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07 Luglio 2021 - 06:34
Linda Fabris ancora una volta fa parlare di sé per le sue imprese sui pedali. Se nello scorso mese di settembre la vice presidente dell’Asd Angry Wheels Mtb di Trino aveva percorso ben 1100 chilometri in 7 giorni da sola con una bici da strada da Firenze a Trino, passando per Umbria, Abruzzo, Marche ed Emilia Romagna, in quello che lei stessa ha ribattezzato “AcrossIta2020”, quest’anno si è cimentata nel 20K Ultratrail Road Extreme, la versione stradale dell’originale 20K Ultratrail MTB. Un’edizione particolare quella del 2021, con un percorso di 1350 chilometri e 27.000 metri di dislivello positivo totalmente nuovo e interamente italiano, modificato per evitare disagi nel varcare i confini svizzeri e francesi; il risultato è stata una traccia pazzesca per durezza e spettacolarità da chiudere entro il tempo massimo di 7 giorni. Il nuovo percorso è stato caratterizzato dai diversi ambienti e tipologie di salite inserite: un’alternanza tra ascese nella zona alpina (Colle Fauniera) al quelle liguri, per poi rientrare in Piemonte attraverso il Colle del Melogno e immergersi subito dopo tra le spettacolari e calde Langhe. Un breve pezzo nel Roero per poi immergersi nel Monferrato attorno a Cocconato e raggiungere la Basilica di Superga (Torino); da qui la strada si è fatta pianeggiante passando da Chivasso, Moncrivello, Viverone per avvicinarsi sempre più di nuovo alle montagne: così si è ripreso ad accumulare dislivello salendo a Bielmonte, Oropa per poi, costeggiando le Alpi, arrivare fino al Torinese e affrontare il Colle delle Finestre, l’ultimo grande e noto mostro di 2176 m, in parte sterrato; il traguardo, fissato a Pinerolo, ha visto arrivare i partecipanti, che hanno guadagnato la medaglia di Finisher e, ovviamente, la gioia di aver portato a termine la propria personale impresa.
Partenza fissata alle ore 7:03 di sabato 26 giugno da Pinerolo e arrivo dopo 6 giorni, 16 ore e 26 minuti: il tempo impiegato da Linda Fabris per portare a termine quest’esperienza che porterà con sé almeno finché la sua memoria l’assisterà. “Sono successe così tante cose in questo lasso di tempo, ma prima di tutto desidero ringraziare tutte le persone, conosciute e non, che mi hanno sostenuta ed “accompagnata” in questa avventura nelle maniere più disparate. Questa 20K Ultratrail è sicuramente mia ma è anche di tutti voi che mi avete seguita ed incitata. Grazie a tutti”.
La portacolori dell’Asd Angry Wheels Mtb svela quello che c’è dietro ad un’impresa sportiva così affascinante e impegnativa: “Quest’esperienza deriva dal mio percorso lavorativo e al tempo stesso negli anni il mio modo di vivere il ciclismo ha modificato il mio approccio al lavoro e a tutte le cose della vita, nel bene e nel male. In questa lunga pedalata c’è tutto: ci sono persino, a sorpresa, alcuni luoghi del mio cuore, disseminati tra quelle salite e scorci di colline e montagne. Ma soprattutto c’è curiosità, non ansia: per la prima volta durante questa avventura ho provato a vedere quanto riesco a pedalare, quanto resisto al mio passo pedalando anche di notte, quanto tiene veramente la mia testa su tutta questa salita che non è propriamente il mio forte, anzi… C’è grande passione da parte mia dietro a tutto questo e chi mi conosce lo sa. A tutto ciò si aggiunge una ricerca del raggiungimento dei miei limiti, che mi spinge a trovarmi sempre qualcosa di nuovo ed entusiasmante da fare, qualcosa con cui mettermi alla prova e a ben vedere stavolta è stato un qualcosa di davvero grande rispetto a ciò che pensavo di poter fare, senza mezzi termini, forse troppo. Ma ho imparato che un colpo di pedale dopo l’altro alla fine mi hanno sempre portato un metro più in là rispetto a dove ero partita; ho imparato che da ogni singola pedalata porto a casa un insegnamento importante, cioè che questa vita è meravigliosa e va vissuta ogni giorno uscendo di casa anche quando il divano sembra una soluzione comoda e sicura. Ho scoperto lentamente negli anni che non a tutti piace l’idea di mettersi a fare la stessa salita 3-4 volte, fosse ben per allenarsi; eppure ho capito che a me piace invece ed ogni volta che leggo “ripeti la stessa salita per n volte” spero sempre che sia un numero grandissimo, anche se in salita non la “muovo”. Mi piace la sensazione che dà il fare qualcosa che ad altri pesa portare a termine, mi piace fare qualcosa che in molti dicono “io non lo farei mai”, ma non per far il bastian contrario, semplicemente per dimostrare a me stessa che io invece lo posso fare se lo voglio. Questa 20K la volevo da tanto tempo, la desideravo - conclude Linda Fabris -. E l’ho portata a termine”.
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