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CHIVASSO. Gli Amici del Po alla ricerca delle microplastiche nel fiume

CHIVASSO. Manta River è un progetto nato nel 2020 con l’intento di studiare in modo approfondito le possibili concentrazioni di microplastiche nei corsi d’acqua del Po, che creano pesanti danni all’ambiente e a tutto l’ecosistema. Oltre all’Emilia Romagna, al Veneto ed alla Lombardia, quest’anno l’équipe di Manta River ha esteso il proprio raggio di azione anche ad alcune zone strategiche individuate nella regione Piemonte. 

Manta River Project 2 è coordinato dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po (del Ministero della Transizione Ecologica) ed è supportato dalla Regione Piemonte. Può contare su partnership di eccellente livello tecnico scientifico come l’Università La Sapienza di Roma, l’Arpae Struttura Oceanografica Daphne, le Aree Protette Po piemontese e AIPo. 

Il primo campionamento piemontese e la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, si sono tenuti lo scorso mercoledì 25 maggio a Chivasso, anche grazie al prezioso ed encomiabile supporto logistico messo a disposizione dall’associazione Amici del Po di Chivasso.

Un vanto per Chivasso, l’associazione Amici del Po, dopo il recente debutto a “Linea Blu”, il noto programma televisivo di divulgazione, si arricchisce di una nuova esperienza e porta la città nuovamente sotto i riflettori, facendola diventare uno dei due punti piemontesi dove per un anno verranno effettuati questi importanti rilevamenti scientifici. 

“E’ la dimostrazione pratica di quanto abbiamo scritto nel nostro statuto, ossia che l’associazione non ha solo lo scopo di navigare in barca per il Po, ma anche di lavorare su aspetti di divulgazione e conoscenza scientifica”, ha reso noto Andrea Fluttero, ex sindaco di Chivasso e presidente dell’associazione Amici del Po. 

Interpellato sull’argomento Fluttero ha spiegato che “siamo entrati all’ultimo nel progetto grazie all’associazione Amici del Po di Caselle, che ci ha chiesto una mano per l’allestimento della conferenza stampa. Abbiamo accettato con estremo piacere e ci siamo offerti anche di dare un supporto logistico per i rilievi con il nostro bricel”. 

L’obiettivo degli enti coinvolti nel progetto – ha sottolineato l’ex sindaco - era quello di ricercare un supporto logistico in due punti di rilevamento verso il Piemonte, ai confini con la Lombardia, e poi Brandizzo e Chivasso. Brandizzo ha difficile accesso – ha continuato a spiegare Fluttero - per cui hanno optato per Chivasso, dove vi è anche una maggior quantità d’acqua”.

Ed è proprio su questi presupposti che è entrata in gioco l’associazione chivassese. “Dato il meteo – ha proseguito a raccontare Fluttero – si è optato per fare la conferenza stampa all’interno dell’edificio del canale Cavour. In 48 ore sono riuscito ad ottenere l’autorizzazione dall’ente Est Sesia, che ha concesso la disponibilità dell’edificio. Mercoledì eravamo pronti ed alla fine abbiamo anche usato il nostro bricel per portare i ricercatori della Sapienza a fare i rilevamenti”.

Al termine della giornata la soddisfazione dell’AIPO, l’agenzia interregionale per il fiume Po, è stata talmente alta tanto da indurre gli Amici del Po di Casale a proporre ai ‘colleghi’ chivassesi di suddividersi l’onore e l’onore di tale compito.  E’ con grande ed immensa soddisfazione – ha esternato con orgoglio Andrea Fluttero – che grazie al buon risultato della giornata ci siamo trovati coinvolti in un progetto che durerà un anno e che ci vedrà impegnati un mercoledì al mese nel supporto con la barca all’équipe di ricercatori”. Fluttero ci ha inoltre spiegato le modalità con cui i ricercatori hanno effettuato la loro campionatura: “Gli scienziati mettono in acqua una specie di rete che si chiama Manta – da qui il nome del progetto Manta River Project - che viene tenuta a pelo d’acqua, metà dentro e metà fuori. Per circa mezz’ora la rete filtra il materiale che vi passa dentro, poi gli scienziati prelevano il materiale e con una serie di passaggi successivi riescono ad individuare, separando altri tipi di sospensione, la percentuale di microplastica presente”.

Il presidente degli Amici del Po ha infine concluso dicendo: “Siamo partiti con la semplice richiesta di un supporto logistico, che avrebbe dovuto durare un solo giorno, e invece ci siamo piacevolmente trovati coinvolti in un progetto che ha un altissimo profilo scientifico, che coinvolge enti e soggetti nazionali e che ci darà la possibilità per 11 mesi di esserne il piccolo braccio operativo”. 

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