Cerca

IVREA. Il primo libro dei processi verbali in “Questa è la nostra storia”

Sfogliare, leggere, rilevarne le anomalie, comprendere, studiare, ordinare una a una e una dopo l’altra, tutte le pagine del primo libro dei processi verbali del Carnevale di Ivrea (1808/1908) nessuno lo aveva fatto prima di lui.  Lui è Francesco Gioana autore del volume “Questa è la nostra storia” promosso dall’Associazione “Citoyens de la Ville d’Ivrée” e finalizzato ad approfondire le tematiche storiche di quello che incontestabilmente è un bene della cultura immateriale patrimonio della Città e del suo territorio. Un’opera importante che ha richiesto anni di lavoro, corredata da più di 250 immagini e documenti d’epoca e 21 fotografie recenti di Marianna Giglio Tos, Franco Marino, Luisa Romussi e Massimo Sardo. E’ stata presentata ai giornali martedì scorso all’Enoteca Vino e dintorni di Ciro Lubrano Lavadera. Insieme a Gioana anche  lo storico, Franco Quaccia e l’assessore Costanza Casali. Seguirà la doppia presentazione alla cittadinanza in sala Santa Marta in programma mercoledì 10 novembre alle 18,00 e alle 21,00. “Quando oltre trent’anni fa - ha raccontato Gioana - ho avuto la possibilità di poter consultare quello che comunemente viene chiamato il “Primo Libro dei Verbali” ho provato un gran piacere nell’avere tra le mie mani i cent’anni di Verbali del Carnevale di Ivrea che vanno dal 1808 al 1908 e che occupano le sue quasi ottocento pagine, ma anche un certo disagio nel constatare l’assenza, quasi totale, di una sequenza temporale corretta dei verbali stessi, dove gli anni più antichi seguono spesso quelli più recenti, i quali proseguono inspiegabilmente in altre parti del Libro, senza alcuna ragione apparente; inoltre è stato piuttosto inaspettato e fuorviante scoprire che il Verbale di chiusura del Libro invece di trovarsi in una delle ultime pagine del volume, è a pagina 137 (delle 396 pagine doppie) senza che di tutto questo venga data una qualche spiegazione all’interno del Libro stesso e senza avere la possibilità di riuscire a capire le ragioni di questo caos apparentemente così assurdo e inutile. Un’altra grande mia perplessità nasceva dal fatto che tutti, hanno sempre parlato di questo Libro descrivendolo come se nelle sue pagine fosse stata verbalizzata e raccontata l’intera “storia del Carnevale” e ogni aspetto delle sue tradizioni immutate da secoli. Venire a conoscenza, invece, anche solo dopo una visione superficiale, che soltanto nel 1908 viene scritto qualcosa sulla figura della Mugnaia (ignorata per cinquant’anni) e che assolutamente nulla si racconta del rito medievale della Zappata per il piantamento dello Scarlo (che è la cerimonia più antica) mi faceva pensare, tutto questo e molto altro ancora, che tanti ne parlavano senza averlo mai letto. Questi fatti, ovviamente, mi incuriosivano e mi ponevano tutta una serie di domande che nessuno, evidentemente, ha mai pensato di farsi e di cercare di spiegare...”. Da qui la decisione di fotografare tutte le 792 pagine del volume, per approfondire la ricerca e poter rispondere, così, a una lunga serie di domande sulla manifestazione e sulla “nuova borghesia”, nata dall’onda lunga della Rivoluzione francese, che ha rimodellato il Carnevale caricandolo di valori civici e autocelebrativi. “Solo nel 2020 - ha spiegato Gioana - in conseguenza dell’arresto di ogni attività sociale a causa del lockdown, ho potuto completare l’indagine e, grazie alle riproduzioni fotografiche di vent’anni prima, rimontate a libro, ho raccolto e ordinato i risultati della mia ricerca: il punto di partenza è stata la creazione di una Tabella di 13 colonne e 792 righe in cui ho registrato la sequenza di ogni pagina singola esistente o presunta con la numerazione originale (ricordandoche sono numerate solo le pagine di destra), annotando data e anno, il tipo di Verbale, l’indicazione del contenuto, la parrocchia di riferimento e aggiungendo una numerazione sequenziale di controllo. Riordinando, poi, questa Tabella per data e anno ho realizzato il “vero indice” del Libro nella sequenza temporale corretta, dove è possibile vedere se tutti gli anni sono presenti e se per ogni anno sono stati fatti tutti i Verbali previsti, rilevando così eventuali mancanze, incongruenze e nuovi inserimenti. Includendo, ancora, nella Tabella oltre alla data anche il giorno della settimana corrispondente, quasi mai indicato, ho articolato un terzo prospetto in cui ho potuto evidenziare in quali giorni del Carnevale si sono svolte le nomine degli Abbà e le altre Cerimonie con alcuni risultati molto interessanti sulla loro genesi e modificazione. In ultimo ho raccolto in due elenchi tutti i nomi leggibili dei personaggi di quel secolo fondamentale: l’uno ordinato per anno, l’altro con i nomi degli stessi in ordine alfabetico con le relative cariche ricoperte....” Il risultato è un volume di 168 pagine sullo Storico Carnevale di Ivrea he racconta tutto quello che realmente c’è in quel Libro, ma confrontato e messo in relazione con i documenti coevi e le cronache del tempo, descrive una realtà che è ben diversa dalla vulgata corrente.  Un lavoro lungo e complesso che si spera servi anche un po’ a modificare molte false credenze e tanti luoghi comuni sul Carnevale, per esempio sulla divisa napoleonica del Generale che tutto è fuorchè napoleonica. “Questa “storia” è una gran bella storia, vera e autentica, che non ha bisogno di altri “inutili abbellimenti” passa e chiude l’autore. L’autore Francsco Gioana è famoso in città anche quale autore de “La Diana” periodico di etnografia canavesana che giungerà il prossimo anno alla sua 30^ edizione
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori