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BIM DORA BALTEA. Tante parole, solita sostanza...

BIM DORA BALTEA. Tante parole, solita sostanza...

L'incontro presso l'auditorium di Quincinetto

La telenovela del Bacino Imbrifero Dora Baltea e del relativo Consorzio obbligatorio tra i Comuni, aggiunge un’ulteriore puntata alla già complessa e travagliata trama che ha visto gli associati passare dalle parole alle vie legali. Nella serata di venerdì, presso l’auditorium “Dante Conrero”, si è tenuto l’incontro informale voluto da Angelo Canale, sindaco di Quincinetto ed ex presidente del Bim, per “salvare il Titanic che sta affondando”, parafrasando la frase contenuta nella lettera inviata appena una settimana prima. Il “Titanic” non è stato salvato, com’è facile intuire, nè s’è capito se ci sono i presupposti per trarlo in salvo. Tanto per cominciare ci si aspettava di tutto, a cominciare dagli stracci per aria, non certo che i più decidessero di non partecipare, senza neanche trovare una giustificazione. Tra i presenti Enrico Bono di Andrate, Luigi Sergio Ricca di Bollengo, Fausto Francisca di Borgofranco, Anna Vigliermo di Brosso, Ellade Peller di Nomaglio, Emiliano Stabile di Lessolo, Agostino Blanc di Quassolo, Sabrina Noro di Settimo Vittone, Giovanni Franchino di Tavagnasco e Michele Gedda della Val di Chy. Troppo pochi e troppo tardi. L’obiettivo di Canale Clapetto, infatti, era quello di evitare il contro ricorso al ricorso presentato e vinto dal sindaco di Borgofranco Fausto Francisca. Troppo tardi: è già stato presentato con grande gioia degli avvocati. “A me han detto - alza le mani al cielo il sindaco di Borgofranco Fausto Francisco - che la sentenza del tribunale delle acque e esecutiva. Se così fosse i bilanci dei Comuni dal 2020 in avanti sono tutti sbagliati...”. Preoccupato Clapetto. “I sindaci non hanno capito la gravità della situazione e hanno sottovalutato l’importanza dell’incontro. Potevano almeno dare una giustificazione. Così è maleducazione istituzionale. Nel mio intervento ho citato il lumino spento della candela e l’inutilità di soffiarci sopra affinchè si riaccenda... ” La vicenda è lunga e va avanti da anni. Parliamo di soldi erogati attraverso un consorzio dai gestori delle centrali idroelettriche. Si litiga su quello che spetta a me e quello che spetta a te. L’ultima sentenza del Tribunale Superiore delle Acque del 15 dicembre 2021 ha dato ragione al sindaco di Borgofranco Fausto Francisca dichiarando illegittima la delibera dell’Assemblea consortile del 16 dicembre del 2019, con la quale era stato destituito Angelo Canale Clapetto, sostituito con Sabrina Noro, sindaco di Settimo Vittone. Aveva fatto seguito un nuovo statuto e un nuovo riparto dei fondi (chamati sovracanoni) con alcuni comuni che rispetto a prima ci hanno guadagnato ed altri rimesso. “Il rischio citato da Canale sul possibile commissariamento per gli attuali problemi che affrontiamo è una cosa che non sussiste, perchè a garantirci c’è una legge del ‘53 a dire chiaramente che nessuna Regione può intervenire nella spartizione dei nostri canoni - commenta Giovanni Franchino -. La sentenza del tribunale delle Acque è sicuramente dura, ma è un nostro diritto portare avanti un ricorso. Spesso la Cassazione cassa le sentenze, quindi staremo a vedere. C’è stata una frattura troppo evidente per essere sanata all’interno delle Assemblee degli ultimi tempi per cui, vista anche la decisione di fare causa al Bim, da parte di Francisca, non ci è rimasto che fare ricorso. Concordo con Canale sul fatto che ora è tempo di riflettere tutti insieme e capire se c’è possibilità di mediare”. Parole a cui hanno fatto eco quelle di Ellade Peller: “E’ impensabile che le decisioni di un organismo democratico siano determinate da una sentenza di un Tribunale, è contro i principi della democrazia. Speriamo lo stallo si risolva il prima possibile, anche perchè il nostro Comune è particolarmente colpito dal blocco delle risorse del Bim”.
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