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IVREA. Maggioranza Sertoli completamente "sfasciata"

IVREA. Maggioranza Sertoli completamente "sfasciata"

Sertoli Stefano, sindaco di Ivrea

Colpo di scena in consiglio comunale e gran figuraccia della maggioranza di centrodestra che governa la città. Mercoledì scorso, pochi secondi prima dell’ultimo punto all’ordine del giorno, infatti,   le “Opposizioni” hanno abbandonato l’aula e, non essendoci il numero legale (tra le fila della maggioranza mancavano Mara Bagnod, Marco Neri e Maria Piras) l’assise si è sciolta. Di primo acchito un danno piccolo piccolo considerando che si sarebbe trattato semplicemente di prendere atto della modifica dello statuto della Fondazione dello storico Carnevale nella parte riguardante il numero dei componenti il consiglio di amministrazione (da 7 a 5) “Non ci va – ha chiesto la parola il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti – di prendere atto di una cosa decisa in autonomia dalla Fondazione e dall’Amministrazione comunale senza alcun dibattito con le Componenti e con le Opposizioni… Prendetene atto voi…”. Da qui in avanti si sono attesi “per finta” i 15 minuti previsti dal regolamento nella speranza che si facessero vivi Neri, Bagnod o Piras, quindi la maggioranza ha alzato i tacchi e se n’è andata via con la coda tra le gambe. Dal punto di vista politico uno schiaffo senza precedenti, considerando che lo si è tirato proprio su una questione che da due anni a questa parte sta dividendo e lacerando chi il Carnevale lo fa. Da un punto di vista tecnico niente di che, appurato che lo statuto è già stato inviato in Regione. Ma c’è dell’altro ed è il motivo per cui in sala non si sono visti Bagnod, Piras e Neri. Non erano affatto in ferie, come qualcuno ha cercato di far trapelare. Macchè! Non si sono presentati volutamente e insieme a loro avrebbero voluto stare a casa pure Anna Bono e Enrico Marchiori. Che signifca tutta la Lega più i due del gruppo degli “Arrabbiati”. Maggioranza spaccata La verità è che si sono stufati di vivere in una “maggioranza” che non sa praticamente nulla su quel che fa l’esecutivo e il più delle volte se lo ritrova scritto sui giornali. S’aggiunge, oramai sempre più insanabile, un’insoddisfazione totale dell’operato e dei modi di fare del sindaco.  Tutto sarebbe precipitato quando Diego Borla ha reso noto il giorno in cui si sarebbe tenuto il consiglio comunale e nessuno si è preso la briga di organizzare la solita riunione di maggioranza, messa in piedi poi “alla chetichella” il giorno prima del consiglio in coda ad un incontro della commissione cultura. “Se è così che stanno le cose io in consiglio non ci vado...! Devono capire che mi sono stufata” ha più o meno commentato Bagnod e come lei Piras e Neri, Bono e Marchiori.   Tutti concordi nel voler dare un segnale forte all’esecutivo, senza con ciò volerne minare la stabilità, come solo avrebbe potuto esserlo il non presentarsi al consiglio comunale. Quando la notizia si è sparsa (e non poteva che finire così) per evitare l’irreparabile, han cominciato a muoversi in tanti, dal senatore Giglio Vigna, passando dall’assessore Giuliano Balzola e dal sindaco. Alla fine Bono e Marchiori han ceduto alle centinaia di telefonate. Gli altri no, avevano già  preso degli impegni. Si lavora da sotto Vero è che da qui in avanti guai a sostenere (come fanno alcuni) che questa maggioranza viaggia d’amore e d’accordo. Macchè! E’ allo sfascio e non ci va una sfera di cristallo per asserire che negli ultimi tre anni di governo non si concluderà un bel cavolo di nulla. Pare inoltre che qualcuno stia lavorando da sotto per far fuori “Lega” e “Arrabbiati” e costruire un’alleanza “moderata” alternativa con il Partito Democratico e fors’anche con i cinquestelle in vista delle prossime elezioni amministrative. I segnali ci sono già tutti a cominciare dall’amicizia cresciuta intorno al progetto della Ico-Valley tra la senatora Virginia Tiraboschi di Forza Itala e Alberta Pasquero, S’aggiunge la discesa in campo del vicesindaco Elisabetta Piccoli e del generale Vincenzo Ceratti con il malcelato obiettivo  d’arruolare il massimo delle truppe possibili. Liborio La Mattina
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