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Coronavirus. Negli ospedali di Ciriè, Ivrea, Lanzo, Chivasso e Cuorgnè le "mascherine della vergogna"

Mascherine della vergogna nei tre ospedali di Ivrea, Cuorgnè, Ciriè, Lanzo e Chivasso. Sono quelle distribuite dall'Unità di crisi nei giorni scorsi a tutto il personale sanitario dell'Asl To4. Le foto che pubblichiamo qui sotto rendono meglio l'idea. "Questa è la realtà con la quale gli operatori devono fare conto tutti i giorni - commenta il segretario provinciale del Nursind Giuseppe Summa -  È chiaro che le aziende in tutto questo drammatico caos sono state abbandonate dalla Regione e dallo Stato, ma avrebbero potuto e dovuto fare qualcosa anche loro. Hanno responsabilitá anche loro. Gli operatori sono stati abbandonati. Vergogna!" Quasi contemporanea la difesa d'ufficio che però resta ben poca cosa. "Occorre precisare che gli acquisti di materiali effettuati in proprio dall’Unità di crisi della Regione Piemonte - spiegano dalla stessa Unità di crisi - avvengono attraverso gli Uffici dell’Asl To3 previa valutazione e validazione delle caratteristiche tecniche dei prodotti effettuate dagli Uffici di Ingegneria clinica della stessa Asl. Per il corretto funzionamento dei propri ospedali, ogni giorno l’Unità di crisi della Regione Piemonte richiede allo Stato, come previsto dalla normativa vigente, l’approvvigionamento di attrezzature e dispositivi di protezione individuale, tra cui le mascherine chirurgiche. Sulla confezione delle mascherine, la dicitura in lingua cinese recita testualmente “ambito di utilizzo: ambiente sanitario normale. Spiace constatare che alcuni, invece di riconoscere il grande sforzo che l’Unità di crisi sta compiendo, preferiscano criticare senza approfondire i fatti...".
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