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IVREA. Recovery Fund per Ico-Valley. E perchè non anche per Icona?

IVREA. Recovery Fund per Ico-Valley. E perchè non anche per Icona?

Pasquero

Torniamo ancora una volta a parlare della Ico-Valley il progetto costruito dentro Palazzo Uffici, di cui ancora non s’è capito granchè, fortemente voluto dalla senatora Virginia Tiraboschi. Fino a qualche tempo fa navigava nelle secche acque, poi ad un certo punto con i soldi messi a disposizione dell’Europa attraverso il “Recovery Fund”, ha trovato un motivo di esistere. Ha ricevuto la benedizione del Partito Democratico che parla in nome e per conto della “Super Consulente”  Alberta Pasquero (presidente del Bioindustry Park e donna del Sistema)  ma se la dovrà vedere con i circa 600 progetti che stanno affluendo a Roma da tutt’Italia. Tutti in corsa sul piatto ricco, destra, sinistra, centro, fasce e laterali. Ci sta. Questa è l’Italia. Certo avremmo preferito che tutti quei soldi venissero effettivamente spesi per poche grandi opere (digitalizzazione, banda larga scuole e ospedali) ma se è così che stanno le cose tanto vale provarci.

La senatora ha trovato un forte  alleato nel Pd

Quel che non ci ha mai convinto - e lo abbiamo già detto un paio di volte - è che in tutta questa vicenda l’Amministrazione comunale si sia sostanzialmente fatta trainare, con ciò rinunciando ad un ruolo che pure le spetterebbe. Della Pepa, Grijuela, Maggia Stratta, avrebbero accettato il ruolo di Cenerentola? Giammai, ma pazienza, abbiamo imparato a conoscere le capacità di Sertoli, della maggioranza leghista che lo porta a spasso come la Bela Maria, dei parlamentari che lo guidano come un avatar e ce ne siamo già fatti una ragione. S’aggiungono però un mucchio di dubbi, su chi farà che cosa, chi prenderebbe i soldi, come li si spenderebbe, quanti ne vorranno per le sperimentazioni, per i laboratori, per i corsi universitari, infine, cosa non meno importante quanti ne spetteranno a Prelios proprietaria degli immobili.  Tutte domande senza una risposta, così come rimarrà per il momento senza una risposta la posizione assunta da Icona, l’associazione di imprenditori canavesani che in buona sostanza per la Ico e per l’ex fabbrica di mattoni rossi ha proposto, in tempi non sospetti un progetto che parla la stessa lingua della Ico-Valley. Ecco, su Icona, la senatora non ha mai detto beh e non ne ha mai fatto cenno neppure il sindaco imbambolato dalle visioni degli altri come un fedele davanti alla Madonna di Lourdes. Eppure Icona s’è fatta avanti per il salvataggio del Museo Tecnologicamente. Ha messo a disposizione un’area per il Visitor Center, ha assoldato degli specialisti di Londra per un’attività di consulenza. Insomma ha costruito cose concrete, magari non ancora di valore, comunque ragionate. Perchè chiedere i fondi europei solo per la Ico Valley e non anche per Icona? Perchè non considerarli un unico grande progetto complessivo? E per finire perchè non si è pensato di far fare a Icona quel che oggi vorrebbe fare un fantomatico comitato presieduto da un senatore di Forza Italia alleato con una consulente organica al Partito Democratico. Ecco, qualcuno ce lo spieghi. Non sarebbe stato più semplice aiutare Icona a pensare più in là della Ico, chiedendo a Prelios di entrare a farne parte e tutti insieme provare a reclamare investimenti pubblici italiani e europei? Sarebbe stato più semplice ma non lo si è fatto salvo poi chiedere ad Icona di partecipare ad alcuni gruppi di lavoro che altro non sembra che un “contentino”.
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