Gillardi Piero, presidente della Fondazione dello storico Carnevale
Guarda caso la macchina fotocopiatrice, l’altro mercoledì sera, in Municipio, proprio non funzionava. Apri il cassetto della carta A4. Chiudi il cassetto della A3. Schiaccia di qui e schiaccia di là, non c’è stato nulla, ma proprio nulla da fare. Ad una certa il presidente del consiglio Diego Borla ha alzato le mani al cielo in segno di arresa.
Poco male. Anche perchè quelle copie del nuovo statuto “modificato, corretto e stravolto” sarebbero finite nelle mani dei “malpancisti” del Carnevale, una ventina di persone in tutto, capitanate e ben rappresentate da Paolo Diane. Tutti lì, gli uni di fronte agli altri. Da una parte il Comitato delle componenti, dall’altra, oltre a Borla, anche il sindaco, il vicesindaco Elisabetta Ballurio, il presidente della Fondazione dello storico carnevale Piero Gillardi e l’assessore Giuliano Balzola, che però ha subito premesso, essendo lui di Crescentino (Vercelli), di non conoscere la alcunchè della manifestazione.
Al centro del dibattito la forma che è anche la sostanza del Carnevale. E nella “forma” si è sempre cercato negli anni passati, prima del nuovo corso “acido” firmato “Ballurio” una certa condivisione nelle decisioni da prendere. E’ sempre andata così tranne quest’anno, con Gillardi veloce a presentarsi in audizione da quelli della Lega (è bastato uno schiocco di dita) ma restio a confrontarsi con chi il Carnevale lo fa e ci smena pure tanti bei soldini.
La sintesi è che al di là dei buoni propositi del sindaco, che a parole si è lanciato in variegati appelli all’unità, (“condivisione” e “rendicontazione” sono stati i vocaboli da lui utilizzati) nella realtà non cambierà un bel cavolo di nulla e ai più è sembrato di assistere ad una delle più classichea “commedia all’italiana” con una serie di “prese in giro” che cominciano proprio dallo statuto modificato d’imperio e già portato dal notaio senza il coinvolgimento di alcuno.
Più che una“condivisione” una specie di “colpo di stato” con l’occupazione “militare” di tutto quel che c’era da occupare.
Tra gli articoli modificati, peraltro, c’è quello che porta da 5 a 6 i componenti del cda, di cui uno nominato direttamente dal “Comitato delle Componenti” che però (e qui viene il bello), se vuole continuare ad esistere dovrà cambiare forma giuridica e trasformarsi in associazione con tanto di presidente.
“Così com’è oggi - avrebbe inforcato Gillardi - E’ un’aberrazione...”. E mai affermazione fu più criptica di così, cosiderando che “Aberrazione da Aberratio”, significa deviare da una norma o da un principio, da una legge morale o fisica, da un comportamento che si considera normale.
Soffermimoci sulla “moralità”?
Basti dire che ad oggi il Comitato di fatto esprime, suggerendoli al cosiglio comunale, due dei cinque componenti del cda e da domani, sempre che decida di trasformarsi in associazione, un solo rappresentante su sei, cioè conterà come il due di picche, quando la briscola in tavola è di bastone.
Insomma, anche in questa occasione, si è capito chiaro e tondo che il centrodestra che governa la città vuole continuare a dare le carte.
“Il nuovo statuto ve lo manderemo via email...” hanno aggiunto. Ed è stato inutile sottolineare loro che la sola lettura senza alcuna possibilità di incidere, le fa girare come un ventilatore. Che poi, a dirla dutta, via email non è arrivato proprio nulla, nè giovedì, nè venerdì, men che meno sabato, figuriamoci la domenica. Tutto di nascosto. Tutto in fretta e furia.
Altra chicca
L’altra chicca? Anche questa scritta nero su bianco nel nuovo statuto? C’è che proprio per rimarcare che di “colpo di stato” si tratta si fa riferimento ad una nuova associazione dello Stato Maggiore da contrapporre al Circolo Ufficiali, il tutto sulla scia delle polemiche su “vecchi e nuovi” ufficiali che hanno contraddistinto l’arruolamento nell’ultima edizione. E non ci va una sfera di cristallo per capire che alla coppia Elisabetta Ballurio/Vincenzo Ceratti non è bastato ferire nell’orgoglio quelli che comandavano prima, l’obbettivo è di cancellarli dalla manifestazione.Il secondo appello
Nelle ore successive alla riunione è partito alla volta del sindaco un secondo appello firmato oltrechè dalle “Componenti” anche da alcuni consiglieri comunali. Si chiede di posticipare l’incontro (fissato per lunedì 22 luglio, ndr) presso lo studio del Gran Cancelliere per la ratifica del nuovo statuto.“Nel rispetto di trasparenza e democrazia - scrivono -riteniamo che la modifica al documento che sta alla base dell’organizzazione del più importante momento di aggregazione civica debba necessariamente passare attraverso una fase di confronto, sia con gli attori del Carnevale stesso (le Componenti) che del potere politico (Consiglio comunale, Commissioni Consigliari). A oggi, ci risulta, le decisioni sono state prese da una cerchia che, eufemisticamente, possiamo definire ristretta”.
E aggiungono: “Il Presidente della Fondazione Piero Gillardi ha presentato la modifica come un adeguamento reso necessario dalla riforma del Terzo Settore. Ci pare che le novità del testo vadano ben oltre un semplice adeguamento, in quanto sono previste radicali modifiche alla composizione del Cda e alla rappresentatività delle Componenti; modifiche non certo “imposte” dalla riforma del Terzo Settore...”.
Ancor più non va giù l’ipotesi della costituzione di una nuova associazione che raduni le Componenti.
“Per quanto sia stata illustrata come poco più di una semplice formalità - stigmatizzano - rappresenta in realtà un’operazione piuttosto macchinosa e ingiustificata e non ci risulta l’esistenza di norme che renderebbero “non idoneo” l’attuale Comitato delle Componenti a fungere da interlocutore con la Fondazione. Tale comitato è stato costituito e ha agito secondo le norme di uno Statuto approvato a suo tempo dall’Organo di Garanzia e non si vede ragione per abolirlo oggi...”.
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