Sanità e mozioni non rispettate.... Siamo alle solite? Sì, secondo il consigliere comunale Francesco Comotto non foss’altro che il 23 dicembre del 2019 e poi ancora il 30 settembre scorso il sindaco Stefano Sertoli si era impegnato a fare una lunga serie di cose. E parliamo di Covid, di ospedale, di pandemia, di emergenza sanitaria.
Si chiedeva la predisposizione di un atto deliberativo del Consiglio Comunale per manifestare alla Regione la volontà di Ivrea di procedere alla progettazione e realizzazione del nuovo Ospedale individuando anche un’area adeguata. Ma anche l’inserimento di un’area nella Variante al PRG in corso di elaborazione.
Il sindaco, in qualità di presidente, si era inoltre impegnato a convocare l’Assemblea dei Sindaci per richiedere di sbloccare immediatamente i lavori promessi e mai realizzati presso il nosocomio eporediese in vista della ripresa della pandemia.
Un investimento di oltre 4 milioni di euro per l’intera Asl To4 di cui 828.710 solo per Ivrea, utili per l’allestimento di 6posti letto per malati Covidconvertibili, all’occorrenza, in posti di terapia intensiva, più un ulteriore posto letto alle terapie intensive da aggiungere ai sei che già ci sono.
“Troppo spesso – ha stigmatizzatoComotto – le mozioni, ancorché approvate all’unanimità, non vengono attuate dall’esecutivo in sfregio alla volontà del Consiglio Comunale che è il massimo organo di rappresentanza dei cittadini”.
Di tutt’altro avviso il sindaco. “Non siamo alle solite - gli ha risposto l’altra sera in consiglio comunale -Nel 2019 l’assemblea dei sindaci si è riunita 3 volte a gennaio, ad aprile e a novembre e in una di queste ci siamo confrontati con l’assessore regionale Icardi a cui abbiamo chiesto un nuovo incontro specifico sul nuovo ospedale ma a causa della pandemia non s’è ancora tenuto. Abbiamo poi anche costituito un gruppo di lavoro di 16 sindaci, riunitosi quattro volte (il21 maggio, 31 luglio, il 6 e il 16 ottobre)per decidere dove e come costruire il nuovo ospedale. Sia chiaro, noi intendiamo costruirlo all’ex Montefibre alle spalle del poliambulatorio... Alcuni sindaci dell’Alto canavese stanno chiedendo garanzie sulle strutture di Castellamonte e di Cuorgnè…”
Tutto bene dunque?
Neanche per idea...
“Abbiamo capito - gli ha risposto Comotto-Vi piace di più fare da soli e non dire mai niente. Constatiamo che la democrazia rappresentativa, in questo periodo di pandemia, è molto poco rappresentativa... Chiedo il coinvolgimento delle commissioni. ”.
E Comotto ha sollecitato “passaggi formali”in consiglio comunale (“Dobbiamo dire che cosa vogliamo e dove lo vogliamo”) tornando a bomba sui lavori per l’aumento del numero dei posti letto nelle terapie intensive cheavrebbero dovuto realizzarsi questa estate.“Questa cosa grida vendetta - ha inforcato - Siccome all’ospedale siamo noi che ci dobbiamo andare, facciamo lobby, facciamo i duri nei confronti della Regione. I posti in rianimazione sono finiti. L’emergenza è per tutti ma qua si gioca sulla pelle delle persone. Di fronte a queste emergenza bisogna fare quadrato. ..”.
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