiaro: il 32,5% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente. Il 41,2% si trova in aree a rischio sismico ma solo il 22,2% degli edifici scolastici ha effettuato la verifica di vulnerabilità. Il 9,8% degli edifici si trova in aree a rischio idrogeologico e l'8,4% è esposto a rischio vulcanico. Per l'associazione è "poco rassicurante" il fatto che "il 58% delle scuole sia stato costruito prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica del 1974".
Mentre solo il 3,3% tra il 2001 e il 2013. E che scendano al 53,1% le scuole che hanno il certificato di agibilità, al 30,9% gli edifici con certificato di prevenzione incendi, al 58,1% quelle con il certificato di agibilità igienico-sanitaria.
Piccola crescita sui requisiti di accessibilità (84% degli edifici); in calo quelli dove sono previsti interventi per eliminare le barriere architettoniche: dal 16,4% del 2012 all'8,7% del 2013 (circa un 20% non possiede requisiti). Restano stabili i dati sugli impianti elettrici a norma (83,9%), mentre crescono quelli relativi alle porte antipanico (al 96,8%).
Seguono linee di bioedilizia soltanto lo 0,6% delle scuole; il 7,8% segue invece criteri antisismici. Secondo Legambiente è necessario "ripartire dalle opere davvero utili: più di 41 mila edifici scolastici italiani hanno bisogno di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza". Ma non ci si ferma qui: crisi economica e minore disponibilità dei comuni ad investire hanno portato a un calo dei servizi scuolabus (22,5%). Quanto ai servizi va segnalato per esempio che diminuiscono i pasti biologici (solo nel 4,8% delle mense). Ci sono anche più palestre (60%) ma meno aree verdi (72,4%) e biblioteche per ragazzi (34,7%) all'interno delle scuole. Mentre elementi 'virtuosi' arrivano in ottica sostenibilità, con la raccolta differenziata che segna buoni risultati, e il 13,6% degli edifici che usa energie rinnovabili. Per Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, "la messa in sicurezza e la riqualificazione energetica delle scuole deve essere uno degli obiettivi prioritari del Paese. Proponiamo di vincolare i prossimi finanziamenti a progetti che uniscano messa in sicurezza e abbattimento dei consumi energetici del 50%". E per il governo, Laura Galimberti, coordinatrice della struttura di missione di Palazzo Chigi per l'edilizia scolastica, ricorda che: "nel 2014 sono stati cantierati 633 interventi per la messa in sicurezza delle scuole (progetto #scuolesicure)", di cui oltre 300 già conclusi. Ricorda poi gli oltre 400 cantieri del progetto #scuolenuove e i due decreti ministeriali per interventi antisismici, oltre ai prossimi provvedimenti su efficienza energetica e mutui a carico dello Stato (oltre 800 milioni).
La prima è Trento, l'ultima Sassari.
E' in Trentino Alto Adige che stanno le scuole migliori d'Italia secondo la mappa messa a punto da Legambiente nel rapporto 'Ecosistema scuola' che prende in esame edifici, strutture e servizi in 94 città.
Secondo il report di Legambiente il nord va decisamente meglio mentre arranca il sud. Nelle prime 15 posizioni troviamo città medio-piccole; la maggior parte delle città metropolitane, escluse Firenze al 17esimo posto e Torino al 23esimo, sono oltre la 30esima posizione; Milano al 36esimo posto e Napoli al 39esimo, Roma al 66esimo posto in graduatoria, Genova al 75esimo. La prima del città del sud è Lecce, al 21esimo posto.
Nella top ten: Trento con un punteggio di 74,5%, Pordenone, Forlì, Prato, Reggio Emilia, Piacenza, Sondrio, Bergamo, Verbania, Bolzano. Dalla undicesima posizione alla quarantesima: Brescia, Gorizia, Biella, Macerata, Parma, Terni, Firenze (63%), Asti, Siena, Livorno, Lecce, Frosinone, Torino, Treviso, Lecco, Vercelli, Benevento, Pavia, Arezzo, Padova, L'Aquila, Cremona, Perugia, Cuneo, Pistoia, Milano (50,5%), Varese, Imperia, Napoli (49%), Alessandria. Le altre posizioni dalla quarantunesima: Avellino, Belluno, Catania, Verona, Como, Ferrara, Pesaro, Lodi, Mantova, Salerno (44,6%), Olbia, Venezia, Cagliari, Ragusa, Massa, Campobasso, Aosta, Novara, Tortoli, Vicenza, Caltanissetta, La Spezia, Potenza, Grosseto, Bari, Roma (34,2%), Modena, Pisa, Savona, Catanzaro, Pescara, Rovigo, Trieste, Latina, Genova (22,4%), Crotone, Trapani, Lucca, Reggio Calabria, Taranto, Enna, Foggia, Matera, Sassari.
Sono state escluse dalla graduatoria per mancanza di dati: Ascoli Piceno, Chieti, Cosenza, Messina, Monza, Nuoro, Oristano, Siracusa, Teramo, Udine.
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