Il presidente di Confindustria
Patrizia Paglia ha scritto al Governo italiano, il consigliere regionale
Alberto Avetta ha interrogato il Governatore
Alberto Cirio. Tutti, ma proprio tutti, preoccupati per Italvolt e in attesa dell’annuncio di Stellantis per una terza
giga factory in Italia (a Mirafiori o a Melfi chissà...) che potrebbe fare piazza pulita e aggiudicarsi gran parte degli “aiuti pubblici” previsti nel “Recovery Fund” per l’automotive.
Tutti preoccupati tranne che in giunta a Ivrea dove però (pensa te che furboni che sono....) si erano precipitati a stendere i tappetini rossi all’imprenditore venuto dalla Svezia ma anche a mettere il cappello sull’iniziativa come se fosse una roba loro con tanto di post su Facebook della vicesindaca
Elisabetta Piccoli per “il gran lavoro” svolto (bah...) e tanti, tantissimi “mi piace”.
Non se ne preoccupano loro ma le Opposizioni sì ed è di queste ore una interpellanza al sindaco firmata dal capogruppo del Pd
Maurizio Perinetti per chiedergli se sia a conoscenza o meno di quel che sta succedendo, se abbia preso le dovute informazioni in merito, ergo se come riferimento dell’area omogenea dell’eporediese non ritenga di intervenire con “autorevolezza” al fine di difendere una importante ipotesi di investimento industriale sul territorio canavesano
“Di certo - commenta
Perinetti -
il Comune di Ivrea non può rimanere inerme e passivo su questa importante problematica. Pare che Stellantis abbia già avanzato al Governo italiano alcune richieste precise: ecoincentivi per l’acquisto di auto elettriche, infrastrutture quali colonnine di ricarica, condizioni per aumentare la domanda di veicoli a propulsione green. Siamo ovviamente contenti che ci sia nuovamente un fervore per investimenti industriali di una certa rilevanza sul territorio della nostra città metropolitana ma siamo preoccupati circa l’ipotesi in via di elaborazione sulla analoga iniziativa promossa da italvolt nell’area industriale ex Olivetti di Scarmagno. Può anche darsi che le due iniziative non siano incompatibili ma riteniamo difficile che gli eventuali aiuti pubblici per un intervento di questa portata possano essere destinati a due investimenti di questa portata nell’ambito dello stesso territorio metropolitano.
A tal proposito vorremmo ricordare l’entusiastico interessamento e accoglimento della Regione Piemonte per l’ipotesi dell’investimento sull’area di Scarmagno...”
In verità Non c’è giorno che in Canavese e a Torino non si parli delle batterie al litio e di un nuovo modello di mobilità. Talmente importante il settore dell’Automotive per l’economia e il Pil
che l’Europa, cioè Bruxelles, non solo si è messa alla regia ma ha dato il via libera agli aiuti di Stato. E saranno una pioggia di milioni che finiranno un po’ qua e un po’ là, più che a tutti ai carrozzieri, cioè ai soggetti economici interessati a stare al passo con i tempi. A nessuno sfugga, infatti, che la batteria rappresenterà il 30 fors’anche il
40% del valore della macchina finita e non sarà quindi
una componente qualsiasi da lasciare a cuor leggero nelle mani di terzi.
Il post su Facebook con cui la vicesinedaca Elisabetta Piccoli dava notizia del progetto di cui (in verità) aveva appreso l’esistenza dai giornali. Nello stesso post raccontava di un altro progetto, quello di Ico-Valley, sostentendo che fosse già avviato (una balla).
Non per niente Volkswagen di stabilimenti ne ha già messi in cantiere 6 e Stellantis (nata dalla fusione tra FCA e Peugeot) altri tre, di cui uno in Francia, uno in Germania e un terzo ancora non si sa.
La domanda a questo punto è? Quante possibilità ha oggi Italvolt di poter concorrere con Stellantis? O peggio: quante possibilità ha la Italvolt dello svedese Lars Carlstrom di poter costruire il suo mega stabilimento a Scarmagno senza un accordo con i giganti dell’industria automobilistica?
E infine: il Ministro Giancarlo Giorgetti (Lega), nel momento in cui dovrà decidere (sempre che non l’abbia già fatto) di chi si fiderà? Di Lars Carlstrom o degli Agnelli di Stellantis?
Le ultime da Italvolt
Lars Calrstrom, in ogni caso, proprio in questi giorni (ed era da qualche settimana che non lo si sentiva) ha fatto sapere di voler iniziare i lavori per la costruzione dell’impianto di Scarmagno nella prima metà del prossimo anno per poi avviare la produzione di batterie entro la fine del 2024.
In un comunicato dice di aver definito la roadmap industriale, di aver incontrato i potenziali investitori e di aver condiviso con le istituzioni politiche locali e con
Confindustria,
obiettivi, strategia e tempistiche per la realizzazione del progetto, infine
di aver coinvolto la Soprintendenza nel progetto di recupero dell’ex stabilimento Olivetti.
Nella prima settimana di giugno, Lars Carlstrom avrebbe anche incontrato i Sindaci di Scarmagno, Strambino, Romano, Mercenasco, Viafrè e Ivrea impegnandosi con loro ad un aggiornamento costante.
Si apprende (sempre dal comunicato) che la divisione Architettura di Pininfarina incaricata della progettazione dell’impianto, stima di presentare il progetto definitivo tramite procedura SUAP (Sportello unico per le attività produttive) nel tardo autunno, per poter presentare la richiesta dei permessi necessari ad avviare i lavori di costruzione dell’impianto alla fine dell’anno.
E ancora chce Italvolt sarebbe alle battute finali per concludere un accordo con il partner industriale individuato per la definizione della tecnologia che verrà utilizzata per la produzione delle batterie e può già contare sulle collaborazioni avviate con American Manganese, che si occuperà del riciclo delle batterie e con Tüv Sud, incaricata di certificare i prodotti e garantire il rispetto dei principi ESG.