Una “cabina di regia” per rispondere all’emergenza afghana. L’aveva fortemente voluta la Consulta Stranieri presieduta da Gabriella Colosso. Ed è di questi giorni la convocazione di un incontro curato dall’assessora alle Politiche Sociali Giorgia Povolo. “
Per coordinare le risorse del nostro territorio già impegnate o disponibili ad attivarsi nell’accoglienza e nel supporto dei cittadini di nazionalità afghana...” scrive Povolo nell’invito.
Quel che si spera è che l’Amministrazione comunale faccia sul serio, considerando che su questo argomento a tracciare la “rotta” è sempre stata la capogruppo della Lega
Anna Bono, editorialista de
“La Nuova Bussola Quotidiana”, un giornale online fondato nel novembre del 2012 da Riccardo Cascioli.
Per tutto il mese di agosto Anna Bono altro non ha fatto che parlare di “migranti” con la cadenza di una mitraglietta. Il 1° agosto titolava: “Trovato e rimpatriato l’atleta ugandese in fuga”. Il giorno dopo si concentrava sull’immigrazione con “Proseguono senza sosta gli sbarchi in Italia”. E poi il 22 agosto con “I confini della Grecia resteranno invalicabili”, il 27 con “La diaspora afghana”, il 28 con “Non si muore solo nel Mediterraneo” e il 31 con “Scelgono l’Africa i libanesi in fuga dalla crisi economica” e poi ancora con “Cresce in Turchia l’ostilità nei confronti dei rifugiati siriani”.
Leggerli tutti ci avrebbe mandato in tilt e ci siamo concentrati sull’ultimo, del 12 settembre: “Studenti nigeriani all’estero accumulano diplomi per non essere rimpatriati”
Il punto di partenza è sempre lo stesso. Secondo
Bono gli stranieri extracomunitari che vogliono vivere in Europa o in America del Nord “sostengono di essere profughi e chiedono protezione internazionale... perché privi di permesso di soggiorno...”. E sempre secondo lei: “Un modo per emigrare legalmente è trovare lavoro, approfittando del sistema di quote di immigrazione stabilite dai governi...”. Infine: “Un altro modo è ottenendo un permesso di soggiorno per studio....”.
Insomma, la Bono ha scoperto l’acqua calda. Eh già! Guarda te che roba. Per varcare il confine dell’Occidente, in un mondo in cui l’Occidente la fa da padrone, gli extracomunitari dicono di essere “profughi”, cercano un lavoro o si iscrivono all’Università.
“Nel 2020 - esorcizza Bono -
circa 100.000 nigeriani sono andati all’estero per studiare, molti con la speranza di rimanere poi stabilmente nel paese in cui hanno studiato...”.
Ci si chiede: e per quale altro motivo avrebbero dovuto farlo? Uno scandalo, secondo Bono, che tra le altre cose segnala il Belgio come meta preferita avendo le tasse scolastiche più basse d’Europa.
“Furbacchioni....!” sembra quasi di sentirla.... Che poi, peraltro, in Belgio
“al termine degli studi possono rimanere un anno... mentre cercano un impiego. Se non lo trovano possono anche decidere di iscriversi ad altri corsi di laurea, nello stesso paese o in un altro, e ottenere quindi un nuovo permesso di soggiorno temporaneo per studio....”.
L’incredibile è poi secondo Bono, documentatasi con un reportage della Bbc del 30 agosto, intitolato
“Gli studenti nigeriani accumulano diplomi per rimanere in Europa”, che alcuni ragazzi nigeriani collezionino diplomi con l’intenzione
“in attesa di trovare un lavoro, di aggiungere nuovi titoli al loro curriculum iscrivendosi a master e corsi di specializzazione”.
Quindi? Cosa c’è di strano in tutto questo? Solo Bono lo sa. Non le stanno bene quelli che arrivano sui barconi. Non le stanno bene quelli che arrivano per studiare. Ha dei dubbi anche su chi cerca un’occupazione. Insomma non li vuole tra i piedi. Un’assurdità considerando che anche gli italiani che tra il 1861 e il 1985 hanno lasciato il Paese, senza farvi più ritorno (circa 18.725.000), avevano acquistato un biglietto e avevano dei soldi in tasca. Ieri come oggi in cerca di un futuro, se non migliore, comunque diverso. E tutto si dovrebbe e potrebbe fare, salvo che impedire ad un uomo, ad un ragazzo e ad una famiglia di “sognare” una vita diversa…
Che dire...? Solo un appunto. Il giornale online su cui scrive Bono si dichiara “di ispirazione cattolica”. Ci chiediamo che cosa ci sia di cristiano in questa storytelling.
Anna Bono
Ricercatore in Storia e istituzioni dell’Africa presso il Dipartimento di culture, politica e società dell’Università di Torino fino al 2015,
dal 1984 al 1993 ha soggiornato a lungo in Africa svolgendo ricerche sul campo sulla costa swahili del Kenya. Dal 2004 al 2010 ha diretto il dipartimento Sviluppo Umano del Cespas, Centro europeo di studi su popolazione, ambiente e sviluppo
e fino al 2010 ha collaborato con il Ministero degli Affari Esteri nell’ambito del Forum Strategico diretto dal Consigliere del Ministro, Pia Luisa Bianco.
Quello di Anna Bono è un nome e un cognome molto conosciuto nella Lega di Matteo Salvini. Una specie di ideologa di partito, a cui i giornali di tutta Italia fanno riferimento quando si tratta di smontare le politiche sull’acoglienza o certi presunti “miti” sui migranti. E ci sono sue interviste su Formiche.net, su nicolaporro.it, su ilgiornale.it, addirittura su dagospia.
Scrive “Direttanews24”: “Si è assunta da anni – in pressoché totale solitudine accademica – un compito tanto arduo quanto meritorio su un tema incandescente, quello dell’immigrazione. E lo fa – il che è ancora più meritorio – in modo non urlato, non aggressivo, non disumano: se è consentito a un laico come me metterla così, lo fa con autentica carità cristiana, con pietas, ma senza pietismo….”.
Libero, il quotidiano di Vittorio Feltri, aggiunge “ha i titoli per farlo. Dodici anni di studi e ricerche passati in Kenya, autrice del saggio Migranti!? Migranti!? Migranti!? edito dalla friulana Segno.”
E cosa sostiene la Bono?
Semplicemente che gli immigrati non son poveri ma ceto medio… non foss’altro che “per affrontare un viaggio clandestino bisogna affidarsi ai trafficanti e i costi sono elevati, nell’ordine delle migliaia di dollari…”.
E poi sempre la Bono spiega un po’ ovunque che «in Africa c’è una percentuale di popolazione giovane convinta che l’Occidente sia talmente ricco che basta arrivarci per fare fortuna». E ancora che tra gli immigrati “gli europei, agli occhi dell’africano medio, sono tutti ricchi”, che “l’europeo è il turista che frequenta alberghi di lusso, oppure il dipendente dell’azienda occidentale che frequenta buoni ristoranti, ha una bella casa, l’automobile, magari l’autista…”.
S’aggiunge che “da decenni in Africa arriva dall’Occidente di tutto: medicine, cibo, vestiti. Le Ong scavano pozzi e costruiscono (ottimi) ospedali. Tutto gratis. Questo contribuisce all’idea di una prosperità senza limiti dell’Occidente” e ci sono i trafficanti che “per alimentare il loro business hanno tutto l’interesse ad illudere le persone sul futuro roseo che troveranno in Europa”.
Nel suo libro Anna Bono smonta peraltro anche una serie di fake-news, almeno a suo dire.
La prima sui profughi che scappano dalla guerra. “Non è vero – spiega in lungo e in largo – Dati alla mano viene fuori che, grosso modo, su 100 migranti che arrivano in Italia, solo 4 si vedranno riconoscere lo status di profugo o rifugiato di guerra. Gli altri 96 sono sostanzialmente migranti economici…”.
La seconda sulle condizioni economiche. Non è vero che sono poveri “… sono persone provenienti da paesi stabili (spesso democrazie imperfette, fragili, giovani, ma pur sempre democrazie), e persone che sono state in grado di raccogliere i non pochi soldi (da 5 a 10 mila dollari) necessari a pagare le organizzazioni criminali che lucrano su questo traffico di esseri umani…”
L’ultima su “aiutiamoli a casa loro…”. “Tenga conto – dichiarava ad un giornalista di interris.it – che l’Africa da oltre 20 anni registra una crescita economica notevole, e in prima fila ci sono i Paesi da cui proviene la maggior parte dei migranti, solo che queste risorse vengono dilapidate o se ne giovano poche elite”.
Morale di Bono?
I migranti non scappano nè dalla guerra, nè dalla fame… E può anche essere vero, ma cosa c’è di cristiano o di sbagliato, in tutto questo?