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SETTIMO TORINESE. Il peso del lockdown si sente: il Centro Nuova Danza chiude

Il Centro Nuova Danza chiude dopo 25 anni di storia. Il messaggio è arrivato alle famiglie ad agosto, quando molte di queste erano già in vacanza. Un fulmine a ciel sereno, quando erano ancora vive le emozioni del saggio finale tenuto a Torino a giugno, al teatro Cardinal Massaia, in una serata finalmente aperta a tutti, senza restrizioni e dopo un centro estivo a cui avevano partecipato una ventina di bambine. “Dopo le grandi difficoltà vissute nel periodo di pandemia e chiuso questo anno di scuola, speravamo che fosse un anno di ripartenza, vi dobbiamo comunicare che il Centro Nuova Danza chiude”. Firmato Stefania Montorio, insegnante e coordinatrice, e Gabrio Dossena, presidente. Due figure di riferimento per decine di famiglie. 

Il problema è il bilancio: “Considerati i costi di gestione, rendendoci conto che non è possibile economicamente riprendere le attività, abbiamo deciso di mettere un punto. Non è stata una scelta facile. Grazie per tutto quello che abbiamo condiviso, è stata una vita bellissima. Ricordiamoci il bene che c’è stato”. I lockdown imposti dall’emergenza sanitaria sono stati fatali per un’attività che viveva delle quote versate mensilmente dagli iscritti. Gli affitti, le spese di elettricità e riscaldamento sono diventati macigni: una struttura di 600 metri quadrati, quella di via Avogadro 11, che ha eroso risorse e risparmi. 

E’ il doloroso epilogo di una storia cominciata nel 1997, da un’idea di Stefania Montorio e Gabrio Dossena. I sogni diventarono presto realtà, le ragazzine cominciarono ad iscriversi a decine, fino a diventare un centinaio nelle epoche d’oro. L’associazione è una delle più brillanti presenti sul territorio di Settimo: i premi conquistati nei concorsi nazionali e internazionali non si contano più e quando arrivava la richiesta di collaborazione da qualche altra associazione, la risposta era sempre positiva. Il Centro Nuova Danza c’era sempre. Con Valerio Pagliero, lo chansonnier settimese, le ballerine si prestavano per dar vita a coreografie affascinanti nelle repliche dei vari recital, intitolati “Un Amore di Canzone” con le canzoni intramontabili del Novecento. L’incasso veniva sempre destinato in beneficenza. 

Con il TeatroVillaggioIndipendente, diretto da Massimiliano Giacometti, le ballerine e i ballerini del Centro Nuova Danza erano una parte fondamentale del “Mosaico dell’Italia all’improvviso”, uno spettacolo teatrale presentato in occasione del 150esimo anniversario dell’unità nazionale in piazza Campidoglio. Un evento di bellezza infinita, purtroppo irripetibile nella sua versione originale, a cui parteciparono anche i migranti provenienti dall’Africa e accolti al Centro Fenoglio gestito dalla Croce Rossa. 

Avevamo lavorato molto bene insieme a Stefania Montorio, ci eravamo capiti subito. Una delle sue corografie, quella sulla mafia costruita sul brano “Cento Passi” dei Modena City Ramblers, che terminava con un’enorme piovra fatta con i ragazzi e le ragazze, aveva poi vinto parecchi premi. - dice il regista Massimiliano Giacometti - . Speriamo che l’esperienza non finisca qui. Stefania è davvero molto brava a trasmettere la sua professionalità e le sue conoscenze alle allieve e agli allievi. In quel lavoro teatrale avevamo incontrato i migranti del Fenoglio e fu un’esperienza formativa per tutti noi. Quei ragazzi raccontavano le loro storie e noi rimanevamo ad ascoltarli in silenzio. E’ stato stupendo, con alcuni di loro siamo ancora in contatto. A quei tempi, mi aveva un po’ amareggiato il rifiuto delle altre scuole di danza di collaborare con noi proprio perché scelsi Stefania come coreografa, ma persero una grande opportunità. Spero che a distanza di undici anni sia cambiato qualcosa, soprattutto se sarà necessario condividere degli spazi con un’associazione in difficoltà”.

Le esibizioni diventavano indimenticabili per l’accuratezza con cui il Centro Nuova Danza si presentava sul palco: per anni, le coreografie di Stefania Montorio e dei suoi insegnanti hanno raccolto applausi a scena aperta durante le serate della Festa Patronale di Settimo Torinese, organizzate dalla Pro Loco. Ma soprattutto, il Centro era un impareggiabile strumento sociale, un luogo in cui le bambine diventavano ragazze e poi donne, in cui le più grandi aiutavano le più piccole a fare i compiti. Una grande famiglia in cui dissolvere le insicurezze tipiche delle varie età per diventare più forti, costruendo amicizie inossidabili. 

In questi giorni, gli insegnanti che erano impegnati nel Centro Nuova Danza vogliono riunirsi per tentare di riprovarci, cercando il sostegno delle famiglie che a luglio avevano gremito il teatro cardinal Massaia e avevano apprezzato le tante coreografie proposte. L’ultima aveva unito tutte le ballerine sul palco per interpretare il brano “La Vita è Adesso” di Claudio Baglioni con il linguaggio dei segni. Un inno al coraggio di affrontare le situazioni più difficili, mettendo anima e cuore di fronte agli ostacoli. “Sei tu che porterai il tuo amore - dice la canzone - Per cento e mille strade, perché non c’è mai fine al viaggio, anche se un sogno cade”.

E ora, più che mai, la solidarietà della comunità settimese dovrebbe farsi sentire. “Un altro che ti dia respiro e che si curvi verso te”. Adesso.

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