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IVREA CAPITALE DEL LIBRO. La confessione di Casali: Sono avvocato e per indole sono competitiva

IVREA CAPITALE DEL LIBRO. La confessione di Casali: Sono avvocato e per indole sono competitiva
Più di 60 lettere a sostegno della candidatura di Ivrea a Capitale italiana del libro 2022. E sono Istituzioni e rappresentanti del mondo culturale nazionale, regionale e locale. Nell’elenco anche alcuni Comuni canavesani e quelli aderenti al Sistema Bibliotecario. E poi librai, editori, Fondazioni, Istituzioni scolastiche, associazioni culturali. Addirittura la Casa Circondariale di Ivrea. A questi si aggiungono i 79 sottoscrittori del Patto Locale per la Lettura, una rete territoriale di promozione della lettura che coinvolge 130.000 abitanti. Questo per dire che i numeri di chi ci crede (snocciolati in più occasioni) sono veramente strabilianti. Ma il successo della candidatura, oltre che all’assessore Costanza Casali è legato a Paolo Verri che non è uno qualsiasi. Come dice di sè stesso, è innanzitutto “uomo di libri”, prima direttore editoriale per varie case editrici e poi direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino dal 1993 al 1997. Nel 1998 Direttore della comunicazione dell’Associazione Italiana Editori. Dal 1998 direttore dell’Associazione Torino Internazionale e dal dicembre 2003 Direttore della Fondazione Atrium con l’incarico di promuovere Torino e le Olimpiadi Invernali del 2006. Nel 2007 direttore del Comitato Italia 150 per i festeggiamenti del 150° dell’unità d’Italia. Infine, ma non in ultima, a lui si deve la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura per il 2019 in qualità di Direttore del Comitato Matera 2019… Detto questo, incredibile ma vero, Verri, chiamato da Casali, si è occupato di dare una sistematina al dossier senza chiedere un euro. Per amore dei libri. Perchè è fatto così. Perchè “boh”, vai a capire il perchè. Perchè si è alzato di buon lena la mattina e s’è detto: “Oggi mi occupo di Ivrea…”.
Faccio l’avvocato e per indole sono competitiva… Ma in questo caso anche solo la partecipazione sarebbe stata un grande risultato …
“Sapevamo che l’Unesco avrebbe portato a grandissime occasioni per lanciare la città e il territorio circostante ...– aveva commentato quest’estate al teatro Giacosa il sindaco Sertoli    Nella candidatura a Ivrea capitale del libro 2022, fortissimamente voluta dall’assessore Casali con tutta la sua mordaccia e gradevolezza, ci abbiamo creduto come amministrazione e ci ha appoggiato anche la Fondazione Guelpa. Faremo gli scongiuri. Ci crediamo e siamo ottimisti, ma avremo bisogno di lavorare tutti insieme e con il minor numero di divisioni…”. Insomma Ivrea c’era e c’è e ha partecipato per vincere. “Si partecipa sempre per vincere – ci aveva confessato Casali – Faccio l’avvocato e per indole sono competitiva… Ma in questo caso anche solo la partecipazione sarebbe stata un grande risultato … Perchè abbiamo deciso di candidarci? Perchè siamo al Centro di un sistema di 72 biblioteche al servizio di 240 mila abitanti. Perchè  il patto per la lettura ha prodotto130 mila adesione. Perchè oltre alla biblioteca civica a Ivrea esiste la Biblioteca diocesana e l’archivio storico Olivetti. Perchè abbiamo “La Grande Invasione” giunta alla nona edizione. Per la biblioteca storica di Masino. Per “Borgo libri” a Borgofranco e “Faileggere”. Perchè siamo una Comunità nell’eccezione Olivettiana ed è dimostrato che si può fare rete…”” E sono due le affermazioni che danno “ottimismo e generano entusiasmo”. La prima è di Paolo Verri: “Ci sono sempre più soldi a disposizione che buoni progetti. I soldi non mancano…”. La seconda è di Casali: “La Compagnia di San Paolo si è detta disponibile a cofinanziare i vari progetti…”. l.l.m.
Paolo Verri Paolo Verri
 
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