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SAN GIORGIO. La più grande collezione al mondo di vini del Canavese

Non esageriamo nel definirla la più grande raccolta in tutto il mondo di vini del Canavese: 180 etichette per 49 produttori. Una collezione racchiusa in circa novanta metri quadrati. E senz’altro a questo primato Davide Costa Laia, titolare dell’omonimo negozio/gastronomia situato nel cuore di San Giorgio Canavese, in via Carlo Alberto, ci è arrivato un passo alla volta, con perizia e costanza. Un’avventura cominciata oltre trent’anni fa. “Per me è stata un’evoluzione durata anni, è stata una storia - racconta Davide Costa Laia - nata da una passione. In negozio tenevo già una parte di vini abbastanza noti, conosciuti e diffusi del Canavese, poi ho seguito i corsi Ais per diventare sommelier professionista, dieci anni fa. Ho frequentato degustazioni, seminari, incontri, fino ad arrivare ai numeri di oggi: da me si possono trovare 180 tipi di vini diversi prodotti in Canavese: l’Erbaluce fermo, classico, spumante, i rosati, varie tipologie di rossi che vanno da Nebbiolo al Freisa e Barbera fino allo Chateau (vitigno abbastanza raro e che hanno solo un paio di produttori)”. Nel contempo sono aumentati gli estimatori che hanno preso la gastronomia sangiorgese come punto di riferimento e gli aperitivi a base di vini canavesani. “Ciò che mi ha fatto piacere - racconta Davide - è che il passaparola ha fatto aumentare il numero di persone appassionate, anche giovani, che vengono a trovarmi. Faccio così da tramite tra il cliente e il produttore: io mi occupo di degustazioni ma se qualcuno desidera le bottiglie indico io dove andare. Posseggo anche diverse scorte di vini: chi arriva da Milano o Genova è difficile che riesca a fare il giro delle Cantine e può trovare qui un riassunto di ciò che viene prodotto in Canavese”. Ogni calice, consumato nel dehor della gastronomia Costa Serra viene accompagnato da prodotti locali tipici come salumi e formaggi o merende sinoire un po’ più complesse con piatti come bagna cauda, tomini sott’olio, verdure o carni “Le persone tornano, ci si confronta, si è creato un giro quasi involontario ma costante di appassionati. Il numero di bottiglie è importante: in Ivrea o Rivarolo ci sono cantine fornitissime ma io mi sono specializzato nei vini locali. In luoghi internazionali, che siano Dubai o Londra, non si trovano tutti questi vini anche perché arrivano da una rete di cantine di piccole e medie dimensioni e non tutte esportano”. In Via Carlo Alberto si tramanda una passione, tra l’altro, cominciata con i nonni e proseguita con i genitori. “Mio nonno già mi parlava di vino - ricorda Davide -. Aveva una macelleria qui a fianco mentre il negozio è stato aperto dai miei genitori nel 1956”. Tra gli estimatori anche Johnson Righeira. “Quando è venuto ad abitare da queste parti tre anni fa - rammenta ancora Davide -, è venuto qui accompagnato da Daniele Lucca che gli ha detto: ‘ti faccio vedere un bel posto che ti piacerà’ e da quel momento si è innamorato del locale, andiamo regolarmente alle degustazioni, siamo stati insieme a Misobolo a Pasquetta, addirittura a Bruxelles a seguire una partita di calcio. Abbiamo fatto anche le vendemmie insieme perché ha acquistato un paio di vigne a Cuceglio”.
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