Cerca

IVREA. Piero Gillardi trasforma la città in un orinatoio. Giovedì grasso e pipì

CARNEVALE IVREA. Abbiamo tutti presente che cosa è un orinatoio? Bene. Adesso immaginatelo ancora più grande. E poi ancora più grande. E poi decine, centinaia, migliaia di ragazzi con il pistolotto in mano uno a fianco dell’altro attaccati a tutte le pareti di piazza Ottinetti e di piazza di Città. Quindi via Palestro, vicolo Cantarana, via San Nazario, tutto il centro storico, la stazione, il castello, l’ospedale. Insomma un fiume di pipì e poi “volare" sotto un cielo trapunto di stelle. E’ successo nella serata musicale del giovedì grasso, trasformatasi negli ultimi anni da un appuntamento con gli Amis, ad una specie di rave party. E son tutti ragazzi dai 18 ai 30 anni, ma anche tanti minorenni, provenienti da mezza provincia di Torino, in auto, in treno o con i pullman. Sono arrivati alle 21 e alle 6 del mattino ce n’era ancora qualcuno per la strada che faceva rientro. Tutti chi più chi meno ubriachi fradici e pieni d’alcool nelle vene. Ragazzi e ragazze. Giovani e meno giovani senza alcuna distinzione. Come hanno fatto a ridursi così? Chissà quanti milioni di euro han fatto i bar. Macchè!  In un mondo con pochi soldi in tasca e tanta voglia di idealizzarne un altro più bello, più sano e felice, semplicemente la vodka e la grappa se la sono portata da casa.  Epperò, aldilà dei motivi per cui si beve, cosa si beve e quando lo si beve, la questione resta la pipì.  Delle due l’una. O il giovedì grasso lo si organizza o non lo si organizza. E se si mette la musica significa che lo si vuole organizzare. E allora che lo si organizzi come si confà, tanto per cominciare con dei servizi igienici mobili sparpagliati un po’ ovunque, come peraltro succede in tutte le sagre di un certo valore in Italia e nel mondo. Insomma, lo scandalo non è la pipì, scandaloso è chi ha pensato, vale a dire la Fondazione presieduta da Piero Gillardi, che uno la possa trattenere per tre o quattro ore o, peggio ancora, che i bar debbano dare la chiave a tutti, anche ai “non consumatori”. Anche di questo, c’è da giurarci, si parlerà al primo consiglio comunale con il dito sempre di più puntato su un presidente “incapace” di gestire anche solo una serata di musica...
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori