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Della Pepa
L'ex sindaco Carlo Della Pepa

IVREA. “Il Carnevale è di tutti. Il sindaco dice bugie”

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Il Partito Democratico a Ivrea nell’ultima settimana di agosto? Più che per una festa dell’Unità sembran tutti impegnati ad organizzare le commemorazioni.

Spaccato. Diviso. Frantumato. “Se si continua così non se ne esce vivi”, sostiene qualcuno.

“E’ in crisi la tenuta della maggioranza…” ipotizzano altri.

Al centro del contendere le nomine del nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione dello storico carnevale di Ivrea. I “tira e molla” sono cominciati con le nuove regole dello statuto, in base alle quali si forniscono al sindaco degli elenchi di nomi da cui scegliere, ma poi, naturalmente,  “decide” sempre lui.

Era evidente che sarebbe successo  il pandemonio. Era già scritto – e sarebbe bastato leggerlo – che gli sponsor, fuori e dentro al Pd, avrebbero voluto giocare la partita fino in fondo. E così è successo.

Dopo gli elenchi, sono arrivati i veleni. Quelli vicini a Della Pepa (Della Pepa compreso) han tirato fuori un vecchio patteggiamento a 18 mesi e per bancarotta, risalente al 2000, di Piero Gillardi, uomo indicato dalla corrente renziana che fa capo a Fabrizio Dulla, Alberto Avetta e Elisabetta Ballurio.

Pan per focaccia, o se si preferisce “chi di spada ferisce di spada perisce”, quelli vicini ai renziani  han fatto subito trapelare la notizia su alcuni lavori affidati dal presidente uscente Alberto Alma ad un parente (chiamasi: nepotismo)…

Un bel casino considerando che Alberto Alma è stato l’unico ad aver partecipato al bando per la presidenza e che, fino a quel momento lì, non era mai stata messa in discussione la nomina in continuità.

“Fuori entrambi!”, ha cominciato e prendere le distanze il segretario cittadino del Pd Matteo Fanciulli, a quattr’occhi con il sindaco ed altri due o tre…

“Non se ne parla neanche. Alma non si tocca!” gli ha subito risposto Della Pepa, peraltro cominciando a sbattere porte e finestra (cronaca la Sentinella).

E quei 4 mila euro pagati al nipote di Alberto Alma per i cavalli e i carri da getto d’epoca, nell’ambito di un progetto finanziato dalla Camera di commercio?  “Una leggerezza, da non ripetere, ma che non pregiudica il lavoro svolto nel suo insieme dal cda…”: si è subito messo a commentare con i fedelissimi.

“La verità è che il sindaco di nominare Piero Gillardi, ex braccio destro e per 15 anni di Elvio Gambone, non ne vuol sapere… E’ Gianmario Pilo che non lo vuole…” sostengono i meglio informati.

Sì, ma adesso che si fa?

Il peggior teatrino di tutti i tempi e per di più a 20 mesi dalla fine del mandato. Ebbene sì, questa proprio nessuno se la sarebbe mai aspettata.

“Sono già tutti in campagna elettorale… Comunque mercoledì farò i nomi” si è affrettato a dichiarare al quotidiano La Stampa Carlo Della Pepa.

“Il Pd è la maggioranza saranno anche in crisi ma ne ho affrontate di peggiori – ha messo le mani avanti – Ricordo ancora quel Consiglio comunale di luglio, convocato per salvare il Cic e decine di posti di lavoro. Fui lasciato solo, abbandonato anche dal mio partito. E ci rimasi male per le richieste di dimissioni giunte da  Elisabetta Ballurio, presidente del Consiglio comunale. Mi attaccò perché disse che l’ambizione è giusta ma fino ad un certo punto. Non si possono prevaricare i rapporti umani, non fa parte del mio stile. Lo credo tuttora”.

Insomma la “teoria” è che la colpa è tutta di Elisabetta Ballurio che vorrebbe fare il sindaco. Quindi i bracci di ferro sulla Fondazione sarebbero solo un pretesto.

Il solito giochetto della luna e del dito… “Guarda là. Dai guarda là…”.

Tant’è… Se si è già in campagna elettorale tanto vale cominciare ad avvisare tutti sul rischio che alle prossime elezioni a vincere siano i cinquestelle. Tanto vale fare i nomi dei possibili candidati.

E Carlo Della Pepa ce li ha già e li vuol far girare, con la bava alla bocca e il ghigno di Crudelia Demon, come polli allo spiedo sul girarrosto mediatico (“Alberto Avetta e Enrico Capirone li dò al 30 %, Elisabetta Ballurio e Maurizio Perinetti al 20%”). Ciliegina sulla torta, proprio per dare il senso ad una visione di mezz’estate, ecco che arriva pure il bilancio di fine mandato (“Lascio una città con i conti a posto, il poliambulatorio, il nuovo Tribunale, la candidatura Unesco. Qualche rimpianto per gli impianti sportivi, per la piscina e la mancatarealizzazione di un luogo per aggregare associazioni ed esperienze olivettiane”).

Elisabetta Ballurio

Insomma un’intervista schock, almeno per qualcuno. “Apprendo adesso di essere una papabile candidata a sindaco con una percentuale del 20 % – non vuole affatto far cadere la discussione a terra il presidente del consiglio Elisabetta Ballurio – Mi piacerebbe però anche sapere quale calcolatrice ha utilizzato il sindaco. Quella del partito? La sua? Dei cittadini? Una a caso? Di qualche lobby? Me lo farò dire, ma mi scappa da ridere. Siamo solo a metà mandato e tira fuori le elezioni, cercando di convincerci tutti che lui ha a cuore il bene della Fondazione.  La verità è che in Fondazione vuole un consiglio di amministrazione completamente legato a lui, come se il Carnevale fosse roba sua. Gli dò una notizia: il carnevale è di tutti e Piero Gillardi le arance le conosce meglio di lui. Se ne faccia una ragione… E poi…”

E poi cosa…

“Aggiungo che non mi è mai passato per la testa, ai tempi del Cic, di chiedere le sue dimissioni. E’ una balla clamorosa. Avevamo chiesto, questo sì, un passo indietro di Enrico Capirone e lo stiamo ancora aspettando… Infine …”.

Infine?

“Siamo solo a metà mandato. E’ troppo presto per i rimpianti se vuole  darsi da fare per gli impianti sportivi, per la piscina e per un centro di aggregazione, mi troverà dalla sua parte. Però si affretti…”

Tommaso Gilardini

Sui social network al sindaco è andata anche peggio. Sembrava quasi che il popolo di facebook lo aspettasse al varco. E’ bastato un post del consigliere comunale Tomasso Gilardini per scatere decine di “mi piace…”.

“Continunare a dire che i conti della fondazione del Carnevale sono in attivo è una bestemmia – ha scritto Gilardini – Quale ente puo avere i conti in rosso quando ha a disposizione i maggiori ricavi e fa sostenere i principali costi al comune! Basta prendere in giro i cittadini….”. 

E poi ancora “Lo statuto della Fondazione dice che il sindaco deve scegliere i nomi indicati dalla conferenza dei capigruppo nel suo insieme e non tra i suoi sodali della maggioranza. Ennesima spartizione politica…” Morale

 “Vabbè torno a fare il bagno che è meglio perche sono schifato..”

 

 

I candidati

Parte politica: Gianmario Pilo Indicato da Ivrea più bella, Piero Gillardi Indicato dal Pd, Roberto Petri Indicato da tutta la minoranza.

Componente storica: Elisa Gusta Mugnaia 2010, Paolo Bruni Sostituto nel 2002 e nel 2003, Davide Marchegiano Responsabile organizzativo dell’ultima edizione, Carlo Ardissono Sostituto nel 2011.

 

Aranceri: Massimo Capadura Ex responsabile organizzativo, Emilia Sabolo Croass del Borghetto, Massimo Actis Perino Sostituto nel 2013-14, Marco Candellieri.

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