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IVREA. Lo scandalo dei 50 mila euro al Carnevale che non s’è fatto!

IVREA. Lo scandalo dei 50 mila euro al Carnevale che non s’è fatto!

consiglio comunale on line

Ho trovato un po’ fuori luogo attribuirsi dei meriti senza che ci sia un nesso di causa e effetto. E’ ingannevole...”. Così, l’altro mercoledì, durante  il consiglio comunale on line convocato per la discussione del Dup (Documento unico di programmzione) e il bilancio, Andrea Benedino del Pd. Dito puntato su Ico Valley e Giga Factory. E, sempre Benedino, dopo aver chiesto con quali fondi e con quali iniziative si intende portare avanti la candidatura di Ivrea a Capitale del libro, ha stigmatizzato il depauperamento delle risorse della Fondazione Guelpa. Perchè è bene dirlo, anche nel 2021, si attingeranno da lì i soldi per la gestione del Museo Garda e per i contributi alle associazioni, trica e branca, più di 250 mila euro. “Se negli anni passati potevamo contare sulle plusvalenze - ha ricordato  - da più di un anno stiamo intaccando il patrimonio. Così facendo la Fondazione non andrà oltre la fine di quest’Amministrazione...”. E poi sulla strategia che non c’è intorno alla nuova biblioteca (“Rischiamo di costruire una cattedrale nel deserto che poi non ha i soldi per aprire. Esiste un problema di sostenibilità. Siamo fermi al pian dei babi..) con gran finale sulla Consulta del commercio (“Che fine ha fatto? Vi dò una notizia. Sono passati  tre anni. Non vorrei ce ne  volessero altri due per convocarla”) e sul concorso “Dai e riavrai (“Le risorse sono rimaste tutte nel cassetto e probabilmente verranno rimesse per la stessa fallimentare iniziativa, perseverare diabolicum est”) sui ritardi nell’apertura del Visitor Center Unesco (“Non vorrei che il covid diventasse la madre di tutte le giustificazioni”) e sulla Via francigena (“Non siamo più nella cabina di regia...”).  Anche più puntuto il consigliere comunale Francesco Comotto. “Non ho capito se si sia trattato di una relazione di programma elettorale o di un consuntivo  - ha commentato - Ho sentito un sacco di faremo e diremo...”. E poi tutta una lunga serie di “errori”, “strafalcioni” e di “copia e incolla” dalle relazioni degli anni precedenti. Come quello sul “Consiglio comunale dei ragazzi convocato nei primi di settembre del 2018” o quella sulla “governance Unesco nata dal protocollo del 2016, pienamente operativa”…. per fare cosa non si sa, considerando che sul turismo non ci sono investimenti. Quindi sulla nuova struttura che “rappresenta una risposta alla crisi del debito sovrano…”, sul fiscal compact come  “regola d’oro” e a pagina 13 sulla “flex tax” come “modello di crescita più bilanciato e, infine, sul piano regolatore “appena avviato”. “Appena avviato? Sveglia! Il piano regolatore - li ha redarguiti Comotto - è stato avviato nel 2016...”. Insomma un errore e uno strafalcione dietro l’altro. Da vergognarsi. Da scappare via a gambe legate. Se vogliamo anche un’occasione per dimettersi di fronte alla manifesta incapacità. “Ma chi lo scritto sto documento qui...” li ha presi per i fondelli Comotto. Ci sa tanto che tra le file della Maggioranza nessuno se ne è accorto.  Tra le altre cose, Comotto, se l’è presa con il messaggio che si sta cercando di far passare sull’asilo nido olivetti (“Diciamo chiaro e tondo che la sistemazione riguarda una piccola parte e che questa verrà utilizzata per l’Unesco. Insomma che si rimette solo a posto la guardania...”) e sugli improbabili investimenti (“Ci sono 4.,7 milioni di contributi e oneri di urbanizzazione per i 7 milioni di investimenti in programma. Qualcuno ve li ha promessi? Da dove arriveranno tutti questi soldi?”. Pensare che  Comotto - per sua stessa ammissione - una visione (se non proprio una previsione) l’ha pure cercata....  Ahìlui, non l’ho travata..!.  Altre critiche con Fabrizio Dulla che si è concentrato sulle grandi questioni irrisolte a cominciare dal trasporto ferroviario (sul Dup non c’è una parola), sul nuovo ospedale e sugli autobus elettrici promessi.... “Abbiamo scritto? - ha domandato - Si sono prodotti documenti formali?”. E poi il grillino Massimo Fresc sulla variante che è a un punto morto e non si capisce quali siano gli impedimenti e sulla scarsa attenzione prestata alla ricettività, quindi anche al turismo.  La speranza di Maurizio Perinetti è che per il Dup non si sia pagato qualcuno per scriverlo.  “E’ brutto....” ha esclamato. “Ho letto però quel che hanno scritto i revisori dei conti -  ha aggiunto -  Dicono che non gli sono stati forniti dei documenti ed è già la seconda volta. Detto questo, ciò che ci distingue è  una visione diversa di città a cominciare dall’approccio con l’Unesco. Sono passati quasi tre anni e ci dite che il visitor center lo avremo a giugno. Io non ci credo. Non essendoci neanche il bando. Io credo che non ci si riuscirà. Peraltro dopo tre anni non si è ancora discusso dell’Ente di gestione. A meno che il Comune non sia così presuntuoso da pensare di poter fare tutto sa solo...” Ancora sul Prgc (“Non c’è un euro per gli incarichi. Io credo che voi non ci crediate e che concluderete questo mandato senza variante”), sugli obiettivi di “Ivrea Parcheggi”,  sulle contraddizioni intorno a Palazzo Giusiana, sul niente previsto in Piazza Gioberti, sui  quartieri periferici, sulla bocciofila di San bernardo dimenticata (“Glielo direte voi ai cittadini”), sugli investimenti per i mercati che sono scomparsi così com’è scomparso il palazzetto dello sport e sul collegamento tra via Verdi e l’area ex Montefibre “Leggo che ci sono 8 milioni di investimenti - ha concluso Perinetti - E’ una proposta indecente. Al massimo questo Comune è in grado di sopportarne  3, forse  4 milioni... Noi abbiamo una visione politica ma non riusciamo a capire qual è la vostra...”. Le reazioni Stonate e inutili le giustificazioni di Paola Girelli (“Colpa della pandemia e delle situazioni pregresse”), dell’assessore Giuliano Balzola pro governo Regionale (“Per gli autobus elettrici dobbiamo aspettare la prossima gara”), dell’assessore Michele Cafarelli sul prgc (“Stiamo cercando di sbrogliare la matassa per poter riprendere il percorso...”), del vicesindaco Piccoli su Italvolt (“Non ci vogliamo prendere nessun merito...”) e infine di Sertoli sul nuovo ospedale e sul pd spaccato in due che propone siti alternativi (“Non riusciamo ad avere l’appoggio dei partiti. Troppi interessi di bottega. Ognuno pensa alla propria cadrega per poter essere rieletto nel proprio territorio. Facciamo il fuoco con la legna che abbiamo e la legna è bagnata...”) Leggermente più convincente l’assessore Costanza Casali.  Sulla Consulta ha ricordato che i predecessori ci provavano da 10 anni a metterla in piedi e lei c’è riuscita in pochi mesi. “Vogliamo convocarla in presenza perchè la gran parte dei commercianti non si collega da remoto” ha ribattutto peraltro aggiungendo che tra le cose portate avanti in questi mesi a favore della categoria, si devono aggiungere la gratuità dei dehor e la riduzione della Tari.  Diciamo che Casali ha dato una risposta su tutto tranne che sulla prossima stagione teatrale al Giacosa. Il contratto triennale, rinnovabile per altri tre, scade quest’estate e non s’è ancora cercato e trovato un accordo con “Il Contato del Canavese”. Il problema lo ha sollevato Andrea Benedino (“Non credo ci siano i tempi per bandire una nuova gara. Si vada a trattare un rinnovo...”) e  Casali ha  glissato raccontando di voler mettere in piedi un festival estivo Lo scandalo? Infine lo scandalo. E sono quei 50mila euro stanziati in favore della Fondazione dello Storico Carnevale riferibili al 2021, cioè ad un anno in cui il Carnevale non s’è tenuto “Serviranno a coprire le perdite degli anni passati”, ha inforcato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. La soddisfazione? Un contributo di 15 mila euro alla Chiesa di Santa Croce. Lo aveva chiesto il consigliere comunale del Pd Andrea Benedino e lo hanno ascoltato
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